Mini-presentazione

Blog senza nessuna periodicità, in cui appaiono pubblicazioni random, la maggior parte delle volte ripropongo ciò che già c'è in rete ma che non è stata data importanza. Anche diari di viaggi, musica e video e cose cattive.

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mercoledì 17 dicembre 2014

Punk è sovversione


Nel seguente testo si intende riproporre il punk (come l’hardcore, non facciamo differenze di termini musicali, intendiamo la stessa cultura) come minaccia verso l’esistente e rilanciare pratiche rivoluzionarie, oggi sempre più necessarie ed attuabili, visti gli eventi di questi anni, mesi, settimane. Segue una critica del concetto di punk, o meglio del suo aspetto “divino” (Punk). Sono messe tra le virgolette le citazioni da testi teorici politici/filosofici di altri autori.


“Tutta la vita delle società in cui regnano le moderne condi­zioni di produzione si presenta come un’immensa accumu­lazione di spettacoli.” Tutto il vissuto punk si è allontanato in una rappresentazione. Gruppi storici sono stati e sono ancora, ormai, il simbolo di una controcultura diventata subcultura.

L’era della globalizzazione detta la mercificazione di ogni aspetto nei rapporti tra le persone. Dove il disagio giovanile nell’età adolescenziale è fortemente presente negli individui che si sentono soli, incompresi e dove le interazioni sociali sono scarse o non permettono la necessaria soddisfazione del proprio ego.
Tali individui giovani entrano a far parte del circuito punk (D.I.Y., HC, etc).
Il nichilismo è una serie di fuochi d’artificio che esplodono durante la fase dell’adolescenza che detta una via, piuttosto che un’altra, al giovane che vive i suoi rapporti sociali in un determinato ambiente.
In molti punk questo è prodotto del disagio adolescenziale vissuto. Le strade sono poche, se ne evidenziano però principalmente due:
- l’ideologia conservatrice (spesso molto cristiana) ha il sopravvento, e dipinge la figura dei punk, dal ’77 al 2014. Buona parte dei punx rientra in questo quadro;
- in contrapposizione al conservatorismo è presente una forma di pensiero più radicale, più propensa al cambiamento continuo e alla rivoluzione costante di sé, promossa da una sempre più positiva attitudine che mira alla liberazione da ogni forma di autoritarismo e mercificazione delle idee e delle pratiche sul reale, rimuovendo costantemente il sipario dallo scenario dello spettacolo metropolitano.


Il punk è nato ed è subito morto. “Punk is dead” è uno slogan attuale e veritiero. Il punk come ideologia, il punk come “movimento”, il creatore ed il prodotto dell’ideologia conservatrice.
“E senza dubbio il nostro tempo preferisce l’immagine alla cosa, la copia all’originale, la rappresentazione alla realtà, l’apparenza all’essere. Ciò che per esso è sacro, non è che l’illusione, ma ciò che è profano, è la verità. Anzi, ai suoi occhi il sacro aumenta man mano che decresce la verità e che cresce l’illusione, tanto che per esso il colmo dell’illusione è anche il colmo del sacro.”
Il Punk (come ideologia) è diventato Dio, sacro, un essere sovraumano – è l’illusione. È il costante riciclo di sé stesso, la rappresentazione a puntate del proprio ego nel palcoscenico dei concerti, dei parcheggi, dei marciapiedi, ormai luoghi ammirati da Dio, quindi la riaffermazione di un essere che deve esistere, sopra gli individui e le collettività. 



Punk come Musica: “Lo spettacolo, come inversione concreta della vita, è il movimento autonomo del non-vivente.”

È diventato uno strumento che ha come finalità l’espressione massima della Musica, del suo essere divino. Abbiamo, in realtà, creato noi la Musica, alla quale noi ci pieghiamo. Siamo suoi sudditi, a Lei tutto dobbiamo: i nostri soldi ed il nostro tempo – per tenerla in vita. Tenere in vita un mostro sacro.
Quello della Musica (o Punk) è diventata un ideologia a cui tutti e tutte dobbiamo credere, mandare avanti, ghettizzandolo e alimentarlo grazie a concerti fine a sé stessi, merchandise mercificato, volumi altissimi che nulla rompono in questo esistente, in cui le gioie ed i dolori non mancano comunque mai. Tra le stesse persone, per le stesse persone, per gli stessi motivi. Per nutrire sempre quello stesso essere.
È un Dio che non cammina con noi, che esiste in un altro mondo, non è, però, il realtà vivo.



“Lo spettacolo si presenta come una enorme positività indi­scutibile e inaccessibile. Non dice nulla di più che «ciò che appare è buono, ciò che è buono appare». L’atteggiamento che pretende per principio è l’accettazione passiva che di fatto ha già ottenuto con la sua maniera di apparire senza replica, con il suo monopolio di ciò che appare.”

Non c’è nulla di speciale dietro il Punk, dietro la Musica, non ci sono nuove relazioni, non c’è solidarietà, non c’è lotta – all’esistente. I suoi mezzi sono nello stesso tempo il suo fine: suonare in un locale o in un centro sociale, il giro di denaro intrappolato nel ghetto punk e diffuso nella società con le sue birre, la benzina, le magliette, i dischi pieni di messaggi vuoti. Lo spettacolo del punk giunge a sé stesso ed è la produzione principale della società attuale.
Il Punk non è altro che proprietà della società. Essa utilizza il circuito punk per alimentare sé stesso; è un circuito chiuso che a nulla si apre, non si spezza, non fa paura e non è una minaccia per niente e nessuno.


Il degrado umano era dovuto all’avere, all’accumulazione di beni, di merci. Dopo, la vita sociale delle persone è stata condotta sempre più al sembrare, ultimo scopo del capitale e della concessione del suo potere. L’individuo è stato rimodellato secondo i canoni delle potenze sociali a cui dipendeva (e dipende tutt’ora, chiaramente).
Il punk non è rimasto più come filosofia, ma il suo opposto divino, che oggi coscientemente chiamiamo “la scena” (Punk), ma esso ha filosofizzato la realtà. “La vita concreta di tutti si è degradata in universo speculativo”. Il Punk è ormai un universo speculativo, in cui le nostre energie, il tempo ed i nostri piaceri sono proprio l’oggetto di questa  speculazione
.


Elevare la subcultura del punk a controcultura.

Tutti gli ambiti sociali sono contro-rivoluzionari, perché sono solo interessati alla conservazione del loro triste conforto.“

Ma noi non vogliamo che accada questo. Non vogliamo che il punk sia una semplice subcultura qualsiasi, identità costruita in una società malata unità dalle mille divisioni, non vogliamo che sia un ambito sociale esclusivo, un club fine a sé stesso le cui forze non riescono, se addirittura non vogliono uscire dal proprio contesto, dal proprio circuito.
Il punk deve tornare ad essere una controcultura, uno strumento rivoluzionario, una minaccia.
L’Italia è oggi teatro quotidiano di scontri con le forze dell'ordine, le persone si stanno organizzando per resistere alla violenza e alla repressione dello Stato e la lotta per la riappropriazione delle strade ha alzato il livello del conflitto nella città vetrina. Crediamo sia il momento per le controculture di prendere una posizione e sperimentare nuove modalità d'azione.
Con controcultura vogliamo definire la differenza sostanziale da ogni tipo di subcultura. Quest’ultima è ormai un attore sul palcoscenico sociale capitalista, un identità che esprime forza solo nell’alimentare sé stesso e non un cambiamento politico a tutti gli effetti, nello stile di vita degli individui e di intere collettività auto-organizzate. Invece la controcultura intende proporsi come strumento di cambiamento radicale, rivoluzionario e insurrezionale, mettendo in atto quotidianamente e ad ogni evento pratiche finalizzate alla liberazione dall’autorità statale del capitale, ovvero la creazione di nuovi rapporti tra le persone lontani dalle logiche di dominio e coercizione, quindi lotte reali fatte di resistenza al potere del flusso di merci e della scienza poliziesca.

Abbiamo imparato a sopravvivere al prezzo della metropoli sviluppando comportamenti che rifiutano la regolare circolazione delle merci: non pagare il biglietto dei mezzi pubblici, rubare al supermercato o addirittura occupare una casa vuota.
Il punk è una cultura potente, è essenzialmente parte una cultura
di resistenza. Noi vogliamo ridare vita al progetto di costruzione di una cultura di resistenza (che già esiste, e va alimentata), uno spazio in cui le persone di molteplici culture possono sviluppare punti di riferimento comuni per attaccare la gerarchia in tutte le sue forme.


Punk, non Musica!

domenica 7 dicembre 2014

Suomi - Россия - Україна e 5 paesi in 24 ore. Parte 6°

Domenica 17 - A.C.A.B.
È mezzanotte, quindi domanica 17. Ho oltrepassato la data di fine del mio visto (sabato 16) e sono ancora in Russia. sarei dovuto uscire ieri dal territorio russo.
Leggo ancora due pagine di libro, ma sono ansioso. Arriviamo a Belgorod (in russo: Белгород) alle 1 di notte tipo.
Dopo 1 minuto che il treno è fermo, la polizia russia di frontiera si materializza su tutto il vagone.
C'è il problema, non si può sorvolare e domenica 17 io non posso lasciare la Russia. Mi dicono che devo scendere dal treno e venire con loro, non posso che seguirli. Stavo pure per lasciare la carta di identità italiana sul treno, che
è partito - senza di me. Mi portano alla stazione di polizia (ferroviaria - di confine) e viene compilato il verbale.
Lo sbirro mi dice che pagando una tassa di 600 rubli (
рублей - in data 17 agosto ammontavano a 13€) alla banca, mi verrà consegnato il prolungamento della data del visto che mi permetterà di uscire dalla Russia.
Aggiungo: gli sbirri sono troppo teste di cazzo. Il giovane non ha voluto farmi chiamare Darya o qualcun'altro perché non può farlo dal suo telefono di servizio. Merda, dio boia. Sono costretto a rimanere qui.
Si sono fatte le 4:30 circa e mi tocca apsettare le 9 circa. La stazione è PIENA di persone che aspettano i treni, tra famiglie, single e single disagiati. In queste cinque ore "dormo" pochissimo. Alle 8 esco dalla stazione e mi metto a cercare la banca aperta di domenica. C'è ne è una ad 1km che apre alle 9. Ci vado subito. Ma in verità apre alle 10. Aspetto, apre, pago.
Torno alla stazione e sistemo tutto in 2 ore. Gli sbirri sono pure LENTI. CHE PALLE!

Compro un biglietto per Kharkiv
(in ucraino: Харків, in russo: Харьков), costa 5€ ed il treno arriverà alle 14:43 ucraine. Non sto a raccontarvi che il controllo passaporti sul treno per una cittadinanza come la mia (albanese) in quei paesi sia noiosa e piena di domande inutili.
Arrivo ad Kharkiv alle 15:30 circa, ora locale (l'orologio va indietro).

Mi dirigo a piedi allo squat e centro socio-culturale "Autonomia" occupato dai compagni e le compagne dell'ACT (in ucraino: Автономна Спілка Трудящих, in russo: Автономный Союз Трудящихся, Unione Autonoma dei Lavoratori), gruppo sindacalista libertario in Ucraina.
Questo è il primo posto occupato dai libertari nella storia di Kharkiv, ed ancora l'unico per ora.
È vivo solo da due mesi e stanno facendo ancora i lavori. Sono pronte delle stanze, la cucina, la sala assemblee/svago/meeting, etc. e bagno. Compagn* molto cordiali e oggi si festeggia anche il 27° anno di uno di loro. Qui quasi tutti sono vegan ed il cibo è squisito. Scambio due parole con qualcuno di loro e poi tutti a dormire.

Lunedì 18 - Persone
Lo squat è in corso di "restaurazione", ha elettricità ma non acqua, essa la prendono dal vicino riempendo le brocche.
I compagni e le compagne sono simpatici e simpatiche, molto in gamba, e mi è piaciuto molto stare lì. Interessante parlarci.
Decido di partire domani per Kyiv, e vado comunque tardi a letto (bravo me).

Martedì 19 - Patrioti
Colazione, zaino sistemato e partenza. Con la Metro mi dirigo sulla strada per Kyiv e inizio l'autostop. Solo dopo un'ora e mezza circa vengo tirato su. Quest'uomo successivamente tira su anche autostoppisti locali, ovvero adulti che chiedono un passaggio in un paesino non troppo lontano. Comunque, dopo un oretta mi lascia in un paesino e li aspetto una cosa come due ore. Vengo finalmente tirato su da due trentenni, ucraini, patrioti. Quello che guida parla un buonissimo inglese e quandi la comunicazione è semplicissima per me.
Molto gentili, mi hanno offerto anche la cena.
Egli mi ha raccontato di come sia andato anche a combattere (nel Donbass?) contro i separatisti che lui ritiene dei "terroristi". Dice che la situazione lì è grave, ed ha rischiato anche la vita nel portare viveri ai suoi compatrioti.
Parla un buon ucraino, un ottimo russo e dice che lui ed il suo amico odiano i russi, per quello che fanno nel Donbass e in passato con l'URSS. ma non è serissimo, infatti non è xenofobo ed anche se lui si sente ucraino, nascendo e crescendo in Ucraina, ha parenti e denitori russi e bielorussi.
Mi hanno fatto vedere anche un monumento a dei dissidenti dell'URSS morti nel 1939 lungo la strada, dentro un bosco.
Giungiamo finalmente a Kyiv alle 11 di sera. Sono ospite di Maryana, una studentessa di cinema, compagna anarchica, vegana crudista. Persona strana e interessante.
Starò da lei un paio di notti, prima di partire per un'altra avventura.

Mercoledì 20 - Kyiv
Giornata poco interessante, nonostante un breve giro nel "centro" di Kyiv.
rispetto all'anno scorso in città ho visto più bandiere ucraine, venditori/bancarelle con gadget patrioti, scritte sui muri. Al palazzo del Ministero degli Affari Esteri dell'Ucraina c'erano due enormi bandiere: quella ucraina e quella europea. Il Majdan aveva cambiato un po' di cose.


Set di foto delle giornate qui descritte.

domenica 23 novembre 2014

Suomi - Россия - Україна e 5 paesi in 24 ore. Parte 5°

Giovedì 14 - No TAV
Stasera terrò la presentazione/discussione sul movimento No TAV, introduzione al movimenti, breve storia, repressione, antiterrorismo come contro-insurrezione e movimento delle occupazioni.

La giornata è iniziata però male, con una dura esperienza: visto che non trovavo il punto esatto dell'incontro con Darya ed il mio cellulare non prendeva più una volta arrivato a Mosca, ho chiesto ad un ragazzo se mi prestasse il suo ed è stata dura: ho dovuto spiegare chi ero, cosa ci facevo lì e perché li ho chiesto il telefono (in russo chiaramente, con arrangiamenti in inglese per condire la storia) visto che il tizio era molto perplesso e anche impaurito. Dopo aver capito che non ero un ladro farabutto (mi ha confessato di pensare ciò di me) è  stato più facile parlargli. Ed ho infine contattato Darya, così trascorro con lei ed una sua amica il pomeriggio.

Si va poi alla libreria Tsiolkovskij (in russo: Циолковский), dove si terrà l'incontro coi moscoviti.



Poche persone, rispetto alle mie aspettative, all'incontro, visto che è agosto, ma viene comunque molto bene. Proiezioni di immagini e video, presentazione e poi discussione finale.
È stato anche filmato e registrato. Durata una buona oretta e mezza. La discussione non dura molto perché la libreria deve chiudere, ma ci si piazza in strada davanti a bere e parlare.

Venerdì 15 - Università piena di socialismo
Con Darya e Sergej (compagno e coinquilino di Darya) andiamo nella zona universitaria, dove passa la Moscova (in russo: Москва́, a volte Moskvareka = Москва́-река́).
Scendiamo alla metro Universitet (in russo: Университе́т).
L'Università statale di Lomonosov (in russo: Ломоносов) è IMPONENTE.
Cosa lo rende così maestoso non è solo la particolare e grossa struttura, ma i monumenti ed i simboli sovietici danno una potenza enorme all'immaginario che impone.
Intorno ci sono due grosse piazze e due enormi strade che circondano lo studentato. Infatti in quei enormi palazzi ci sono poche aulee, tutto il resto sono camere per studenti e docenti.
Siamo su una collina, che scopro poi essere chiamata Collina dei passeri (in russo: Воробьёвы горы,  Vorob'yovy gory) e da qui si può vedere Mosca.
Scendiamo e passeggiamo lungo la Moscova, di cui sulle sponde di cemento ci sediamo 10 minuti.

Torniamo in centro, ma la stazione della metro è quella della Collina dei passeri, da cui chiaramente prende il nome. Molto bella, si trova sospesa sul fiume. Fino al 1999 la Collina si chiamava Collina di Lenin.


Sulla strada per casa loro mi viene fatto visitare la zona degli "artisti", dove ci sono diversi locali tra cui uno veg molto carino.

Cambio quei pochi soldi che mi servono per comprare il biglietto del treno. Essendo che il visto per la Russia mi scade la mezzanotte tra sabato e domenica, mi è difficile attraversare il confine in tempo in autostop. Non chiedetemi perché non sono stato largo nelle date richieste. Sono un pirla.
Dopo aver pranzato molto tardi, Darya viene in stazione per aiutarmi a comprare il biglietto del treno.
Sfortuna vuole che i posti del treno che volevo prendere sono finiti (quindi niente biglietto, proprio) e mi tocca prendere un treno da 2174 rubli, 3 volte tante l'altro... Quindi torno a cambiare la valuta e cerchiamo di telefonare a Peter a casa per farmi dire il numero del passaporto. Sì, perché in Russia e Ucraina hai bisogno di dare i tuoi dati per comprare un treno.
Trovo conforto in un minimarket vicino grazie a biscotti e cioccolata e succo di mela.

Sabato 16 - Trenooooooooooo
Oggi si parte per l'Ucraina. Non sono teso per niente, so che una "dura" (si fa per dire) giornata mi attende.
Il treno parte alle 15:23 dalla stazione dei treni Kurskij, oppure Kurskaya (in russo: Курская, nome dalla metro omonima) ed io riesco a non arrivare in anticipo anche stavolta. Non sono uscito di casa presto e poi ho pure sbagliato fermata della metro (ma proprio oggi?).
Arrivo alle 15:18 ed il treno sta arrivando proprio ora sul binario. In Russia i treni arrivano tutti molto prima dell'orario di partenza perché i capovagoni (equivalenti al nostro capotreno, circa) controllano i biglietti e i passaporti prima di far salire tutti e tutte.
C'è Darya che mi aspetta al binario, ci scambiamo le ultime parole e saluti; con modesto ritardo il treno parte.

888888888
Il treno è un espresso, ci sono i letti: proviene da SPB ed arriva a Sinferopoli (se non ricordo male).
Penso, dormo, mangio, leggo un libro e 8 ore passano così.

Set di foto di Mosca del 14, 15 e 16 agosto.

venerdì 21 novembre 2014

Resistance in Milan

A report of rebellion, resistance and riot in Milan.

Milano, Italy. November 2014.

Thursday 14th N:
Eviction of two families from popular neighbourhood in suburb "Mecenate". Activists/comrades and non-activists of neighbourhood (immigrant and italian)* [*note: "people" were always composed in this way!] show solidarity immediately, started clashes with police to resist. The eviction has gone to bad, but people started to block the streets. Meeting was in afternoon to organize people.



17th & 18th N:
Riot are back in the town! Violent clashes erupted in 2 different popular suburbs ‪"Giambellino"‬ and "Corvetto"‬ against eviction and police militarization (and by Carabinieri too).

On Monday, in Giambellino eviction of 2 families from flats. Many people  has joined the barricades from the popular houses of the area: barricades, clashes, teargas (head height), cops and people injured, cops run to beat people too!
2 people of neighbourhood imprisoned (now free!).
After this, demonstration of all people started than (under a heavy rain) in the all suburb of Giambellino.

On Tuesday, in Corvetto eviction of "Corvaccio Squat", "SAO Rosa Nera (Occupied Anarchist Space "Black Rose")" and a family from occupied flat.
Barricades, clashes, teargas, cops and people injured. Students of a nearby school show solidarity and joined.
Big militarization around squat and social space. 3 comrades stayed all the day on the roof
Other 6 comrades conduct to police headquarters, now free too! Too bad, one pregnant woman loose the baby by struck in the abdomen by a policeman.
People blocked the streets and than made a defence picket all the afternoon.
In the evening a demonstration started with poeple from different suburbs, than a block of the streets. Demo has continued in the metro subway to Duomo, in the center: police answered with teargas throwing on the mob and chased people, clashes untill center zone ‪"‎Navigli‬/Ticinese".

Anti-eviction breakfasts are every morning in many suburbs. Started by announcement of the authorities about 200 planned evictions in a month.
Demonstrations/marches and neighbourhood meetings and town meeting are in many suburbs of the city everyday of the week.

There are 9000 popular empty flats that they has to be lived by poor families - but institutions don't want to assign them.
People need them and decided to occupy, so untill now 4000 are occupied.

Solidarity grows, people resists and racism loses ground.

STOP EVICTIONS!
BASTA SGOMBERI!


Mainstream newspapers' photos:
- 18th

Photos from activists on FB:
14th
14th 2
14th 3
17th + others
- 17th demo

Videos (various):
17th
17th 2
17th 3
18th
18th 2
18th 3

Anyway, institutions make jokes between themselves. Police is tired of suffering... OH, POOR! ;-(

giovedì 30 ottobre 2014

Suomi - Россия - Україна e 5 paesi in 24 ore. Parte 4°

Sabato 9 -  706 km
Mi sveglio tardi. Faccio colazione con Zhenya, preparo lo zaino e parto. Prendo la metro, poi l'autobus (detta marshrurtka - in russo: маршрутка) 196 che mi porterà alla fermata dell'autobus che sta sulla strada per Mosca.
Sui siti per autostoppisti si trovano tutte le informazioni necessarie a semplificarsi il viaggio, per non improvvisare e perdere tempo. Il sito che io preferisco è hitchwiki.org. Sembra il manuale dell'autostoppista.
Difatti dopo un'ora o più, un camionista si ferma. Va a Mosca, si va a Mosca!
È un 50enne di origine kazaka di nome Amir-qualcosa. Non ho capito tutto quello che diceva, ma era comunque molto simpatico. Ho passato tutto il resto della giornata su quel tir. Al tizio piaceva molto parlare, aveva bisogno di compagnia e ci siamo raccontati a vicenda vite e storie. Di tempo ne avevamo...
Per due volte ci siamo fermati a stazioni di servizio per tir e in entrambe mi ha offerto il pasto - oltretutto molto buono. La cucina kazaka e russa non sono di certo vegan-friendly, ma qualcosa di buono si riesce sempre a rimediare.
Finalmente arriviamo a Mosca per le 2 di notte. Mi deve lasciare in autostrada, lui ne deve prendere un'altra. Riesco a rimediare un taxi che mi porta a destinazione. Non era una persona malvagia, mi aveva chiesto una cifra un po' grossa, ma ha accettato la mia offerta. Boh, in Russia funziona così.
Arrivo a casa di "Peter" (Pyotr, in russo: Пётр) e Nadiya (in russo: Надия, abbreviazione di Nadezhda (Надежда)), una coppia di amici conosciuta a Milano, quando a luglio sono venuti a farsi un giro dell'Italia. Sono circa le 4 e mezza e ovviamente vado a letto senza scrivere nulla su questo diario.

Domenica 10 - Красная площадь
Giro turistico a Mosca. La prima cosa che una persona deve visitare è la Piazza Rossa (in russo: Красная площадь, Krasnaya ploshhad') ed il Cremlino. Mi ci portano Nadiya e Peter. Esperienza bellissima, da ripetere la sera/notte, ma specialmente d'inverno.
Un giro nelle vicinanze, si va a mangiare qualcosa e poi a casa. Giornata poco fantasiosa, ma vabbé.

Lunedì 11 - Книги
Oggi incontro Vanya (Ваня), il compagno che ha organizzato la discussione che terrò coi compagni moscoviti sulle lotte italiane (No TAV e terrorismo, occupazioni&squatting, etc.). Con egli c'è una compagna berlinese in visita anche lei a MSK.

Facciamo un giro di due librerie in cui ci sono le sezioni sull'anarchismo, "sinistra" radicale e robe libertarie varie. Entrambe un po' piccole, ma belle, ed in una di queste si terrà la discussione.
Andiamo in un ristorantino veg, roba molto buona, non troppo costosa. È pur sempre Mosca (una delle città più care al mondo).
Dopo si finisce anche per prendere un gelato artigianale fatto sul momento. Molto buono! Se non ricordo male, era un gelato tradizionale della Kamchatka.

Ci si lascia, ma io anziché prendere la metro, continuo per le vie di MSK senza essere troppo sicuro dove finirò. Finisco sulla Piazza Rossa casualmente e così, avvicinandosi la sera, me la giro di nuovo.


Torno a casa, mi aggiorno di quello che succede nel resto del mondo su internet e continuo a scrivere questo diario che in pochi leggeranno fino a questa data e vado a dormire.

Martedì 12 - Shopping e concerti
Come al solito mi alzo più o meno tardi. ma faccio colazione e pranzo. Non ho molto da scrivere anche oggi.
Nel pomeriggio sono andato al mercato di Izmajlovskaya (in russo: Измайловская) dove ci sono bancarelle e negozi per turisti.
Successivamente sono andato ad un concerto in un posto gestito da compagni (apparentemente, attualmente c'è una questione un po' spinosa interna alle dinamiche del movimento anarchico/comunista moscovita).
Ho incontrato un compagno che ha cercato di aiutarmi nell'organizzare concerti e discussione prima che partissi, poi una ragazza che stava al bar (a cucinare i panini vegan, ah che bontà!) che sapeva della discussione alla libreria. Non sapeva bene l'inglese, anzi, direi quasi nulla. Purtroppo in questi paesi il tasso di conoscenza della lingua inglese non è alto.*
Comunque, mi ha detto che ci verrà. Bella per lei.
Il concerto non era malissimo. È venuta gente da Murmansk (in russo: Mурманск, città russa dove fa freddissimo, ma tanto), forse la città più a nord della Russia. Grande e molto fredda.
L'unico inconveniente della serata è stato un ragazzo ubriaco che mi si è accollato fino alla metro. Che palle.


Mercoledì 13 - CCCP
Giornata piena di SOCIALISMO.
Sono andato in una parte della città molto bella dove si trova una mostra chiamata All-Russian Exhibition Center (VDNH) in cui ci si può arrivare con la metro, scendendo alla fermata omonima (in russo: ВДНХ, appunto).
Qui si trovano moltissimi monumenti. In particolare, vicinissimo alla metro, quelli sui protagonisti sovietici del cosmo e il suo museo sulla cosmonautica sovietica.
Dopo sono passato in una piazza dove come prima cosa si vede l'All-Union Agricultural Exhibition (l'entrata dell'VDNH) e più in là si trova una statua di Lenin, di fronte ad un enorme palazzo della SSSR (chiuso).
Non lontano da lì ce ne è un altro, ospitante, credo, un'istituzione e sotto invece un museo.
In cima a questo palazzo si trova un enorme monumento con l'uomo che tiene il martello e la donna che tiene la falce, ravvicinati con le braccia tese.

La sera mi ritrovo con Darya e compagni, siamo andati a giocare a basket: abbiamo oltrepassato la rete del campo da basket chiuso, pensavano fosse aperto. Ho conosciuto alcuni bei compagni e compagne che rivedrò all'incontro di domani.
Giornata fantastica!



* Secondo il sito EF Italia la Russia e l'Italia hanno registrato un basso livello della conoscenza dell'inglese. Non ho ben capito su quali dati si sono basati e quali sono le percentuali, visto che la Russia è enorme, è popolatissima e c'è un enorme differenza tra metropoli e paesi dispersi nel nulla. Tuttavia ho riscontrato che alcuni coetanei non sapevano parlare un buon inglese, si facevano capire; altri invece, lo avevano imparato molto bene, e ciò non dipende dal tipo di istruzione scolastica offerta né dal contesto culturale dei singoli. Russia—Embracing English and becoming more international Ed ancora: Which cities in the world speak the best English?

  • 31.Russia
  • 32.Italia
  • 35.Francia
  • 41.Turchia

Set di foto del viaggio per Mosca e città di MSK.
Set di foto di Mosca 11 e 12 agosto.
Set di foto di Mosca 13 agosto.

mercoledì 17 settembre 2014

Suomi - Россия - Україна e 5 paesi in 24 ore. Parte 3°

... Nel passare il confine l'orologio è stato spostato in avanti, ma sono comunque stato sveglio tutta la notte ed ho pure camminato da fuori SPB, risultato: ho buttato nel sonno la mattina intera ed il pomeriggio...

Continuazione di Martedì 6 - Noise

Alle 19 ho il soundcheck per il concerto.
Naturalmente mi sono presentato un ora dopo perché sono rimasto chiuso nell'appartamento con la mia idiozia. Oh, non riuscivo a girare la chiave, non è come quelle europee!).
Essendo arrivato tardi, non ho assistito al primo progetto, ma il concerto è stato una bomba! Abbiamo suonato al
Summer Bar (profilo VKontakte), appunto un bar, piccolo ma molto bello, e di fronte ad una quindicina di persone.
Rimango brevemente al bar dopo il concerto e torno a casa.

La giovane coppia è molto stanca per via del lavoro e si mettono a dormire. Io invece devo ancora cenare. Mezzanotte passata, si può scendere per strada e trovare vita, ma soprattutto minimarket aperti 24h/24. In Russe e Ucraine ci sono prevalentemente questi tipi di minimarket aperti fino a tardi, alcuni fanno le 24 ore. Tutti questi alimentari sono chiamati
"produkty" (
продукты). Possono essere catene o esercizi famigliari.
Torno a casa con due robe vegan, e prima di entrare in casa mi fermo per vedere una cosa spettacolare. Un ponte sulla Neva, che ospita una grossa carreggiata, si è alzato. I ponti della Neva si alzano per circa tre ore nella notte a partire dall'1 circa, e sono tutti spettacolari... Sono veramente affascinato, tanto che rimango fuori per una buona mezz'ora prima di entrare in casa. Il ponte suddetto è, tra l'altro, lo stesso su cui il gruppo artistico Vojna (Война = Guerra) ha disegnato un enorme pene che è visibile dal palazzo del FSB (Federal’naja služba bezopasnosti Rossijskoj Federacii; in russo: Федеральная служба безопасности Российской Федерации).

Alla fine ceno, sperando di non fare rumore (cosa che invece faccio).
Giovedì 7 - SPB
Giornata dedicata al turismo estremo. Visto una parte del centro di SPB e vengo anche accompagnato da Roman, l'uomo che mi ha organizzato il concerto. Egli ha suonato col nome di Stop Asking Stupid Question (in russo: Хватит Задавать Глупые Вопросы) prima di me: suona harsh noise con un distorsore collegato al microfono, oscillatori D.I.Y., un mixer con effetti e con un cespuglio di nastri magnetici -delle musicassette, per intendersi- messi in testa).
E' un programmatopre informatico di 30 e passa anni, che ha smesso di lavorare perché ora ha abbastanza soldi per vivere senza. Verrà presto a trovarci in Italia, molto bene. Ultima cosa, ma non meno importante è che suona della balalika nel gruppo Folk Punk/Metal (oppure "folkened art-core") Ankylym (profilo VK), ed han già fatto un tour in Italia

Torno a casa, ma fuori dal condominio trovo Sasha che si stava incamminando al parco, si sta meglio che in casa. Nelle case in Russia fa caldissimo, sono costruite apposta per tenere il calore per non far morire le persone durante l'inverno. Però muoiono d'estate.
Ci sediamo per leggere e scrivere in un parco bellissimo, dove molte persone giocano e si allenano a freesbee come se fosse lo sport nazionale.
Andiamo a prelevare Zhenya a lavoro, una buona mezz'oretta a piedi (coi mezzi pubblici ci si mette lo stesso tempo, tantovale camminare e tenersi in forma).
Zhenya è distrutto, anche il suo secondo giorno di lavoro è stato duro, il clima a lavoro è opprimente. La borghesia nuoce gravemente alla tua salute, ovunque.
Abbiamo l'occasione di fare due chiacchiere fino a tardi, domani è il suo giorno libero.


Venerdì 8 - Кронштадтское восстание

Ieri sera avevo deciso che avrei visitato Kronshtadt (Кронштадт). L'ho fatto. Ho dovuto prendere la metro e poi l'autobus n° 101. K. è il nome della città che si trova nell'isola di Kotlin. Purtroppo, non c'era nessun fottuto monumento dedicato ai rivoltosidi Kronshtadt del 1921. Solo un vago monumento ai marinai caduti per la guerra.
Ho girato brevemente la città e sono entrato in una chiesa ortodossa, mentre si svolgeva una messa. Sono stato benedetto.

Torno a SPB e mi trovo con Aleksander, un giornalista e musicista che era al concerto di mercoledì. Mentre chiacchieriamo passiamo davanti al Palazzo d'Inverno. SPETTACOLO.
Ceno a casa ed esco con Zhenya&Sasha e con due loro amici, compriamo due cose da bere e mangiare e infine ci andiamo a sedere su degli scalini che danno su uno dei canali della Neva. Si unisce a noi una ragazza croata che si trova a SPB per studio, e sa molto bene il russo.

Domani sveglia presto, si lascia SPB per andare a Mosca...!




martedì 9 settembre 2014

Suomi - Россия - Україна e 5 paesi in 24 ore. Parte 2°

Lunedì 4 - "Il sole di mezzanotte"
Oggi ho girato Tampere per tutto il pomeriggio.  una piccola città, molto carina a parer mio, ci sono molti turisti e la gente è anche cordiale. per esempio (stupido), quando hai l'aria da turista ed hai una cartina/mappa in mano, la gente si ferma e chiede se hai bisogno di aiuto. Andrea mi ha anche detto dei lati negativi dei finlandesi (ogni popolo ne ha, suvvia); difatti la Finlandia è fondamentalmente un paese di borghesi. La working class non esiste, Stanno tutti troppo bene (economicamente) - e chi non ha un lavoro, ha comunque i soldi del welfare state. 
Torno a casa di A. per capire che programmi ha egli e che fare io, se partire stasera o se partire domani mattina. Alla fine opto per il partire la mattina presto.
Siamo io A. e la sua ragazza Ida in casa, mangiamo e tutti e 3 usciamo a fare una passeggiata in un bel parco che si affaccia su di un lago.
Ho imparato frasi stupide in finlandese e ci siamo divertiti anche nel pronunciare queste frasi a dei passanti random (ovviamente io). Ho addirittura rimediato un giro in barca da un pescatore, chiedendoglielo in finlandese. Il paesaggio era bellissimo, s'era fatte le undici di sera circa ed il sole non era calato tutto. Quel crepuscolo di mezzanotte era fantastico.

Martedì 5 - Bestemmie e benedizioni
Ci svegliamo alle 6 del mattino. Andrea deve andare a lavoro, io in Russia. Oggi è il giorno di inizio della data del visto e conto di arrivare presto in Russia (tipo mezzanotte). MA NON SARÀ COSÌ.
A. mi accompagna ad una fermata del bus appena fuori Tampere, sulla strada per Helsinki. Il primo passaggio è già un fallimento: il tizio è un ciccione coltivatore di marijuana che stava andando a far la sauna con un amico a Turku. Non so se non conosceva la strada o cosa, ma mi lascia su una via sbagliata; sono quindi costretto a tornare vicino Tampere e per fortuna un uomo capisce il problema e mi porta sulla buona strada. Dopo tanta attesa riesco ad arrivare a Lahti, una città che si trova sulla strada per Lappeenranta. Qui è l'inferno... aspetto fino a 4 ore (!) prima di trovare un passaggio.
Dal cielo cade un angelo di nome Janne. Capelli biondi e lunghi, raccolti, barbetta sul mento che spesso accarezza. Penso subito sia un metallaro nordico, ma preferisce band come Rainbow, Deep Purple e Black Sabbath (cit.).
Non mi ricordo, come ma finiamo di parlare di religione. Mi dice che egli è un cristiano protestante e studia Filologia all'università di Helsinki. In quei giorni stava ritrovando i suoi in un paesino da quelle parti, ma si offre di fare una 30ina di km in più per aiutarmi. Un ragazzo molto generoso (da vero cristiano) e anche intelligente (solo gli stupidi non ascoltano i Black Sabbath).
Quando si è fermato a quella fermata del bus di merda, la prima cosa che gli ho detto dal finestrino è stata "God Bless You". Un segno del destino? Abbiamo pensato entrambi. Ci abbiamo riso sopra... (damn, fuck!). 
Dopo 3 passaggi (tra cui un giovanotto, operaio che però vuole iscriversi alla polizia) arrivo al confine.
Non è ancora mezzanotte, ma continuo il racconto il giorno dopo.

Mercoledì 6 - Andare in Russia a tarda notte
Che emozione, sto lasciando la Finlandia per la Russia.
Controllo passaporto dalla parte finlandese del confine: si sono messi a verificare l'originalità del passaporto albanese e mi han chiesto il permesso di soggiorno in Italia o qualcosa che certificasse la mia provenienza; è bastata la carta d'identità. Il giovane sbirro mi ha chiesto, prima di passarli la carta d'imbarco del volo, come sono venuto in frontiera (risposta: in autostop) e mi informa che ai russi non piace che si vada a piedi, che è vietato proprio e mi consiglia di andare con un automobile, anche perché non è vicina la dogana russa.
Subito un generoso un businessman sudan-egiziano, e con cittadinanza finlandese, mi porta con se al confine in auto. Non ho ben capito di che si occupa (qualcosa coi supermercati) ma ha viaggiato e vissuto ovunque (Iraq, Egitto, Germania, Finlandia, Cina e Hong Kong).
Alla dogana sbirri e sbirre sono quasi sorpresi di un albanese che entra in Russia, ma non troppo perché non sono l'unico... anche se la collega di quella che mi controllava il passaporto continuava a fissarmi, come se fosse innamorata. Mettevano sotto lo scanner tutte le pagine impegnate del passaporto e pure alcune libere. infine compilo la "carta di immigrazione" e ora tocca aspettare che agli autisti/proprietari di auto viene fatto un ulteriore controllo. Intanto, sposto l'orologio di un'ora in avanti.
L'uomo nero mi porta fino alla stazione di servizio e deve lasciarmi lì, perché dopo aver preso il carburante torna indietro. Molti finlandesi infatti passano in Russia solo per fare benzina; conviene alle loro tasche evidentemente.

L'uomo chiede ad un automobilista, che ha passato anch'egli il confine appena dopo di noi, se andava a San Pietroburgo (in russo: Санкт-Петербург). Quindi viene da me e mi dice di parlare con l'altro uomo. Ebbene egli si dirige a Mosca e passa per SPB / СПБ (abbreviazione di San Pietroburgo)
Piccola parentesi: questa città ha cambiato nome 4 volte. Fu chiamata anche Pietrogrado (in russo: Петроград - Petrograd) e Leningrado (in russo: Ленинград - Leningrad).
È fatta. Essendo io un fottuto smemorato, non ricordo il nome di costui, comunque è un russo che vive in Svezia (l'auto è targata "S" anche).
Un paio d'ore di viaggio insieme e gli tocca lasciarmi sulla tangenziale di SPB, da dove parto a piedi verso la periferia. Ci sono aziende e ferrovie all'inizio, classico di una metropoli e poi vedo le prime case, sovietici edifici razionalisti. Affascinante.
Incontro le prime persone sveglie la mattina e grazie a loro arrivo alla metro più vicina, dopo aver passato un ponte immenso, il Volodarskij Most (Володарский Мост - most = ponte) che TRABALLAVA, ad ogni auto che sfrecciava e ad ogni tram che passava. Avevo una seria paura di cadere nel fiume Neva (Нева) da un momento all'altro.


Disagio. Rimango perplesso per un'oretta prima di capire cosa fare: il telefono non mi fa chiamare il compagno che mi ospiterà (forse non avevo dormito abbastanza, che dite?).
Alla fine un negoziante a cui chiedo di riparare il telefono, mi fa chiamare il compagno col suo cellulare. Finalmente arrivo a casa.
Faccio di persona la conoscenza di Zhenya (Женя, pronunciato Jenya, come journal in francese), ennesimo soprannome russo ovviamente, e di Sasha (Саша), due compagni molto intelligenti ed in gamba. Egli è di famiglia russa, trasferitasi in Bielorussia, dove è nato, come Sasha. Al contrario di lei, però, egli sa meglio il russo e lo preferisce parlare rispetto al bielorusso. Insieme hanno girato molti paesi come Polonia, Germania, Paesi Baltici, Francia, Italia e pure l'Albania! In alcuni di essi ci hanno pure vissuto per uno o quattro mesi.
Stupefacente, conoscono entrambi l'italiano. Zhenya ha lavorato in Italia come cuoco, mentre Sasha lo sta studiando solamente, ma lo sa parlare molto bene! Ella conosce altre lingue come il polacco, il francese e forse qualche altra... ad ogni modo, le lingue sono la sua passione, non a caso fa la traduttrice dall'inglese al russo come lavoro.
Nel passare il confine l'orologio è stato spostato in avanti, ma sono comunque stato sveglio tutta la notte ed ho pure camminato da fuori SPB, risultato: ho buttato nel sonno la mattina intera ed il pomeriggio.


La giornata non è finita ma mi fermo qui a scrivere perché è tardi, ma continuo nel prossimo post. Bella lì raga.


Set foto di Tampere e road to Lappeenranta/Россия + foto di Санкт-Петербург (non guardatele tutte prima di leggere la prossima parte!)

domenica 7 settembre 2014

Suomi - Россия - Україна e 5 paesi in 24 ore. Parte 1°

Il titolo scelto per questo diario di una nuova avventura "Suomi - Россия - Україна e 5 paesi in 24 ore" dice la verità. Scoprirete il perché alla fine.
Inizio col tradurvi le prime 3 parole, è molto semplice. Suomi è il nome della Finlandia in finlandese; Россия (trans: Rossiya o Rossija) significa Russia in russo con l'alfabeto cirillico; Україна (trans: Ukrayina o Ukrajina) è il nome dell'Ucraina in ucraino, con cirillico ucraino (cambia leggermente da quello russo, come la lingua propriamente).
Ho scelto di fare questo viaggio per visitare due nuovi paesi per me (Finlandia e Russia), per rivedere l'Ucraina e per conoscere persone nuove e altre con cui avevo già un contatto. Saranno quasi tutte persone appartenenti all'ambiente libertario con cui ho moltissime condividere e imparare, soprattutto riguardo gli ultimi avvenimenti che hanno attraversato l'Ucraina e la Russia negli ultimi due anni.
L'intento è quello di attraversare Finlandia, Russia e Ucraina in autostop (fino in Italia). Date: dal 2 agosto (2014) a fine mese.

Sabato 2 Agosto
Sono le 15:30 e mi trovo in Stazione Centrale a Milano. Sulla carta d'imbarco c'è scritto che il gate chiude alle 16:40, mezz'ora prima che parta l'aereo... e devo ancora arrivare a Bergamo Orio al Serio!
Fra 15 minuti parte la navetta per BG.. Partita. Arrivo alle 16.25 in aeroporto e corro, chiedendo alle persone in fila al check-in (controllo visto-passaporto) se mi fanno andare avanti. Check-in fatto. Corro come un pazzo ai gates, ma prima c'è il controllo di sicurezza, che riesco a passare in fretta perché scavalco anche lì. Ora corro ancora, verso il Gate 15... e trovo la fila. Non sono l'ultimo arrivato che deve prendere il volo per Lappeenranta. Sto volando in Finlandia per dei motivi semplici: è un paese che non ho mai visto; è vicino alla Russia, e mi costa meno volare in Finlandia che in Russia, così ho risparmiato qualche soldo (molti russi prendono questo volo, turisti o meno attraversano lì vicino il confine finno-russo).
Tornando in aeroporto, molti passeggeri arrivano dopo di me: chiaramente il gate chiude in ritardo e l'aereo ritarda di altrettanto tempo (una ventina di minuti).
Sono tre ore abbastanza sofferte quelle sull'aereo, addirittura compero un succo di frutta (il più economico che offrivano) a bordo. A fianco a me c'è una coppia italiana, con cui non parlo per quasi tutto il viaggio, scambio qualche parola solo verso la fine.
Finalmente arrivo in Finlandia. In aeroporto (molto piccolo) trovo degli svizzeri italofoni che cercano una sistemazione per la notte. Scopriamo che c'è un festival punk rock e lì vicino dei mökki (cottage finlandesi) in cui passare la notte.
Io mi dirigo al festival, che sta per finire. Non entro nell'area concerto perché è a pagamento, nonostante suoni l'ultima band. Intendono farmi pagare 30€ (la giornata)!
Girovago un po' per il grosso parcheggio, chiedo a dei ragazzi dove sia l'area "camping" ma poi decido di seguirli ad un pub. Facciamo amicizia, facciamo pure una partita a biliardo e tra una palla ed un'altra si scambiano due chiacchiere.
Si fa tardi ed esco dal pub, ritorno alla zona festival e incontro delle persone nel parcheggio. Dopo averci parlato, mi invitano nel loro mökki noleggiato a dormire; prima di andare a letto scambio due parole (le nostre vite, la Finlandia, bla bla) con una di loro, che mi offre anche del cibo (sorrisone).

Domenica 3 
Lappeenranta - Tampere
Saluto i ragazzi e mi incammino verso la strada per Tampere. In realtà mi fermo un paio di volta prima. Trovo uno sbocco su un lago (uno dei tanti, la Finlandia è "il paese dei 100 laghi"), chiamato Nuottasaari dove mi rilasso. Si sta davvero bene.
Successivamente mi fermo in un Lidl per prendere qualcosa da bere e mangiare, nonostante i prezzi altissimi.
L'autostop mi va molto bene: in poco più di 5 ore arrivo a Tampere, cambiando solo 3 auto: un uomo prima ed una ragazza (veniva dal festival) mi portano fino a Kouvola, dove dopo un po' mi prende una coppia (un po' improbabile) fino a Tampere.
Mi faccio un breve giro in città prima di andare a casa. A Tampere vengo ospitato da un amico italiano di un mio amico. Egli, Andrea, era il chitarrista degli ANXTV. Vive in Finlandia da 8 anni ed ha un bell'appartamento.
In casa non ha molte cose da cucinare, quindi decide di fare una pizza. Direi che è un ottimo benvenuto. Si chiacchiera un paio d'ore prima di andare a dormire.

Set di foto di Lappeenranta e di Tampere (tutto il viaggio in Finlandia, insomma)








venerdì 5 settembre 2014

Italia-Україна - Parte 5°, finale, scritta in super ritardo

Innanzitutto mi scuso con tutti/e e tutto e con me stesso per aver riportato il mio diario di viaggio (che, ricordo, risale all'estate 2013) solo dopo un anno. Sono un pirla. Vediamo di chiuderlo, però. Давай!

Mercoledì 3 (Agosto)
Si parte: sistemo le ultime cose, mangio e saluto Dmitrij. Ho un buon inizio di autostop, infatti una coppia mi tira su e mi porta per strada per circa 1 ora. Ma passa un sacco di tempo prima di essere preso su di nuovo, quando finalmente un ragazzo passa, ma solo per pochi chilometri: mi lascia quindi ad una fermata del pullman e cazzo, PIOVE. Tento qualche volta di richiamare l'attenzione sotto la pioggia ma niente. Mangio, ritento e però mi sposto più in là, dove dopo ancora molto tempo tra le macchine sfreccianti, passa David col suo rimorchio. Erano circa le 15 e andavamo pianissimo. Eccheccazzo, è la seconda volta che vengo tirato su da una carretta. Difatti arrivo ad Odessa alle 20.30 circa e dopo vari casini con le marshrutke arrivo finalmente al punto di incontro con Dasha, sotto una pioggia fortissima. Andiamo a casa sua che siamo fradici. Incontro il suo miglior amico e coinquilino Sasha (Aleksander), mi faccio una doccia, mangiamo e poi a dormire. Stupida pioggia. Spero che il giorno dopo sia meglio.

Giovedì 4
Spesa la mattina e si trovano altre cose vegan. WAFERS. Ed un altro pranzo cucinato, finalmente. La giornata inizia bene; nel tardo pomeriggio (perché fa troppo caldo prima) esco in centro città con D. e A. e faccio la mia escursione turistica.


Odessa è bellissima. La sera mi portano al "Falafel migliore di Odessa" che costa 14грн e 17грн con le patate. Sì, buonissimo. Sul tardi rimaniamo in piazza con dei loro amici a chiacchierare.

Venerdì 5
Ancora mini spesa al mattino e si compra una pasta italiana (che costa TROPPO!). La pasta va bene, la soia di Dasha non tanto (ahahah). Stavolta si esce in centro in bicicletta, solo io e D.: ho provato per la prima volta una bici fissa, in una città non mia. Sono vivo per culo. Giretto e si esce con amici. Si torna a casa un po' stanchi, si tenta di vedere un film, ma non ce la facciamo. Ok.

Sabato 6
Oggi si tiene ad Odessa il Маяк фест (Mayak=Faro Fest). Molta gente, un sacco di pazzi, bella musica (quasi tutta tamarra), ma soprattutto incontro amici di altre città, e uno pure di Mosca! Non c'è molto di cui parlarvi di un festival hardcore punk underground, ma qualche differenza tra la scena italiana l'ho notata: al bar non si servono birre! Ahahah, c'è l'acqua ed una bevanda di soia (vitamina e/o energetica e/o proteica, non ricordo) in alternativa. Il pogo è poco presente, per far spazio all'hardcore dancing tamarro (cazzo), i tuffi dal palco sono ben numerosi e spettacolari ma soprattutto la passione che gli hardcore kids ci mettono. Domenica è il secondo e ultimo giorno del festival.

Lunedì 8
Ultima giornata in Odessa. Vado brevemente in centro a comprar da mangiare con Илья e Вида (Ilya e Vida), amici di D. e A. presenti al festival e che dormivano a casa loro. Il resto della giornata lo spendo in casa e pianifico il mio ritorno in Italia.

Martedì 9
Dasha gentilissima mi da le indicazioni con tanto di mappa per lasciare Odessa. Così parto, perdo 3 marshrutke e alla 4° salgo. È piena di gente, ok, sopravvivo e raggiungo l'autostrada. Il mio autostop inizia alle 9:00 circa. Un geometra mi tira su e mi porta a Kyiv intorno alle 15! Bene, prendo la metro da sud fino ad ovest, dove c'è la strada che porta a L'viv. Da lì vengo tirato su da un camionista verso le 17 con cui percorro forse una cinquantina di km.
Un altro camionista mi tira su: egli era polacco (tendenzialmente i polacchi sono gentili, moltissimi sono disposti a dare passaggi agli autostoppisti e non a caso la Polonia è un meraviglioso paese da girare così) e mi porta a L'vivi dopo mezzanotte; come previsto, grandioso! Prendo un taxi e torno dai miei amici artisti a passare la notte.

Mercoledì 10
Oggi lascio quel meraviglioso paese che l'Україна è... Prendo qualche marshrutka dal centro per uscire dalla città. Fallisco perché mi porta non so dove.
Vengo tirato su da un ragazzo diretto a L'viv che mi riporta sulla strada per Chop (Чоп). Mentalità aperta, pare in gamba, infatti sta studiando l'inglese da solo (ricordo che nelle scuole statali ucraine non viene data importanza alla lingua inglese come può essere in Italia o altri paesi occidentali).
Arriva l'ora di un furgoncino che mi porta per buona parte della regione dei Transcarpazi (quelli ucraini che vanno a dare il nome al Zakarpats'ka Oblast') le cui bellissime montagne continuano i Slovacchia, Ungheria e Romania. Il paesaggio è spettacolare, posti che consiglierei a chiunque di visitare.
Successivamente, con "Luigi", carrozziere ungherese, attraverso il confine uscendo da Chop (UA) ed entrando in Ungheria a Záhony.
Ciao Ucraina.
Malvenuta Ungheria.
Le scritte in magyaro mi rendono triste, e prendo una multa di 5000 forint (15€, che non pagherò mai) dalla polizia di frontiera ungherese.
Odio l'Ungheria. A parte due giovani, di cui uno sta imparando l'italiano (e nessuno parla inglese) incontro le peggiori persone che potevo trovare a Nyíregyháza.
Non è troppo tardi per lasciare la città, ma è durissima. Passo la notte al coperto dopo aver passato una piccola somma ad un barista (il giovane parlava un buonissimo inglese), non avevo scelta, piovendo e stando chiusa la stazione dei treni. Egli aveva un'aria da superiore soprattutto con la sua ragazza, tenendo quindi un atteggiamento sessista. Non capivo l'ungherese ovviamente, ma da come parlava non si sentiva una normale armonia nella sua espressione vocale e facciale. "All Hungaryans are jerks", aveva ragione il bastardo.

Giovedì 11
Mi lascio alle spalle un orrendo mercoledì e lascio Nyíredioboia in autostop ed arrivo sulla M3 (l'unica autostrada ungherese) per Budapest. Un furgoncino mi porta sulla "tangenziale" di Budapest, quindi ad una stazione del gas dove poi imploro un camionista, il cui rimorchio porta targa italiana, di darmi un passaggio. "Claudio" è un rumeno diretto in Italia. FANTASTICO.
Lascio l'Ungheria, di cui premio gli autisti pro-autostop e la sonorità spesso triste ma melodica della lingua ungherese.
Ritorno in Slovenia.
Questo sì che è un bel paese. Invece l'Ungheria ha di bello al massimo il lago Balaton. Fascisti, capitalisti e merde.
Non ci sono foto dell'Ungheria perché la macchinetta fotografica era scarica. O forse non c'era nulla da fotografare. Non ricordo.
La Slovenia invece mi piace, paesaggi belli, gente carina.
Alle 9 di sera circa ci fermiamo alla stazione di servizio di Murska Sobota, dove Claudio deve fermarsi a mangiare e dormire (ed io pure).


Venerdì 12
Alle 5 di mattina ripartiamo. In circa 4 ore arriviamo al confine ed entriamo in Italia. Amarezza. Stranamente trovo rifiuti per strada e dopo un po', sul senso opposto di marcia dell'autostrada, un incidente che causa una fila enorme dietro di sé.
Benvenuti in Italia.
In una quindicina di giorni in UA non ho visto un incidente. Coincidenze? Possibilissimo, perché effettivamente la gente guida malissimo.
Mi faccio lasciare ad un autogrill a Padova, da cui c'è un accesso per un paesino in provincia. Qui trovo un bus per Padova e passo due giorni con amici di lì.

Finisce qui il mio viaggio e racconto. Che dire. Un esperienza unica per me fino ad allora. Mi è servito molto in un momento in cui dovevo prendere del tempo tutto per me e allontanarmi un po' da tutto e tutti. Un viaggio di divertimento, relax, riflessione e autocritica.
Nuovi luoghi, nuove persone, nuove storie e modi di vivere.
Esperienza da ripetere, forse in altri termini, ma sempre valida.

Set di foto durante la strada da Kyiv ad Odessa + Sed di foto di Odessa

martedì 11 marzo 2014

DO NOT PAY NOTHING

DALLA METRO
AL MERCATO

DAL TRENO
ALLE BOLLETTE
-

FROM THE SUBWAY
TO THE MARKET

FROM THE TRAIN
TO THE BILLS


mercoledì 26 febbraio 2014

Ciao Guccio.

Guccio ci ha lasciati, ha scelto così. Ci ricordiamo dei suoi sorrisi, degli interventi appassionati alle assemblee, dei sogni di libertà spiegati e praticati sui tetti delle case occupate, nelle università, nei boschi, dei sabotaggi nella metropoli e nella valle. Ci ha lasciato un amico, ribelle, compagno, fratello, un NoTAV che ha alimentato con coraggio la Resistenza nella grigia Milano e nella Val Susa.
“Sì come colui che leggerissimo era”.
Ciao Guccio

24/04/1989 - 24/02/2014


Élisée Reclus

Élisée Reclus
« Non è una digressione menzionare gli orrori della guerra in connessione con il massacro delle bestie ed i banchetti di carne. La dieta degli individui è in stretta relazione con il loro modo di agire. Sangue chiama sangue. »

A caccia di cibo

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L'uomo moderno come si procura il cibo?

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