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Blog senza nessuna periodicità, in cui appaiono pubblicazioni random, la maggior parte delle volte ripropongo ciò che già c'è in rete ma che non è stata data importanza. Anche diari di viaggi, musica e video e cose cattive.

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venerdì 5 settembre 2014

Italia-Україна - Parte 5°, finale, scritta in super ritardo

Innanzitutto mi scuso con tutti/e e tutto e con me stesso per aver riportato il mio diario di viaggio (che, ricordo, risale all'estate 2013) solo dopo un anno. Sono un pirla. Vediamo di chiuderlo, però. Давай!

Mercoledì 3 (Agosto)
Si parte: sistemo le ultime cose, mangio e saluto Dmitrij. Ho un buon inizio di autostop, infatti una coppia mi tira su e mi porta per strada per circa 1 ora. Ma passa un sacco di tempo prima di essere preso su di nuovo, quando finalmente un ragazzo passa, ma solo per pochi chilometri: mi lascia quindi ad una fermata del pullman e cazzo, PIOVE. Tento qualche volta di richiamare l'attenzione sotto la pioggia ma niente. Mangio, ritento e però mi sposto più in là, dove dopo ancora molto tempo tra le macchine sfreccianti, passa David col suo rimorchio. Erano circa le 15 e andavamo pianissimo. Eccheccazzo, è la seconda volta che vengo tirato su da una carretta. Difatti arrivo ad Odessa alle 20.30 circa e dopo vari casini con le marshrutke arrivo finalmente al punto di incontro con Dasha, sotto una pioggia fortissima. Andiamo a casa sua che siamo fradici. Incontro il suo miglior amico e coinquilino Sasha (Aleksander), mi faccio una doccia, mangiamo e poi a dormire. Stupida pioggia. Spero che il giorno dopo sia meglio.

Giovedì 4
Spesa la mattina e si trovano altre cose vegan. WAFERS. Ed un altro pranzo cucinato, finalmente. La giornata inizia bene; nel tardo pomeriggio (perché fa troppo caldo prima) esco in centro città con D. e A. e faccio la mia escursione turistica.


Odessa è bellissima. La sera mi portano al "Falafel migliore di Odessa" che costa 14грн e 17грн con le patate. Sì, buonissimo. Sul tardi rimaniamo in piazza con dei loro amici a chiacchierare.

Venerdì 5
Ancora mini spesa al mattino e si compra una pasta italiana (che costa TROPPO!). La pasta va bene, la soia di Dasha non tanto (ahahah). Stavolta si esce in centro in bicicletta, solo io e D.: ho provato per la prima volta una bici fissa, in una città non mia. Sono vivo per culo. Giretto e si esce con amici. Si torna a casa un po' stanchi, si tenta di vedere un film, ma non ce la facciamo. Ok.

Sabato 6
Oggi si tiene ad Odessa il Маяк фест (Mayak=Faro Fest). Molta gente, un sacco di pazzi, bella musica (quasi tutta tamarra), ma soprattutto incontro amici di altre città, e uno pure di Mosca! Non c'è molto di cui parlarvi di un festival hardcore punk underground, ma qualche differenza tra la scena italiana l'ho notata: al bar non si servono birre! Ahahah, c'è l'acqua ed una bevanda di soia (vitamina e/o energetica e/o proteica, non ricordo) in alternativa. Il pogo è poco presente, per far spazio all'hardcore dancing tamarro (cazzo), i tuffi dal palco sono ben numerosi e spettacolari ma soprattutto la passione che gli hardcore kids ci mettono. Domenica è il secondo e ultimo giorno del festival.

Lunedì 8
Ultima giornata in Odessa. Vado brevemente in centro a comprar da mangiare con Илья e Вида (Ilya e Vida), amici di D. e A. presenti al festival e che dormivano a casa loro. Il resto della giornata lo spendo in casa e pianifico il mio ritorno in Italia.

Martedì 9
Dasha gentilissima mi da le indicazioni con tanto di mappa per lasciare Odessa. Così parto, perdo 3 marshrutke e alla 4° salgo. È piena di gente, ok, sopravvivo e raggiungo l'autostrada. Il mio autostop inizia alle 9:00 circa. Un geometra mi tira su e mi porta a Kyiv intorno alle 15! Bene, prendo la metro da sud fino ad ovest, dove c'è la strada che porta a L'viv. Da lì vengo tirato su da un camionista verso le 17 con cui percorro forse una cinquantina di km.
Un altro camionista mi tira su: egli era polacco (tendenzialmente i polacchi sono gentili, moltissimi sono disposti a dare passaggi agli autostoppisti e non a caso la Polonia è un meraviglioso paese da girare così) e mi porta a L'vivi dopo mezzanotte; come previsto, grandioso! Prendo un taxi e torno dai miei amici artisti a passare la notte.

Mercoledì 10
Oggi lascio quel meraviglioso paese che l'Україна è... Prendo qualche marshrutka dal centro per uscire dalla città. Fallisco perché mi porta non so dove.
Vengo tirato su da un ragazzo diretto a L'viv che mi riporta sulla strada per Chop (Чоп). Mentalità aperta, pare in gamba, infatti sta studiando l'inglese da solo (ricordo che nelle scuole statali ucraine non viene data importanza alla lingua inglese come può essere in Italia o altri paesi occidentali).
Arriva l'ora di un furgoncino che mi porta per buona parte della regione dei Transcarpazi (quelli ucraini che vanno a dare il nome al Zakarpats'ka Oblast') le cui bellissime montagne continuano i Slovacchia, Ungheria e Romania. Il paesaggio è spettacolare, posti che consiglierei a chiunque di visitare.
Successivamente, con "Luigi", carrozziere ungherese, attraverso il confine uscendo da Chop (UA) ed entrando in Ungheria a Záhony.
Ciao Ucraina.
Malvenuta Ungheria.
Le scritte in magyaro mi rendono triste, e prendo una multa di 5000 forint (15€, che non pagherò mai) dalla polizia di frontiera ungherese.
Odio l'Ungheria. A parte due giovani, di cui uno sta imparando l'italiano (e nessuno parla inglese) incontro le peggiori persone che potevo trovare a Nyíregyháza.
Non è troppo tardi per lasciare la città, ma è durissima. Passo la notte al coperto dopo aver passato una piccola somma ad un barista (il giovane parlava un buonissimo inglese), non avevo scelta, piovendo e stando chiusa la stazione dei treni. Egli aveva un'aria da superiore soprattutto con la sua ragazza, tenendo quindi un atteggiamento sessista. Non capivo l'ungherese ovviamente, ma da come parlava non si sentiva una normale armonia nella sua espressione vocale e facciale. "All Hungaryans are jerks", aveva ragione il bastardo.

Giovedì 11
Mi lascio alle spalle un orrendo mercoledì e lascio Nyíredioboia in autostop ed arrivo sulla M3 (l'unica autostrada ungherese) per Budapest. Un furgoncino mi porta sulla "tangenziale" di Budapest, quindi ad una stazione del gas dove poi imploro un camionista, il cui rimorchio porta targa italiana, di darmi un passaggio. "Claudio" è un rumeno diretto in Italia. FANTASTICO.
Lascio l'Ungheria, di cui premio gli autisti pro-autostop e la sonorità spesso triste ma melodica della lingua ungherese.
Ritorno in Slovenia.
Questo sì che è un bel paese. Invece l'Ungheria ha di bello al massimo il lago Balaton. Fascisti, capitalisti e merde.
Non ci sono foto dell'Ungheria perché la macchinetta fotografica era scarica. O forse non c'era nulla da fotografare. Non ricordo.
La Slovenia invece mi piace, paesaggi belli, gente carina.
Alle 9 di sera circa ci fermiamo alla stazione di servizio di Murska Sobota, dove Claudio deve fermarsi a mangiare e dormire (ed io pure).


Venerdì 12
Alle 5 di mattina ripartiamo. In circa 4 ore arriviamo al confine ed entriamo in Italia. Amarezza. Stranamente trovo rifiuti per strada e dopo un po', sul senso opposto di marcia dell'autostrada, un incidente che causa una fila enorme dietro di sé.
Benvenuti in Italia.
In una quindicina di giorni in UA non ho visto un incidente. Coincidenze? Possibilissimo, perché effettivamente la gente guida malissimo.
Mi faccio lasciare ad un autogrill a Padova, da cui c'è un accesso per un paesino in provincia. Qui trovo un bus per Padova e passo due giorni con amici di lì.

Finisce qui il mio viaggio e racconto. Che dire. Un esperienza unica per me fino ad allora. Mi è servito molto in un momento in cui dovevo prendere del tempo tutto per me e allontanarmi un po' da tutto e tutti. Un viaggio di divertimento, relax, riflessione e autocritica.
Nuovi luoghi, nuove persone, nuove storie e modi di vivere.
Esperienza da ripetere, forse in altri termini, ma sempre valida.

Set di foto durante la strada da Kyiv ad Odessa + Sed di foto di Odessa

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Élisée Reclus

Élisée Reclus
« Non è una digressione menzionare gli orrori della guerra in connessione con il massacro delle bestie ed i banchetti di carne. La dieta degli individui è in stretta relazione con il loro modo di agire. Sangue chiama sangue. »

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