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Blog senza nessuna periodicità, in cui appaiono pubblicazioni random, la maggior parte delle volte ripropongo ciò che già c'è in rete ma che non è stata data importanza. Anche diari di viaggi, musica e video e cose cattive.

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domenica 7 dicembre 2014

Suomi - Россия - Україна e 5 paesi in 24 ore. Parte 6°

Domenica 17 - A.C.A.B.
È mezzanotte, quindi domanica 17. Ho oltrepassato la data di fine del mio visto (sabato 16) e sono ancora in Russia. sarei dovuto uscire ieri dal territorio russo.
Leggo ancora due pagine di libro, ma sono ansioso. Arriviamo a Belgorod (in russo: Белгород) alle 1 di notte tipo.
Dopo 1 minuto che il treno è fermo, la polizia russia di frontiera si materializza su tutto il vagone.
C'è il problema, non si può sorvolare e domenica 17 io non posso lasciare la Russia. Mi dicono che devo scendere dal treno e venire con loro, non posso che seguirli. Stavo pure per lasciare la carta di identità italiana sul treno, che
è partito - senza di me. Mi portano alla stazione di polizia (ferroviaria - di confine) e viene compilato il verbale.
Lo sbirro mi dice che pagando una tassa di 600 rubli (
рублей - in data 17 agosto ammontavano a 13€) alla banca, mi verrà consegnato il prolungamento della data del visto che mi permetterà di uscire dalla Russia.
Aggiungo: gli sbirri sono troppo teste di cazzo. Il giovane non ha voluto farmi chiamare Darya o qualcun'altro perché non può farlo dal suo telefono di servizio. Merda, dio boia. Sono costretto a rimanere qui.
Si sono fatte le 4:30 circa e mi tocca apsettare le 9 circa. La stazione è PIENA di persone che aspettano i treni, tra famiglie, single e single disagiati. In queste cinque ore "dormo" pochissimo. Alle 8 esco dalla stazione e mi metto a cercare la banca aperta di domenica. C'è ne è una ad 1km che apre alle 9. Ci vado subito. Ma in verità apre alle 10. Aspetto, apre, pago.
Torno alla stazione e sistemo tutto in 2 ore. Gli sbirri sono pure LENTI. CHE PALLE!

Compro un biglietto per Kharkiv
(in ucraino: Харків, in russo: Харьков), costa 5€ ed il treno arriverà alle 14:43 ucraine. Non sto a raccontarvi che il controllo passaporti sul treno per una cittadinanza come la mia (albanese) in quei paesi sia noiosa e piena di domande inutili.
Arrivo ad Kharkiv alle 15:30 circa, ora locale (l'orologio va indietro).

Mi dirigo a piedi allo squat e centro socio-culturale "Autonomia" occupato dai compagni e le compagne dell'ACT (in ucraino: Автономна Спілка Трудящих, in russo: Автономный Союз Трудящихся, Unione Autonoma dei Lavoratori), gruppo sindacalista libertario in Ucraina.
Questo è il primo posto occupato dai libertari nella storia di Kharkiv, ed ancora l'unico per ora.
È vivo solo da due mesi e stanno facendo ancora i lavori. Sono pronte delle stanze, la cucina, la sala assemblee/svago/meeting, etc. e bagno. Compagn* molto cordiali e oggi si festeggia anche il 27° anno di uno di loro. Qui quasi tutti sono vegan ed il cibo è squisito. Scambio due parole con qualcuno di loro e poi tutti a dormire.

Lunedì 18 - Persone
Lo squat è in corso di "restaurazione", ha elettricità ma non acqua, essa la prendono dal vicino riempendo le brocche.
I compagni e le compagne sono simpatici e simpatiche, molto in gamba, e mi è piaciuto molto stare lì. Interessante parlarci.
Decido di partire domani per Kyiv, e vado comunque tardi a letto (bravo me).

Martedì 19 - Patrioti
Colazione, zaino sistemato e partenza. Con la Metro mi dirigo sulla strada per Kyiv e inizio l'autostop. Solo dopo un'ora e mezza circa vengo tirato su. Quest'uomo successivamente tira su anche autostoppisti locali, ovvero adulti che chiedono un passaggio in un paesino non troppo lontano. Comunque, dopo un oretta mi lascia in un paesino e li aspetto una cosa come due ore. Vengo finalmente tirato su da due trentenni, ucraini, patrioti. Quello che guida parla un buonissimo inglese e quandi la comunicazione è semplicissima per me.
Molto gentili, mi hanno offerto anche la cena.
Egli mi ha raccontato di come sia andato anche a combattere (nel Donbass?) contro i separatisti che lui ritiene dei "terroristi". Dice che la situazione lì è grave, ed ha rischiato anche la vita nel portare viveri ai suoi compatrioti.
Parla un buon ucraino, un ottimo russo e dice che lui ed il suo amico odiano i russi, per quello che fanno nel Donbass e in passato con l'URSS. ma non è serissimo, infatti non è xenofobo ed anche se lui si sente ucraino, nascendo e crescendo in Ucraina, ha parenti e denitori russi e bielorussi.
Mi hanno fatto vedere anche un monumento a dei dissidenti dell'URSS morti nel 1939 lungo la strada, dentro un bosco.
Giungiamo finalmente a Kyiv alle 11 di sera. Sono ospite di Maryana, una studentessa di cinema, compagna anarchica, vegana crudista. Persona strana e interessante.
Starò da lei un paio di notti, prima di partire per un'altra avventura.

Mercoledì 20 - Kyiv
Giornata poco interessante, nonostante un breve giro nel "centro" di Kyiv.
rispetto all'anno scorso in città ho visto più bandiere ucraine, venditori/bancarelle con gadget patrioti, scritte sui muri. Al palazzo del Ministero degli Affari Esteri dell'Ucraina c'erano due enormi bandiere: quella ucraina e quella europea. Il Majdan aveva cambiato un po' di cose.


Set di foto delle giornate qui descritte.

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Élisée Reclus

Élisée Reclus
« Non è una digressione menzionare gli orrori della guerra in connessione con il massacro delle bestie ed i banchetti di carne. La dieta degli individui è in stretta relazione con il loro modo di agire. Sangue chiama sangue. »

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