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Blog senza nessuna periodicità, in cui appaiono pubblicazioni random, la maggior parte delle volte ripropongo ciò che già c'è in rete ma che non è stata data importanza. Anche diari di viaggi, musica e video e cose cattive.

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giovedì 8 agosto 2013

Italia-Україна - Parte 2°

Giro per Zalaegerszeg e trovo un benzinaio da cui compro una cartina automobilistica dell'Ungheria (che mi tornerà molto utile). Mi indirizzo fuori dalla città per prendere una strada che in mi permetta di dirigermi a Budapest. nel corso del (tardo) pomeriggio vengo tirato su da 3 automobilisti (Thomas, Stefan e Gabor) ed a distanza di esse non mancano le bestemmie e di sorrisi nelle campagne ungheresi tra Zalaegerszeg e il lago Balaton. Sono circa le 9 di sera ed è buio. Sono in una stazione di servizio (non in autostrada, ma in una strada "provinciale") e cerco di fare autostop.
È tardissimo. Incontro un italiano che gestisce una pizzeria di fronte al benzinaio, che mi dice che su quella strada non passano molte auto a quell'ora e mi propone di alloggiare per la notte da una sua cliente al prezzo di equivalenti forint di 15€. Ma rifiuto e aspetto di vedere cosa accade, al massimo dormirò per strada col sacco a pelo. Tra i clienti del benzinaio, chiedo un passaggio ad un giovane di nome Szabi con cui discuto e si decide di farmi portare alla stazione dei treni (vasútállomás, per curiosità) di una città chiamata Balatonföldvár, dove poco dopo prendo il treno per Budapest. Mi siedo al mio posto e dopo un po' mi addormento anche, vedendo che il controllore non era passato in quella mezz'ora, credevo che ormai non volesse passare più. Indovinate da chi vengo svegliato? ... E vanno via 10€, maledizione.
Arrivo a Budapest per mezzanotte circa, in un bar ricarico il mio cellulare, contatto degli amici per avere il contatto di un nostro amico che vive a Budapest per chiedere ospitalità, ma non funziona. Giro attorno alla stazione, vengo pure fermato dalla polizia per accertamenti e dopo mi metto a dormire in una parte della stazione per terra tra i negozi chiusi.

Martedì (anche se lo era già quando son sceso a BP): Oggi prevedo di arrivare in Ucraina. Dopo una lunga ricerca con una gentile donna del personale informativo della stazione, parto da BP con un treno economico per Miskolc. In quesi giorni è stato organizzato un festival (o due...) e sia sul treno che in auto dopo vedevo gruppi di metallari e non attrezzati al campeggio o simile. Tra questi due ragazze ungheresi salite circa a metà strada, con cui ho scambiato due chiacchiere (coi limiti del loro inglese): ho reso noto a loro come sia facile viaggiare gratis sui treni in italia ed impossibile su quelli sloveni e ungheresi. Non vi sto dicendo questo a caso. Il controllore (tra l'altro, uno diverso dal primo, credo che questo sia salito a Miskolc) mi aveva invitato a scendere, altrimenti avrei dovuto pagare una cifra in più per il viaggio in eccesso, lui non sapeva parlare molto l'inglese e le due ragazze hanno tradotto quello che avevo da dirli (sembrare il più possibile innocente).  Infatti non sono sceso a Miskolc, ma a Tiszalùc. Avrei voluto scendere a Szerencs, notando dalla mappa che è la città più comoda, in quella tratta di treno, per procedere fino al confine, ma alla fine va bene anche così. Adoro le persone complici.
Comunque Tiszalùc è una cittadina abbastanza piccola e "poco moderna" da farmi guardare male da alcuni suoi abitanti; cammina e cammina ed ecco che appare uno Jozsef che mi tira fuori dalle (ennesime) campagne ungheresi, per poi farmici entrare e di nuovo uscire insieme a Joszka e ad un folle cristiano di nome Gabor (un altro) che andava molto veloce, ancora ancora comprensibile, un po' meno i sorpassi folli e la cintura di sicurezza, di cui mi sono accorto dell'assenza di essa verso fine viaggio, quando Gabor scopre una pattuglia di sbirri (detti Polizei, dal tedesco - che si parla molto in Ungheria).
Vengo lasciato giù intorno a Mátészalka (40km dal confine), dove dopo un po' di tempo, tra piccoli paesi, un ragazzo di nome Elek mi regala un sorriso immenso portandomi a Fülesd, villaggio a 15km di distanza dal confine. Sì, sono 15km, non pochi, ma io ero contentissimo in quel momento, non vedevo l'ora di arrivare in UA... Mi incammino per la strada dritta (491) e ad un minimarket mi rifornisco di frutta e acqua, dopodiché vengo tirato su da un businessman con un inglese imponente, di cui però non mi ricordo il nome... Mi lascia a pochi metri dal confine, uomo gentile. Così passo a piedi, la polizia ungherese mi controlla i documenti (non avendo mai visto un passaporto albanese, mi hanno tenuto un po' di più per accertamenti -oltre al fatto che si saranno chiesti cosa ci faccia un albanese in Ungheria e UA-, ho avuto pure tempo di pisciare), poi passo un ponte e arrivo al check point ucraino... Il resto ve lo racconto nella prossima parte!

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Élisée Reclus

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« Non è una digressione menzionare gli orrori della guerra in connessione con il massacro delle bestie ed i banchetti di carne. La dieta degli individui è in stretta relazione con il loro modo di agire. Sangue chiama sangue. »

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