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Blog senza nessuna periodicità, in cui appaiono pubblicazioni random, la maggior parte delle volte ripropongo ciò che già c'è in rete ma che non è stata data importanza. Anche diari di viaggi, musica e video e cose cattive.

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martedì 9 settembre 2014

Suomi - Россия - Україна e 5 paesi in 24 ore. Parte 2°

Lunedì 4 - "Il sole di mezzanotte"
Oggi ho girato Tampere per tutto il pomeriggio.  una piccola città, molto carina a parer mio, ci sono molti turisti e la gente è anche cordiale. per esempio (stupido), quando hai l'aria da turista ed hai una cartina/mappa in mano, la gente si ferma e chiede se hai bisogno di aiuto. Andrea mi ha anche detto dei lati negativi dei finlandesi (ogni popolo ne ha, suvvia); difatti la Finlandia è fondamentalmente un paese di borghesi. La working class non esiste, Stanno tutti troppo bene (economicamente) - e chi non ha un lavoro, ha comunque i soldi del welfare state. 
Torno a casa di A. per capire che programmi ha egli e che fare io, se partire stasera o se partire domani mattina. Alla fine opto per il partire la mattina presto.
Siamo io A. e la sua ragazza Ida in casa, mangiamo e tutti e 3 usciamo a fare una passeggiata in un bel parco che si affaccia su di un lago.
Ho imparato frasi stupide in finlandese e ci siamo divertiti anche nel pronunciare queste frasi a dei passanti random (ovviamente io). Ho addirittura rimediato un giro in barca da un pescatore, chiedendoglielo in finlandese. Il paesaggio era bellissimo, s'era fatte le undici di sera circa ed il sole non era calato tutto. Quel crepuscolo di mezzanotte era fantastico.

Martedì 5 - Bestemmie e benedizioni
Ci svegliamo alle 6 del mattino. Andrea deve andare a lavoro, io in Russia. Oggi è il giorno di inizio della data del visto e conto di arrivare presto in Russia (tipo mezzanotte). MA NON SARÀ COSÌ.
A. mi accompagna ad una fermata del bus appena fuori Tampere, sulla strada per Helsinki. Il primo passaggio è già un fallimento: il tizio è un ciccione coltivatore di marijuana che stava andando a far la sauna con un amico a Turku. Non so se non conosceva la strada o cosa, ma mi lascia su una via sbagliata; sono quindi costretto a tornare vicino Tampere e per fortuna un uomo capisce il problema e mi porta sulla buona strada. Dopo tanta attesa riesco ad arrivare a Lahti, una città che si trova sulla strada per Lappeenranta. Qui è l'inferno... aspetto fino a 4 ore (!) prima di trovare un passaggio.
Dal cielo cade un angelo di nome Janne. Capelli biondi e lunghi, raccolti, barbetta sul mento che spesso accarezza. Penso subito sia un metallaro nordico, ma preferisce band come Rainbow, Deep Purple e Black Sabbath (cit.).
Non mi ricordo, come ma finiamo di parlare di religione. Mi dice che egli è un cristiano protestante e studia Filologia all'università di Helsinki. In quei giorni stava ritrovando i suoi in un paesino da quelle parti, ma si offre di fare una 30ina di km in più per aiutarmi. Un ragazzo molto generoso (da vero cristiano) e anche intelligente (solo gli stupidi non ascoltano i Black Sabbath).
Quando si è fermato a quella fermata del bus di merda, la prima cosa che gli ho detto dal finestrino è stata "God Bless You". Un segno del destino? Abbiamo pensato entrambi. Ci abbiamo riso sopra... (damn, fuck!). 
Dopo 3 passaggi (tra cui un giovanotto, operaio che però vuole iscriversi alla polizia) arrivo al confine.
Non è ancora mezzanotte, ma continuo il racconto il giorno dopo.

Mercoledì 6 - Andare in Russia a tarda notte
Che emozione, sto lasciando la Finlandia per la Russia.
Controllo passaporto dalla parte finlandese del confine: si sono messi a verificare l'originalità del passaporto albanese e mi han chiesto il permesso di soggiorno in Italia o qualcosa che certificasse la mia provenienza; è bastata la carta d'identità. Il giovane sbirro mi ha chiesto, prima di passarli la carta d'imbarco del volo, come sono venuto in frontiera (risposta: in autostop) e mi informa che ai russi non piace che si vada a piedi, che è vietato proprio e mi consiglia di andare con un automobile, anche perché non è vicina la dogana russa.
Subito un generoso un businessman sudan-egiziano, e con cittadinanza finlandese, mi porta con se al confine in auto. Non ho ben capito di che si occupa (qualcosa coi supermercati) ma ha viaggiato e vissuto ovunque (Iraq, Egitto, Germania, Finlandia, Cina e Hong Kong).
Alla dogana sbirri e sbirre sono quasi sorpresi di un albanese che entra in Russia, ma non troppo perché non sono l'unico... anche se la collega di quella che mi controllava il passaporto continuava a fissarmi, come se fosse innamorata. Mettevano sotto lo scanner tutte le pagine impegnate del passaporto e pure alcune libere. infine compilo la "carta di immigrazione" e ora tocca aspettare che agli autisti/proprietari di auto viene fatto un ulteriore controllo. Intanto, sposto l'orologio di un'ora in avanti.
L'uomo nero mi porta fino alla stazione di servizio e deve lasciarmi lì, perché dopo aver preso il carburante torna indietro. Molti finlandesi infatti passano in Russia solo per fare benzina; conviene alle loro tasche evidentemente.

L'uomo chiede ad un automobilista, che ha passato anch'egli il confine appena dopo di noi, se andava a San Pietroburgo (in russo: Санкт-Петербург). Quindi viene da me e mi dice di parlare con l'altro uomo. Ebbene egli si dirige a Mosca e passa per SPB / СПБ (abbreviazione di San Pietroburgo)
Piccola parentesi: questa città ha cambiato nome 4 volte. Fu chiamata anche Pietrogrado (in russo: Петроград - Petrograd) e Leningrado (in russo: Ленинград - Leningrad).
È fatta. Essendo io un fottuto smemorato, non ricordo il nome di costui, comunque è un russo che vive in Svezia (l'auto è targata "S" anche).
Un paio d'ore di viaggio insieme e gli tocca lasciarmi sulla tangenziale di SPB, da dove parto a piedi verso la periferia. Ci sono aziende e ferrovie all'inizio, classico di una metropoli e poi vedo le prime case, sovietici edifici razionalisti. Affascinante.
Incontro le prime persone sveglie la mattina e grazie a loro arrivo alla metro più vicina, dopo aver passato un ponte immenso, il Volodarskij Most (Володарский Мост - most = ponte) che TRABALLAVA, ad ogni auto che sfrecciava e ad ogni tram che passava. Avevo una seria paura di cadere nel fiume Neva (Нева) da un momento all'altro.


Disagio. Rimango perplesso per un'oretta prima di capire cosa fare: il telefono non mi fa chiamare il compagno che mi ospiterà (forse non avevo dormito abbastanza, che dite?).
Alla fine un negoziante a cui chiedo di riparare il telefono, mi fa chiamare il compagno col suo cellulare. Finalmente arrivo a casa.
Faccio di persona la conoscenza di Zhenya (Женя, pronunciato Jenya, come journal in francese), ennesimo soprannome russo ovviamente, e di Sasha (Саша), due compagni molto intelligenti ed in gamba. Egli è di famiglia russa, trasferitasi in Bielorussia, dove è nato, come Sasha. Al contrario di lei, però, egli sa meglio il russo e lo preferisce parlare rispetto al bielorusso. Insieme hanno girato molti paesi come Polonia, Germania, Paesi Baltici, Francia, Italia e pure l'Albania! In alcuni di essi ci hanno pure vissuto per uno o quattro mesi.
Stupefacente, conoscono entrambi l'italiano. Zhenya ha lavorato in Italia come cuoco, mentre Sasha lo sta studiando solamente, ma lo sa parlare molto bene! Ella conosce altre lingue come il polacco, il francese e forse qualche altra... ad ogni modo, le lingue sono la sua passione, non a caso fa la traduttrice dall'inglese al russo come lavoro.
Nel passare il confine l'orologio è stato spostato in avanti, ma sono comunque stato sveglio tutta la notte ed ho pure camminato da fuori SPB, risultato: ho buttato nel sonno la mattina intera ed il pomeriggio.


La giornata non è finita ma mi fermo qui a scrivere perché è tardi, ma continuo nel prossimo post. Bella lì raga.


Set foto di Tampere e road to Lappeenranta/Россия + foto di Санкт-Петербург (non guardatele tutte prima di leggere la prossima parte!)

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Élisée Reclus

Élisée Reclus
« Non è una digressione menzionare gli orrori della guerra in connessione con il massacro delle bestie ed i banchetti di carne. La dieta degli individui è in stretta relazione con il loro modo di agire. Sangue chiama sangue. »

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