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Blog senza nessuna periodicità, in cui appaiono pubblicazioni random, la maggior parte delle volte ripropongo ciò che già c'è in rete ma che non è stata data importanza. Anche diari di viaggi, musica e video e cose cattive.

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lunedì 19 agosto 2013

Italia-Україна - Parte 4°

Venerdì 27
Colazione: pane e cioccolata. Ma in casa manca il pane e così decido di uscire per comprarne un po'. Ci ho messo tipo 15/20 minuti perché sono entrato in un "bazar" dove se c'era cibo era fast food, poi tra le strade normali trovavo solo bar, farmacie e negozietti che vendevano tutto tranne pane.
Pomeriggio e sera in giro in centro e "dintorni" (non è propriamente la parola esatta visto che il centro è grande). Sulla strada per casa trovai, insieme a Stanislav, libri e cartoline vecchie nella spazzatura (era SSSR o "CCCP"). Comunque ha fatto un freddo di merda che... va là. C'era anche umido. È già sabato notte, in casa mangiamo un piatto di "maccheroni" e funghi caldo, mi tolgo le scarpe e... oh relax. vado a dormire tantissimo anche se la mattina devo partire per Kyïv (Київ, Киев-Kiev in russo).

Sveglia alle 7, ma effettivamente io e gli altri ci svegliamo quasi alle 8:30: preparo lo zaino, intanto Anton e Alina pomiciano un po' sul letto ma quando ho finito di prepararli mi è toccato interromperli per farmi portare alla fermata dell'autobus che mi porterà verso "la fine" della città, sulla strada per Kyiv.
Vengo tirato su dopo diversi minuti da Vitaly, con cui riesco a comunicare anche se con qualche difficoltà. Successivamente salgo su una carretta, era confortevole ma andava pianissimo... È il turno di un gruppo di ragazze, Nadya, Vera e Tanya (Надя, Вера і Таня) che mi portano a Rivne (Рівне, Ровно). Ma il grosso della strada lo faccio con una famiglia ucraina: sono Natasha, Andrej (Наташа, Андрей) ed i loro 4 figl* (3 maschietti ed una femmina, la più piccola). con cui arrivo a Kyiv con una media di 95km/h circa... alle 19:30 Dmitrij (Дмітрій/Дмитрий detto Mario - perché un tempo suonava musica elettronica, tra cui 8bit -> "Super Mario") ed i suoi amici mi portano a comprare da mangiare: pane, fagioli, mix di verdure e maionese vegan! Cena fantastica. Non mangiavo dalle 12.
Rimaniamo alzati fino alle 4 di notte (colpa del tè?) a parlare di un po' di tutto, quando Dmitrij non meditava.

Domenica 30
Dmitrij abita in periferia, zona Zhytòmyrska (Житoмирська, in direzione della città di Zhytòmyr/Житoмир), da lì prendo la metropolitana, molto affascinante. Sceso a Teatral'na (Театральна) trovo il mezzo busto di Lenin in fondo al corridoio e delle sue citazioni scolpite lungo tutto le pareti. Salgo un'altissima scala mobile e mi trovo nel centro di Kyiv. Ci passo il pomeriggio e sera. Magnifico! Viali alberati, negozi moderni di merda, negozietti fast food e chioschi. meravigliosi gli artisti di strada, presenti su via Khreshchyatyk (Хрещатик, Крещатик), strada che viene chiusa il sabato e la domenica sera ai veicoli per tenere una festa di strada fino al Majdan Nezalezhnosti (Майдан Незалежності), la Piazza dell'Indipendenza.
Grandioso come io riesca a trovarmi in situazioni difficili: sono in centro con solo 5€. Fortunatamente riesco a cambiarli e a mangiarmi un falafel. Che goduria. La serata continua e prima di mezza notte torno a casa.

Lunedì 1° luglio
Con le 52 hrn (5€) di ieri sera ho pagato il falafel, la metro, alcuni artisti di strada e la mattina, con il resto, del pane, i fagioli, delle banane e la marshrutka che mi ha portato in città poi. Sono in compagnia di compagni anarchici skinheads (amici di Dmitrij) e finalmente a casa loro riesco a lavare i miei panni sporchi di 1 settimana. Poi ritorno in centro, dopo un po' mi raggiunge Dmitrij e rimaniamo in compagnia di altri suoi amici. Facciamo tardi, tant'è che torniamo a casa in taxi con Aleksandra, una sua cara amica.
Buona notte a me che la mattina ci dobbiamo svegliare presto perché a casa di Dmitrij verrà un cliente e sua madre.

Martedì 2 - Ultimo giorno a Kyiv...
Come spesso accade, non porto rispetto alla sveglia e continuo a dormire imperterrito dopo averla spenta. Vengo quindi svegliato da Dmitrij che mi chiede di sistemare le mie cose, visto che dobbiamo trasferirci per la notte a casa di un suo amico perché lui ha affittato il suo appartamento (ciò gli permette di vivere) intanto che lui va in Crimea.
Questo giorno mi sono spacciato per cristiano ed ho fatto tante bellissime foto a degli edifici meravigliosi. Ma vogliamo parlare del fiume Dnipro (Дніпро, Днепр)? Bellezza.
Mi sposto alla metro di Livoberezhna (Лівобережна), dove c'è un gran bel mercato in cui mi fermo per un po'. Affascinante.
Ma cambio di programma, passerò al notte ancora nell'appartamento.
Si dorme e si aspetta Odessa, un altro lungo viaggio.

Set di foto ad L'viv e strada per Kiev
Set 1 di foto a Kiev + Set 2 di foto a Kiev + Set 3 di foto a Kiev

giovedì 8 agosto 2013

Italia-Україна - Parte 3°

Sono circa le 17:20 (GMT+3): l'ultima città ungherese si chiama Tiszabecs (dal fiume Tisza) e la città sul territorio ucraino Vilok. Al controllo del passaporto e del visto consegue un colloquio in russo e anche inglese (da parte mia, visto che non sapevo dire tutto in russo) con tanto di videoregistrazione con la webcam. Ok.
È stato bellissimo vedere come due ucraini facevano "quello che volevano" alla stazione di polizia e ridevano e scherzavano con la poliziotta che m'ha fatto tenere il colloquio: professionalità solo nell'esatto momento del dovere. Sin dall'inizio c'è stata una certa confidenza con gli sbirri (oh raga, che dovevo fare...) che mi hanno permesso di stare nel'ufficio e nel corridoio visto che fuori pioveva ed io non avevo un ombrello; la poliziotta mi ha permesso di ricaricare la macchinetta fotografica (scarica dalla Slovenia aka non ci sono foto dell'Ungheria) e mi hanno offerto pure da mangiare e da bere. Wow, sono ufficialmente in UA, dopo 3 giorni.
Finita la pioggia, un militare cattivissimo mi dice in ucraino che me ne devo andare, ok.
I due ragazzi di cui ho parlato prima si chiamano Artur e Vitaly (Артур и Виталы) e mi hanno portato in un paese, precisamente ad una fermata dell'autobus diretto a Mukachevo (Мукачеве, Мукачів, Мукачево). Chiedo informazioni ad una ragazza che aspetta anche lei come me, con un russo primordiale e tento di ricevere da parte sua informazioni con un approccio anglofono forzato, non era poi tanto meglio del mio russo. Ad ogni modo, all'arrivo dell'autobus, ella dice all'autista che non possiedo moneta ucraina (gryvne - гривне) perché ho appena passato il confine ma per l'autista non è un problema.
Dopo quasi due ore fatte di strade normali, bucherellate e frequentate da vacche (ne incontriamo una mandria, ahahah) arrivo alle 20:20 alla fermata che dista 3 minuti a piedi stazione dei treni. Dannazione, perdo il treno per L'vov (Львів, Львов, Leopoli) per quei pochi minuti.
Essendo che il prossimo treno era alle 5:00 del mattino, ho passato la notte in stazione, che rimane sempre aperta per via del traffico ferroviario.
Incontro una donna anziana ucraina di nome Iryna (Ірина) e parliamo un bel po', non solo in russo ma anche in italiano! Infatti ella è riuscita a fuggire dall'Ucraina sovietica ed è arrivata in Italia, dove ha vissuto per molto tempo. Si ricordava e conosceva molto bene la lingua!
Ormai è Mercoledì. Cercavo di restare sveglio, anche perché io e altri viaggiatori dovevamo guardare che nessun malintenzionato entrasse nella sala d'aspetto mentre tutti dormivano - mi dicevano che Mukachevo non era proprio un bel posto- (oltre al fatto che era la terza notte che dormivo per terra e neanche per troppe ore) e dopo una notte un po' travagliata mi sveglio alle 5:00 per prendere il treno: la controlloressa mi indica di accomodarmi sul letto (ricavato dal rovesciamento di tavolo e sedili).
Dopo aver ammirato il paesaggio per diversi minuti, mi addormento finalmente. 5 ore e vengo svegliato dal controllore prima della mia sveglia: sono le 9:50 e manca poco più di mezz'ora a L'vov.
Un giovane ragazzo mi chiede qualcosa, ma gli rispondo dicendoli che non capisco quello che dice, che parlo poco il russo e quindi finiamo per parlare in inglese (io poi gli rifilavo quel poco di russo che conoscevo, ahahah) e facciamo conoscenza: il suo nome è Oleksandr (nickname Sasha - Олександр/Aлександр, Саша), ha 19 anni e studia relazioni internazionali all'università di L'vov. Già sul treno mi parla su come posso e/o mi devo comportare in città e scesi da esso mi porta a fare un breve giro turistico di base per il centro. È un ragazzo acculturato e si parla anche di storia dell'Ucraina, delle lingue slave e non e altro. Ci dobbiamo però salutare per via dei suoi studi ma ci scambiamo indirizzo internet e numeri di telefono (mi anche aiutato nel comprare la sim ucraina).
Dopo un giro in centro ed una pizza mi trovo con amici di amici di amici (sì, avete capito bene, esattamente!) disponibili ad ospitarmi e faccio conoscenze interessanti: il primo ragazzo è Pavel (Павел), artista ucraino come gli altri suoi amici (Anton/Антон, Stanislav/Станіслав e un altro di cui non ricordo il nome), che mi ritrovo dopo essermi svegliato dal mio pisolino -ero stanco, sì-, con cui formano proprio un gruppo artistico (si occupano di arte contemporanea - e non vivono di questo...).
La sera tardi ci spostiamo dal laboratorio di Pavel con Anton a casa sua, dove starò i prossimi giorni e notti e faccio conoscenza con gli inquilini (Denis e Tomash - Деніс, Томаш, quest'ultimo di origini ungheresi). Ah sì, dimenticavo: finalmente ho una cena calda: maccheroni avanzati e fagioli. Cazzo, era da sabato che non mangiavo legumi.

Giovedì
Ci si sveglia tardi, che dormita! Anton è a lavoro, Thomash e Denis fanno colazione con pane, formaggio e burro, io con una banana presa l'altro ieri in Ungheria.
Faccio la conoscenza di Yasha (Яша), la ragazza di Tomash, con cui andiamo in centro a pagare bollette arretrate.
Tornati a casa quasi a l'una, il bagno è libero e disponibile e mi faccio finalmente una doccia. Dopo aver pranzato si ritorna in città, questa volta col fratello di Yasha, Petro (Петро) [in figura, la donna a destra è la ragazza di Anton, una ragazza madre con un figlio a carico - in Ucraina ci sono molti casi del genere).
La sera Tomash mi porta alla mostra d'arte del gruppo che ho incontrato il giorno prima. Sì, non ci capivo niente, ma ok (non ho mai amato l'arte contemporanea).
Finita la mostra, saluto Anton lasciandomi di nuovo con Tomash e Yasha, con cui andiamo in un minimarket a comprare delle verdure (sono entrambi vegetariani) e trovo del cioccolato fondente. Finalmente, sì cazzo. Ci facciamo una padellata di verdure a casa di Yasha (che vive con suo fratello - la giovane coppia ha la mia età, il fratello uno o due anni in meno - in paesi come Ucraina e Russia si va via di casa molto presto).
Ma dopo torniamo a casa di Tomash&Co e ci si da la buona notte.

Altre foto le trovate QUI. È il secondo set di foto, fatte tutte a L'vov.In fondo a questo set ci sono alcune foto fatte vicino al confine e a Mukachevo.


Italia-Україна - Parte 2°

Giro per Zalaegerszeg e trovo un benzinaio da cui compro una cartina automobilistica dell'Ungheria (che mi tornerà molto utile). Mi indirizzo fuori dalla città per prendere una strada che in mi permetta di dirigermi a Budapest. nel corso del (tardo) pomeriggio vengo tirato su da 3 automobilisti (Thomas, Stefan e Gabor) ed a distanza di esse non mancano le bestemmie e di sorrisi nelle campagne ungheresi tra Zalaegerszeg e il lago Balaton. Sono circa le 9 di sera ed è buio. Sono in una stazione di servizio (non in autostrada, ma in una strada "provinciale") e cerco di fare autostop.
È tardissimo. Incontro un italiano che gestisce una pizzeria di fronte al benzinaio, che mi dice che su quella strada non passano molte auto a quell'ora e mi propone di alloggiare per la notte da una sua cliente al prezzo di equivalenti forint di 15€. Ma rifiuto e aspetto di vedere cosa accade, al massimo dormirò per strada col sacco a pelo. Tra i clienti del benzinaio, chiedo un passaggio ad un giovane di nome Szabi con cui discuto e si decide di farmi portare alla stazione dei treni (vasútállomás, per curiosità) di una città chiamata Balatonföldvár, dove poco dopo prendo il treno per Budapest. Mi siedo al mio posto e dopo un po' mi addormento anche, vedendo che il controllore non era passato in quella mezz'ora, credevo che ormai non volesse passare più. Indovinate da chi vengo svegliato? ... E vanno via 10€, maledizione.
Arrivo a Budapest per mezzanotte circa, in un bar ricarico il mio cellulare, contatto degli amici per avere il contatto di un nostro amico che vive a Budapest per chiedere ospitalità, ma non funziona. Giro attorno alla stazione, vengo pure fermato dalla polizia per accertamenti e dopo mi metto a dormire in una parte della stazione per terra tra i negozi chiusi.

Martedì (anche se lo era già quando son sceso a BP): Oggi prevedo di arrivare in Ucraina. Dopo una lunga ricerca con una gentile donna del personale informativo della stazione, parto da BP con un treno economico per Miskolc. In quesi giorni è stato organizzato un festival (o due...) e sia sul treno che in auto dopo vedevo gruppi di metallari e non attrezzati al campeggio o simile. Tra questi due ragazze ungheresi salite circa a metà strada, con cui ho scambiato due chiacchiere (coi limiti del loro inglese): ho reso noto a loro come sia facile viaggiare gratis sui treni in italia ed impossibile su quelli sloveni e ungheresi. Non vi sto dicendo questo a caso. Il controllore (tra l'altro, uno diverso dal primo, credo che questo sia salito a Miskolc) mi aveva invitato a scendere, altrimenti avrei dovuto pagare una cifra in più per il viaggio in eccesso, lui non sapeva parlare molto l'inglese e le due ragazze hanno tradotto quello che avevo da dirli (sembrare il più possibile innocente).  Infatti non sono sceso a Miskolc, ma a Tiszalùc. Avrei voluto scendere a Szerencs, notando dalla mappa che è la città più comoda, in quella tratta di treno, per procedere fino al confine, ma alla fine va bene anche così. Adoro le persone complici.
Comunque Tiszalùc è una cittadina abbastanza piccola e "poco moderna" da farmi guardare male da alcuni suoi abitanti; cammina e cammina ed ecco che appare uno Jozsef che mi tira fuori dalle (ennesime) campagne ungheresi, per poi farmici entrare e di nuovo uscire insieme a Joszka e ad un folle cristiano di nome Gabor (un altro) che andava molto veloce, ancora ancora comprensibile, un po' meno i sorpassi folli e la cintura di sicurezza, di cui mi sono accorto dell'assenza di essa verso fine viaggio, quando Gabor scopre una pattuglia di sbirri (detti Polizei, dal tedesco - che si parla molto in Ungheria).
Vengo lasciato giù intorno a Mátészalka (40km dal confine), dove dopo un po' di tempo, tra piccoli paesi, un ragazzo di nome Elek mi regala un sorriso immenso portandomi a Fülesd, villaggio a 15km di distanza dal confine. Sì, sono 15km, non pochi, ma io ero contentissimo in quel momento, non vedevo l'ora di arrivare in UA... Mi incammino per la strada dritta (491) e ad un minimarket mi rifornisco di frutta e acqua, dopodiché vengo tirato su da un businessman con un inglese imponente, di cui però non mi ricordo il nome... Mi lascia a pochi metri dal confine, uomo gentile. Così passo a piedi, la polizia ungherese mi controlla i documenti (non avendo mai visto un passaporto albanese, mi hanno tenuto un po' di più per accertamenti -oltre al fatto che si saranno chiesti cosa ci faccia un albanese in Ungheria e UA-, ho avuto pure tempo di pisciare), poi passo un ponte e arrivo al check point ucraino... Il resto ve lo racconto nella prossima parte!

Élisée Reclus

Élisée Reclus
« Non è una digressione menzionare gli orrori della guerra in connessione con il massacro delle bestie ed i banchetti di carne. La dieta degli individui è in stretta relazione con il loro modo di agire. Sangue chiama sangue. »

A caccia di cibo

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