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Blog senza nessuna periodicità, in cui appaiono pubblicazioni random, la maggior parte delle volte ripropongo ciò che già c'è in rete ma che non è stata data importanza. Anche diari di viaggi, musica e video e cose cattive.

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sabato 27 luglio 2013

Italia-Україна. Viaggio ai confini dell'impensabile (per le menti poco fantasiose) - Parte 1°

Tra la fine di giugno ed i primi di luglio ho svolto un viaggio avventuroso verso l'Ucraina. Ci sono andato con pochi soldi, senza aerei o i famosi pulmini ucraini. Ma in autostop. Da solo. L'intenzione è quella, poi i piani sono andati un attimo diversamente... Ma passerò comunque la Slovenia e l'Ungheria. Prima di partire mi sono portato un quadernetto su cui scrivere un 'diario' e appuntare varie cose, così da scrivere di questo mio viaggio dopo. È stato un viaggio importante per me, che m'ha messo alla prova (ha messo alla prova la mia capacità di inveire contro La divinità cristiana in mezzo alle campagne ungheresi). Magari non fregherà nulla a nessuno, ma se volete farvi i cazzi miei, continuate a leggere. Tra l'altro in molti mi han chiesto come è andato il viaggio e come l'ho vissuto, anziché chiedermelo ora potete leggerlo, ecco.
Perché l'Ucraina? In molti me lo han chiesto, e magari anche voi che leggete ve lo starete chiedendo (o forse no, ma state continuando a leggere perché vi annoiate - che è il motivo per cui si capita nel mio blog). I motivi sono tanti. In risposta alla domanda "perché proprio in Ucraina?" io pongo "perché no?". Comunque le motivazioni sono semplici: volevo cimentarmi nel parlare russo (quasi tutti gli ucraini parlano russo, alcuni solo questo, senza conoscere l'ucraino), lingua che sto studiando e poi il cirillico è bellissimo; visitare un paese post-sovietico ed inoltre trovo meraviglioso viaggiare e visitare altri luoghi (soprattutto se poi molti ne parlano bene, infatti esiste sul web un sito e forum italiano "ucrainaviaggi.it", prova scritta che quel paese ha qualcosa di speciale).

Week-end: l'autostop è difficilissimo in Italia, specie se di sabato pomeriggio, di fatti ho scelto il giorno sbagliato per partire: se dovete viaggiare in autostop, cercate di NON viaggiare nel weekend perché troverete per la maggior parte famiglie che partono in vacanza (non si fermeranno al 99,9%) ed inoltre la domenica i tir non possono viaggiare per legge. In qualche modo arrivo in un autogrill dell'Alta Brianza. Tra i tanti personaggi che incontro, spicca il genio che non prende autostoppisti "per presa politica". Ma bravo.
È domenica: dei giovanotti mi portano a Bergamo, dove prendo un treno e prendendone altri ancora (ovviamente tutti Regionali e senza fare il biglietto) tento di dirigermi a Gorizia, riuscendoci.
La domenica colpisce ancora. Dalla stazione di Gorizia non viene effettuato il servizio bus per Nova Gorica e con il pollice sinistro in alto mi ci dirigo, purtroppo a piedi per circa 3,5 km, dato che anche lì è fallito l'autostop. Dopo aver superato il confine (mi sono emozionato tantissimo, giuro!) continuo per quasi 3 km fino all'autostrada per Ljubljana. Dopo circa 2 ore (forse di più*) vengo finalmente caricato da una coppia che mi porta ad una stazione di servizio, e dopo da una coppia di giovan* russ* (Zhenya/Женя e Andrej/Андрей) che mi portano in centro a Ljubljana. Erano le 20.00 e non posso che passare la notte in questa splendida città: architettura, turisti, un chitarrista solista che suona per un bar gestito da un albanese ed uno sloveno (pare), un concerto a cappella in diretta TV, turisti italiani, cani enormi, kebabbari kosovari e un quartetto di musica tradizionale bulgaro. Faccio amicizia col percussionista della banda e con quello-che-suona-la-fisarmonica che mi regalano pure un dessert... grandiosi :)
Poi finisci a parlare con un kosovaro manager, cristiano, repubblicano e capitalista di New York, in albanese e poi in inglese. Purtroppo dopo le chiacchiere di conoscenza si è parlato di economia/politica/filosofia. Dico purtroppo perché... non ho bisogno di spiegare, gli aggettivi sopracitati parlano da sé. By the way, il centro di Ljubljana è stupendo, peccato non essere rimasto a girare fuori da esso... Ci ritornerò.




Gli orologi indicano la mezzanotte e mi addormento per 3 ore su una zolla di terra col mio sacco a pelo. Alle 5 e qualcosa di mattina mi dirigo verso l'autostrada dove tento l'autostop. Fallisco di nuovo, a causa del tempo che si fa brutto e torno alla stazione dei treni: da qui riesco a comprare con un biglietto da 13,94€ per Hodoš, 6 ore di viaggio compreso il tempo di attesa per il cambio treno (e dovevo cambiare 4 treni). Parto alle 9:50, treno per Zidani Most, cambio e treno per Pragersko, dove alle 12:08 scendo e cerco un minimarket o qualcosa del genere. Pragersko è un villaggio, inutilmente giro attorno alla stazione prima di trovare un minimarket (della catena Mercator): immaginatevi una povera commessa/cassiera slovena che alle 12:20 si trova un giovane con borse e zaino e che non parla sloveno? Fantastico, insoliti turisti. Compro un succo 100% arancia, banane e mele, del pane ed un barattolo di peperoni in salsa (ho trovato la lista degli ingredienti in inglese ahah). Un'altro treno mi aspetta. Su quest'ultimo incontro una donna di origini croate che mi tiene un po' di compagnia nonostante le barriere linguistiche (oltre ai gesti, ho usato il russo, che ha alcune parole in comune con lo sloveno). Persona meravigliosa, m'è bastato un solo suo gesto significativo per capirlo.
Imprevisto, col treno però bisogna tutti scendere ad Ormož e prendere un bus per Ljutomer. Poi ancora il treno per Murska Sobota, da lì l'ultimo treno sloveno per Hodoš. In definitiva ho preso 5 treni + 1 bus (ahahahah).

Ad Hodoš fa freddo, cristo! Non ho uan felpa con me, solo una camicia e rimango nella stazione ad aspettare il treno per l'Ungheria. Dopo circa 40 minuti parte il treno per l'Ungheria.
Dopo un po' passa il controllore che mi da un bellissimo benvenuto in Ungheria chiedendomi i soldi per il viaggio, anche se non sapevo dove stavo andando. Il controllore mi propone di scendere a Zalaegerszeg. Ma sì, accettiamo. Pago in euro e ricevo il resto in Forint, moneta ungherese. Scendo dal treno... Buon giorno Ungheria (azz).
_

Altre foto le trovate QUI. È il primo set di foto fatte tra Italia, Slovenia e Ucraina (Ungheria esclusa, avevo la macchinetta scarica...).

1 commento:

Anonimo ha detto...

Quindi sei partito! Bello!

fede (in arte pic)

Élisée Reclus

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« Non è una digressione menzionare gli orrori della guerra in connessione con il massacro delle bestie ed i banchetti di carne. La dieta degli individui è in stretta relazione con il loro modo di agire. Sangue chiama sangue. »

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