Mini-presentazione

Blog senza nessuna periodicità, in cui appaiono pubblicazioni random, la maggior parte delle volte ripropongo ciò che già c'è in rete ma che non è stata data importanza. Anche diari di viaggi, musica e video e cose cattive.

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lunedì 18 novembre 2013

Metro-fortune

Calvo.
Gioco.
Egli ride,
non egli!
L'altro.
Corro,
mi fermo un momento per scrivere,
corro di nuovo...
Нет!
Oh cavolo, eccolo!

domenica 27 ottobre 2013

Parole e fatti in una serata a base di pizze

E quindi?
Domani alle 11:00.
In cerca di sigarette.
Ci vuole un po' di audacia.
Stabilità diversa.
Risate.
Olio e sale!

lunedì 19 agosto 2013

Italia-Україна - Parte 4°

Venerdì 27
Colazione: pane e cioccolata. Ma in casa manca il pane e così decido di uscire per comprarne un po'. Ci ho messo tipo 15/20 minuti perché sono entrato in un "bazar" dove se c'era cibo era fast food, poi tra le strade normali trovavo solo bar, farmacie e negozietti che vendevano tutto tranne pane.
Pomeriggio e sera in giro in centro e "dintorni" (non è propriamente la parola esatta visto che il centro è grande). Sulla strada per casa trovai, insieme a Stanislav, libri e cartoline vecchie nella spazzatura (era SSSR o "CCCP"). Comunque ha fatto un freddo di merda che... va là. C'era anche umido. È già sabato notte, in casa mangiamo un piatto di "maccheroni" e funghi caldo, mi tolgo le scarpe e... oh relax. vado a dormire tantissimo anche se la mattina devo partire per Kyïv (Київ, Киев-Kiev in russo).

Sveglia alle 7, ma effettivamente io e gli altri ci svegliamo quasi alle 8:30: preparo lo zaino, intanto Anton e Alina pomiciano un po' sul letto ma quando ho finito di prepararli mi è toccato interromperli per farmi portare alla fermata dell'autobus che mi porterà verso "la fine" della città, sulla strada per Kyiv.
Vengo tirato su dopo diversi minuti da Vitaly, con cui riesco a comunicare anche se con qualche difficoltà. Successivamente salgo su una carretta, era confortevole ma andava pianissimo... È il turno di un gruppo di ragazze, Nadya, Vera e Tanya (Надя, Вера і Таня) che mi portano a Rivne (Рівне, Ровно). Ma il grosso della strada lo faccio con una famiglia ucraina: sono Natasha, Andrej (Наташа, Андрей) ed i loro 4 figl* (3 maschietti ed una femmina, la più piccola). con cui arrivo a Kyiv con una media di 95km/h circa... alle 19:30 Dmitrij (Дмітрій/Дмитрий detto Mario - perché un tempo suonava musica elettronica, tra cui 8bit -> "Super Mario") ed i suoi amici mi portano a comprare da mangiare: pane, fagioli, mix di verdure e maionese vegan! Cena fantastica. Non mangiavo dalle 12.
Rimaniamo alzati fino alle 4 di notte (colpa del tè?) a parlare di un po' di tutto, quando Dmitrij non meditava.

Domenica 30
Dmitrij abita in periferia, zona Zhytòmyrska (Житoмирська, in direzione della città di Zhytòmyr/Житoмир), da lì prendo la metropolitana, molto affascinante. Sceso a Teatral'na (Театральна) trovo il mezzo busto di Lenin in fondo al corridoio e delle sue citazioni scolpite lungo tutto le pareti. Salgo un'altissima scala mobile e mi trovo nel centro di Kyiv. Ci passo il pomeriggio e sera. Magnifico! Viali alberati, negozi moderni di merda, negozietti fast food e chioschi. meravigliosi gli artisti di strada, presenti su via Khreshchyatyk (Хрещатик, Крещатик), strada che viene chiusa il sabato e la domenica sera ai veicoli per tenere una festa di strada fino al Majdan Nezalezhnosti (Майдан Незалежності), la Piazza dell'Indipendenza.
Grandioso come io riesca a trovarmi in situazioni difficili: sono in centro con solo 5€. Fortunatamente riesco a cambiarli e a mangiarmi un falafel. Che goduria. La serata continua e prima di mezza notte torno a casa.

Lunedì 1° luglio
Con le 52 hrn (5€) di ieri sera ho pagato il falafel, la metro, alcuni artisti di strada e la mattina, con il resto, del pane, i fagioli, delle banane e la marshrutka che mi ha portato in città poi. Sono in compagnia di compagni anarchici skinheads (amici di Dmitrij) e finalmente a casa loro riesco a lavare i miei panni sporchi di 1 settimana. Poi ritorno in centro, dopo un po' mi raggiunge Dmitrij e rimaniamo in compagnia di altri suoi amici. Facciamo tardi, tant'è che torniamo a casa in taxi con Aleksandra, una sua cara amica.
Buona notte a me che la mattina ci dobbiamo svegliare presto perché a casa di Dmitrij verrà un cliente e sua madre.

Martedì 2 - Ultimo giorno a Kyiv...
Come spesso accade, non porto rispetto alla sveglia e continuo a dormire imperterrito dopo averla spenta. Vengo quindi svegliato da Dmitrij che mi chiede di sistemare le mie cose, visto che dobbiamo trasferirci per la notte a casa di un suo amico perché lui ha affittato il suo appartamento (ciò gli permette di vivere) intanto che lui va in Crimea.
Questo giorno mi sono spacciato per cristiano ed ho fatto tante bellissime foto a degli edifici meravigliosi. Ma vogliamo parlare del fiume Dnipro (Дніпро, Днепр)? Bellezza.
Mi sposto alla metro di Livoberezhna (Лівобережна), dove c'è un gran bel mercato in cui mi fermo per un po'. Affascinante.
Ma cambio di programma, passerò al notte ancora nell'appartamento.
Si dorme e si aspetta Odessa, un altro lungo viaggio.

Set di foto ad L'viv e strada per Kiev
Set 1 di foto a Kiev + Set 2 di foto a Kiev + Set 3 di foto a Kiev

giovedì 8 agosto 2013

Italia-Україна - Parte 3°

Sono circa le 17:20 (GMT+3): l'ultima città ungherese si chiama Tiszabecs (dal fiume Tisza) e la città sul territorio ucraino Vilok. Al controllo del passaporto e del visto consegue un colloquio in russo e anche inglese (da parte mia, visto che non sapevo dire tutto in russo) con tanto di videoregistrazione con la webcam. Ok.
È stato bellissimo vedere come due ucraini facevano "quello che volevano" alla stazione di polizia e ridevano e scherzavano con la poliziotta che m'ha fatto tenere il colloquio: professionalità solo nell'esatto momento del dovere. Sin dall'inizio c'è stata una certa confidenza con gli sbirri (oh raga, che dovevo fare...) che mi hanno permesso di stare nel'ufficio e nel corridoio visto che fuori pioveva ed io non avevo un ombrello; la poliziotta mi ha permesso di ricaricare la macchinetta fotografica (scarica dalla Slovenia aka non ci sono foto dell'Ungheria) e mi hanno offerto pure da mangiare e da bere. Wow, sono ufficialmente in UA, dopo 3 giorni.
Finita la pioggia, un militare cattivissimo mi dice in ucraino che me ne devo andare, ok.
I due ragazzi di cui ho parlato prima si chiamano Artur e Vitaly (Артур и Виталы) e mi hanno portato in un paese, precisamente ad una fermata dell'autobus diretto a Mukachevo (Мукачеве, Мукачів, Мукачево). Chiedo informazioni ad una ragazza che aspetta anche lei come me, con un russo primordiale e tento di ricevere da parte sua informazioni con un approccio anglofono forzato, non era poi tanto meglio del mio russo. Ad ogni modo, all'arrivo dell'autobus, ella dice all'autista che non possiedo moneta ucraina (gryvne - гривне) perché ho appena passato il confine ma per l'autista non è un problema.
Dopo quasi due ore fatte di strade normali, bucherellate e frequentate da vacche (ne incontriamo una mandria, ahahah) arrivo alle 20:20 alla fermata che dista 3 minuti a piedi stazione dei treni. Dannazione, perdo il treno per L'vov (Львів, Львов, Leopoli) per quei pochi minuti.
Essendo che il prossimo treno era alle 5:00 del mattino, ho passato la notte in stazione, che rimane sempre aperta per via del traffico ferroviario.
Incontro una donna anziana ucraina di nome Iryna (Ірина) e parliamo un bel po', non solo in russo ma anche in italiano! Infatti ella è riuscita a fuggire dall'Ucraina sovietica ed è arrivata in Italia, dove ha vissuto per molto tempo. Si ricordava e conosceva molto bene la lingua!
Ormai è Mercoledì. Cercavo di restare sveglio, anche perché io e altri viaggiatori dovevamo guardare che nessun malintenzionato entrasse nella sala d'aspetto mentre tutti dormivano - mi dicevano che Mukachevo non era proprio un bel posto- (oltre al fatto che era la terza notte che dormivo per terra e neanche per troppe ore) e dopo una notte un po' travagliata mi sveglio alle 5:00 per prendere il treno: la controlloressa mi indica di accomodarmi sul letto (ricavato dal rovesciamento di tavolo e sedili).
Dopo aver ammirato il paesaggio per diversi minuti, mi addormento finalmente. 5 ore e vengo svegliato dal controllore prima della mia sveglia: sono le 9:50 e manca poco più di mezz'ora a L'vov.
Un giovane ragazzo mi chiede qualcosa, ma gli rispondo dicendoli che non capisco quello che dice, che parlo poco il russo e quindi finiamo per parlare in inglese (io poi gli rifilavo quel poco di russo che conoscevo, ahahah) e facciamo conoscenza: il suo nome è Oleksandr (nickname Sasha - Олександр/Aлександр, Саша), ha 19 anni e studia relazioni internazionali all'università di L'vov. Già sul treno mi parla su come posso e/o mi devo comportare in città e scesi da esso mi porta a fare un breve giro turistico di base per il centro. È un ragazzo acculturato e si parla anche di storia dell'Ucraina, delle lingue slave e non e altro. Ci dobbiamo però salutare per via dei suoi studi ma ci scambiamo indirizzo internet e numeri di telefono (mi anche aiutato nel comprare la sim ucraina).
Dopo un giro in centro ed una pizza mi trovo con amici di amici di amici (sì, avete capito bene, esattamente!) disponibili ad ospitarmi e faccio conoscenze interessanti: il primo ragazzo è Pavel (Павел), artista ucraino come gli altri suoi amici (Anton/Антон, Stanislav/Станіслав e un altro di cui non ricordo il nome), che mi ritrovo dopo essermi svegliato dal mio pisolino -ero stanco, sì-, con cui formano proprio un gruppo artistico (si occupano di arte contemporanea - e non vivono di questo...).
La sera tardi ci spostiamo dal laboratorio di Pavel con Anton a casa sua, dove starò i prossimi giorni e notti e faccio conoscenza con gli inquilini (Denis e Tomash - Деніс, Томаш, quest'ultimo di origini ungheresi). Ah sì, dimenticavo: finalmente ho una cena calda: maccheroni avanzati e fagioli. Cazzo, era da sabato che non mangiavo legumi.

Giovedì
Ci si sveglia tardi, che dormita! Anton è a lavoro, Thomash e Denis fanno colazione con pane, formaggio e burro, io con una banana presa l'altro ieri in Ungheria.
Faccio la conoscenza di Yasha (Яша), la ragazza di Tomash, con cui andiamo in centro a pagare bollette arretrate.
Tornati a casa quasi a l'una, il bagno è libero e disponibile e mi faccio finalmente una doccia. Dopo aver pranzato si ritorna in città, questa volta col fratello di Yasha, Petro (Петро) [in figura, la donna a destra è la ragazza di Anton, una ragazza madre con un figlio a carico - in Ucraina ci sono molti casi del genere).
La sera Tomash mi porta alla mostra d'arte del gruppo che ho incontrato il giorno prima. Sì, non ci capivo niente, ma ok (non ho mai amato l'arte contemporanea).
Finita la mostra, saluto Anton lasciandomi di nuovo con Tomash e Yasha, con cui andiamo in un minimarket a comprare delle verdure (sono entrambi vegetariani) e trovo del cioccolato fondente. Finalmente, sì cazzo. Ci facciamo una padellata di verdure a casa di Yasha (che vive con suo fratello - la giovane coppia ha la mia età, il fratello uno o due anni in meno - in paesi come Ucraina e Russia si va via di casa molto presto).
Ma dopo torniamo a casa di Tomash&Co e ci si da la buona notte.

Altre foto le trovate QUI. È il secondo set di foto, fatte tutte a L'vov.In fondo a questo set ci sono alcune foto fatte vicino al confine e a Mukachevo.


Italia-Україна - Parte 2°

Giro per Zalaegerszeg e trovo un benzinaio da cui compro una cartina automobilistica dell'Ungheria (che mi tornerà molto utile). Mi indirizzo fuori dalla città per prendere una strada che in mi permetta di dirigermi a Budapest. nel corso del (tardo) pomeriggio vengo tirato su da 3 automobilisti (Thomas, Stefan e Gabor) ed a distanza di esse non mancano le bestemmie e di sorrisi nelle campagne ungheresi tra Zalaegerszeg e il lago Balaton. Sono circa le 9 di sera ed è buio. Sono in una stazione di servizio (non in autostrada, ma in una strada "provinciale") e cerco di fare autostop.
È tardissimo. Incontro un italiano che gestisce una pizzeria di fronte al benzinaio, che mi dice che su quella strada non passano molte auto a quell'ora e mi propone di alloggiare per la notte da una sua cliente al prezzo di equivalenti forint di 15€. Ma rifiuto e aspetto di vedere cosa accade, al massimo dormirò per strada col sacco a pelo. Tra i clienti del benzinaio, chiedo un passaggio ad un giovane di nome Szabi con cui discuto e si decide di farmi portare alla stazione dei treni (vasútállomás, per curiosità) di una città chiamata Balatonföldvár, dove poco dopo prendo il treno per Budapest. Mi siedo al mio posto e dopo un po' mi addormento anche, vedendo che il controllore non era passato in quella mezz'ora, credevo che ormai non volesse passare più. Indovinate da chi vengo svegliato? ... E vanno via 10€, maledizione.
Arrivo a Budapest per mezzanotte circa, in un bar ricarico il mio cellulare, contatto degli amici per avere il contatto di un nostro amico che vive a Budapest per chiedere ospitalità, ma non funziona. Giro attorno alla stazione, vengo pure fermato dalla polizia per accertamenti e dopo mi metto a dormire in una parte della stazione per terra tra i negozi chiusi.

Martedì (anche se lo era già quando son sceso a BP): Oggi prevedo di arrivare in Ucraina. Dopo una lunga ricerca con una gentile donna del personale informativo della stazione, parto da BP con un treno economico per Miskolc. In quesi giorni è stato organizzato un festival (o due...) e sia sul treno che in auto dopo vedevo gruppi di metallari e non attrezzati al campeggio o simile. Tra questi due ragazze ungheresi salite circa a metà strada, con cui ho scambiato due chiacchiere (coi limiti del loro inglese): ho reso noto a loro come sia facile viaggiare gratis sui treni in italia ed impossibile su quelli sloveni e ungheresi. Non vi sto dicendo questo a caso. Il controllore (tra l'altro, uno diverso dal primo, credo che questo sia salito a Miskolc) mi aveva invitato a scendere, altrimenti avrei dovuto pagare una cifra in più per il viaggio in eccesso, lui non sapeva parlare molto l'inglese e le due ragazze hanno tradotto quello che avevo da dirli (sembrare il più possibile innocente).  Infatti non sono sceso a Miskolc, ma a Tiszalùc. Avrei voluto scendere a Szerencs, notando dalla mappa che è la città più comoda, in quella tratta di treno, per procedere fino al confine, ma alla fine va bene anche così. Adoro le persone complici.
Comunque Tiszalùc è una cittadina abbastanza piccola e "poco moderna" da farmi guardare male da alcuni suoi abitanti; cammina e cammina ed ecco che appare uno Jozsef che mi tira fuori dalle (ennesime) campagne ungheresi, per poi farmici entrare e di nuovo uscire insieme a Joszka e ad un folle cristiano di nome Gabor (un altro) che andava molto veloce, ancora ancora comprensibile, un po' meno i sorpassi folli e la cintura di sicurezza, di cui mi sono accorto dell'assenza di essa verso fine viaggio, quando Gabor scopre una pattuglia di sbirri (detti Polizei, dal tedesco - che si parla molto in Ungheria).
Vengo lasciato giù intorno a Mátészalka (40km dal confine), dove dopo un po' di tempo, tra piccoli paesi, un ragazzo di nome Elek mi regala un sorriso immenso portandomi a Fülesd, villaggio a 15km di distanza dal confine. Sì, sono 15km, non pochi, ma io ero contentissimo in quel momento, non vedevo l'ora di arrivare in UA... Mi incammino per la strada dritta (491) e ad un minimarket mi rifornisco di frutta e acqua, dopodiché vengo tirato su da un businessman con un inglese imponente, di cui però non mi ricordo il nome... Mi lascia a pochi metri dal confine, uomo gentile. Così passo a piedi, la polizia ungherese mi controlla i documenti (non avendo mai visto un passaporto albanese, mi hanno tenuto un po' di più per accertamenti -oltre al fatto che si saranno chiesti cosa ci faccia un albanese in Ungheria e UA-, ho avuto pure tempo di pisciare), poi passo un ponte e arrivo al check point ucraino... Il resto ve lo racconto nella prossima parte!

sabato 27 luglio 2013

Italia-Україна. Viaggio ai confini dell'impensabile (per le menti poco fantasiose) - Parte 1°

Tra la fine di giugno ed i primi di luglio ho svolto un viaggio avventuroso verso l'Ucraina. Ci sono andato con pochi soldi, senza aerei o i famosi pulmini ucraini. Ma in autostop. Da solo. L'intenzione è quella, poi i piani sono andati un attimo diversamente... Ma passerò comunque la Slovenia e l'Ungheria. Prima di partire mi sono portato un quadernetto su cui scrivere un 'diario' e appuntare varie cose, così da scrivere di questo mio viaggio dopo. È stato un viaggio importante per me, che m'ha messo alla prova (ha messo alla prova la mia capacità di inveire contro La divinità cristiana in mezzo alle campagne ungheresi). Magari non fregherà nulla a nessuno, ma se volete farvi i cazzi miei, continuate a leggere. Tra l'altro in molti mi han chiesto come è andato il viaggio e come l'ho vissuto, anziché chiedermelo ora potete leggerlo, ecco.
Perché l'Ucraina? In molti me lo han chiesto, e magari anche voi che leggete ve lo starete chiedendo (o forse no, ma state continuando a leggere perché vi annoiate - che è il motivo per cui si capita nel mio blog). I motivi sono tanti. In risposta alla domanda "perché proprio in Ucraina?" io pongo "perché no?". Comunque le motivazioni sono semplici: volevo cimentarmi nel parlare russo (quasi tutti gli ucraini parlano russo, alcuni solo questo, senza conoscere l'ucraino), lingua che sto studiando e poi il cirillico è bellissimo; visitare un paese post-sovietico ed inoltre trovo meraviglioso viaggiare e visitare altri luoghi (soprattutto se poi molti ne parlano bene, infatti esiste sul web un sito e forum italiano "ucrainaviaggi.it", prova scritta che quel paese ha qualcosa di speciale).

Week-end: l'autostop è difficilissimo in Italia, specie se di sabato pomeriggio, di fatti ho scelto il giorno sbagliato per partire: se dovete viaggiare in autostop, cercate di NON viaggiare nel weekend perché troverete per la maggior parte famiglie che partono in vacanza (non si fermeranno al 99,9%) ed inoltre la domenica i tir non possono viaggiare per legge. In qualche modo arrivo in un autogrill dell'Alta Brianza. Tra i tanti personaggi che incontro, spicca il genio che non prende autostoppisti "per presa politica". Ma bravo.
È domenica: dei giovanotti mi portano a Bergamo, dove prendo un treno e prendendone altri ancora (ovviamente tutti Regionali e senza fare il biglietto) tento di dirigermi a Gorizia, riuscendoci.
La domenica colpisce ancora. Dalla stazione di Gorizia non viene effettuato il servizio bus per Nova Gorica e con il pollice sinistro in alto mi ci dirigo, purtroppo a piedi per circa 3,5 km, dato che anche lì è fallito l'autostop. Dopo aver superato il confine (mi sono emozionato tantissimo, giuro!) continuo per quasi 3 km fino all'autostrada per Ljubljana. Dopo circa 2 ore (forse di più*) vengo finalmente caricato da una coppia che mi porta ad una stazione di servizio, e dopo da una coppia di giovan* russ* (Zhenya/Женя e Andrej/Андрей) che mi portano in centro a Ljubljana. Erano le 20.00 e non posso che passare la notte in questa splendida città: architettura, turisti, un chitarrista solista che suona per un bar gestito da un albanese ed uno sloveno (pare), un concerto a cappella in diretta TV, turisti italiani, cani enormi, kebabbari kosovari e un quartetto di musica tradizionale bulgaro. Faccio amicizia col percussionista della banda e con quello-che-suona-la-fisarmonica che mi regalano pure un dessert... grandiosi :)
Poi finisci a parlare con un kosovaro manager, cristiano, repubblicano e capitalista di New York, in albanese e poi in inglese. Purtroppo dopo le chiacchiere di conoscenza si è parlato di economia/politica/filosofia. Dico purtroppo perché... non ho bisogno di spiegare, gli aggettivi sopracitati parlano da sé. By the way, il centro di Ljubljana è stupendo, peccato non essere rimasto a girare fuori da esso... Ci ritornerò.




Gli orologi indicano la mezzanotte e mi addormento per 3 ore su una zolla di terra col mio sacco a pelo. Alle 5 e qualcosa di mattina mi dirigo verso l'autostrada dove tento l'autostop. Fallisco di nuovo, a causa del tempo che si fa brutto e torno alla stazione dei treni: da qui riesco a comprare con un biglietto da 13,94€ per Hodoš, 6 ore di viaggio compreso il tempo di attesa per il cambio treno (e dovevo cambiare 4 treni). Parto alle 9:50, treno per Zidani Most, cambio e treno per Pragersko, dove alle 12:08 scendo e cerco un minimarket o qualcosa del genere. Pragersko è un villaggio, inutilmente giro attorno alla stazione prima di trovare un minimarket (della catena Mercator): immaginatevi una povera commessa/cassiera slovena che alle 12:20 si trova un giovane con borse e zaino e che non parla sloveno? Fantastico, insoliti turisti. Compro un succo 100% arancia, banane e mele, del pane ed un barattolo di peperoni in salsa (ho trovato la lista degli ingredienti in inglese ahah). Un'altro treno mi aspetta. Su quest'ultimo incontro una donna di origini croate che mi tiene un po' di compagnia nonostante le barriere linguistiche (oltre ai gesti, ho usato il russo, che ha alcune parole in comune con lo sloveno). Persona meravigliosa, m'è bastato un solo suo gesto significativo per capirlo.
Imprevisto, col treno però bisogna tutti scendere ad Ormož e prendere un bus per Ljutomer. Poi ancora il treno per Murska Sobota, da lì l'ultimo treno sloveno per Hodoš. In definitiva ho preso 5 treni + 1 bus (ahahahah).

Ad Hodoš fa freddo, cristo! Non ho uan felpa con me, solo una camicia e rimango nella stazione ad aspettare il treno per l'Ungheria. Dopo circa 40 minuti parte il treno per l'Ungheria.
Dopo un po' passa il controllore che mi da un bellissimo benvenuto in Ungheria chiedendomi i soldi per il viaggio, anche se non sapevo dove stavo andando. Il controllore mi propone di scendere a Zalaegerszeg. Ma sì, accettiamo. Pago in euro e ricevo il resto in Forint, moneta ungherese. Scendo dal treno... Buon giorno Ungheria (azz).
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Altre foto le trovate QUI. È il primo set di foto fatte tra Italia, Slovenia e Ucraina (Ungheria esclusa, avevo la macchinetta scarica...).

martedì 28 maggio 2013

Pene per "estremismo" rafforzate in Russia

fonte: anarcho-news.com / vk.com / grani.ru/
tradotto da  Crossover

Pene per "estremismo" rafforzate in Russia

La commissione governativa sulle attività legislative approva modifiche che comportano aumento delle pene ai sensi del codice penale per attività estremiste, secondo il sito ufficiale del Consiglio dei Ministri. Sviluppato dal Ministero della Giustizia a nome del presidente dopo l'esame da parte del governo sarà sottoposto alla Duma.

"Il disegno di legge è stato redatto al fine di neutralizzare le minacce per le implicazioni di sicurezza nazionale delle attività distruttive delle organizzazioni religiose in Russia," - hanno dichiarato. Aumento delle pene ai sensi del codice penale 280 (istigazione ad attività estremiste), 282 (incitamento all'odio od ostilità), 282,1 (organizzazione di una comunità estremista) e 282.2 (organizzazione di un'organizzazione estremista).

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Commento: 
La modifica delle attuali leggi è iniziata nel 2012 dopo gli episodi scaturiti dalla manifestazioni del gruppo Pussy Riot. Con la scusa dell'odio religioso si stanno rinforzando le (già molto aspre) pene antiterroristiche. 
Tutto ciò sarà un enorme peso per i movimenti anticapitalisti, antifascisti e antiautoritari*[1] presenti in Russia, ma anche per i movimenti patriottici e quelli nazionalisti*[2] che si dichiarano contrari alle politiche governativi attuali.

*[1] Ricordiamo il caso di Piazza Bolotnaya dove attivisti e semplici manifestanti non appartenenti ad organizzazioni politiche (si presume) furono arrestati durante i disordini del 6 Maggio 2012.

*[2] Un esempio è quello del Partito Nazional-Bolscevico oppure del partito "L'Altra Russia" (di cui Sergej Porokhovoj -rigiugiatosi in Finlandia- vene imputato insieme a 12 attivisti nel 2010).

mercoledì 8 maggio 2013

Il caso di piazza Bolotnaya


Fonti:  avtonom.org/
Traduzione:  Crossover

Il 6 maggio 2012 precedette il giorno dell'inaugurazione di Putin, e una manifestazione di massa era stato chiamato dall'opposizione.  L'inverno e la primavera del 2011-2012 ha visto la più grande ondata di manifestazioni politiche in Russia dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica,  decine di migliaia di persone sono scese per le strade per protestare contro la frode elettorale.
La manifestazione, con il nome di "Marcia dei Milioni", marciava per la strada Yakimanka fino alla Piazza Bolotnaya, punto della destinazione della protesta e luogo di scontri massicci con la polizia. Secondo l'opposizione più di 600 persone sono state arrestate, e per ora 28 persone sono state accusate, che sono stati rimandati, stato messo agli arresti domiciliari o sono stati costretti ad emigrare.
Il Comitato Investigativo della Federazione Russa fece partire il caso di Piazza Bolotnaya, le accuse sono una presunta rivolta di massa (articolo 212 del codice penale russo) e presunta violenza contro gli agenti di polizia (articolo 318 del codice penale russo). Molte di queste persone rischiano fino ad 8 anni di carcere.


Lista degli arrestati.

Vladimir Akimenkov
Nato nel 1987. Attivista di “Left Front”. Akimenkov soffre di gravi malattie  oculari congenite come la miopia grave, atrofia parziale del nervo dell'occhio e coloboma dell'iride. In carcere la sua vista sta drasticamente diminuendo.

Aleksy Gaskarov
Nato il 18 Giugno 1985. Attivista politico antifascista ed ecologista. Arrestato il 28 Aprile.



Oleg Arhipenkov
Nato nel 1985. Commerciante in un'agenzia di viaggi. Rilasciato il 9 Agosto con il divieto di lasciare la sua città.

Andrej Barabanov
Nato nel 1990. Artista. 

Maria Baronova
Nata nel 1984. Attivista del “Partito del 5 Dicembre”. Rilasciata con il divieto di lasciare la sua città.

Fyodor Bakhov
Nato nel 1981. Scienziato chimico. Arrestato il 10 Giugno. Rilasciato il 6 Novembre con il divieto di lasciare la sua città.

Yaroslav Belousov
Nato nel 1991. Studente dell'Università Statale di Mosca, sposato, ha anche un figlio piccolo. Arrestato il 9 Giugno.

Ilya Guschin
Nato nel 1988. Attivista politico. Arrestato il 6 Febbraio. 

Alexandra Dukhanina
Nata nel 1993. Studentessa dell'Università Statale di Mosca e attivista anarchica. Detenuta il 27 Maggio e poi tenuta ai domiciliari. 

Stepan Zimin
Nato il 1992. Studente dell'Università Russa Umanitaria Statale, attivista anarchico. Arrestato l'8 Giugno. 

Nikolaj Kavkazsky
Nato il 1986. Avvocato, attivista dei diritti umani e membro dell'opposizione. Arrestato il 25 Luglio. 
Nikolay Kavkazsky soffre di tantissime malattie come mal di testa, scoliosi, difficoltà respiratorie, malattie del cuore, gastrite, allergia, dermatite. 
In prigione, Nikolay Kavkazsky ha scritto l'articolo “What can we do about the prisons?”

Alexandr Kamensky
Nato il 1977. Attivista di “L'Altra Russia”. Detenuto in piazza Teatralnaya il 6 Maggio e arrestato il 10 Giugno.

Mikhail Kosenko
Nato il 1975. Ha riscontrato una disabilità di 2° grado a causa di una malattia psichiatrica causata da un infortunio subito nell'esercito. Più di 10 anni fa Mikhail Kosenko fu riconosciuto come disabile. Famiglia e amici lo vedono come una persona adeguata che non costituisce alcun pericolo per la società. 

Leonid Kovyazin
Nato il 1986. Attore e giornalista. Unico accusato che vive fuori Mosca (Kirov). Arrestato a Kirov il 5 Settembre e trasferito a Mosca. 

Sergej Krivov
Nato il 1961, Sposato, ha due figli minori e la madre disabile a carico. Attivista civico, membro del RPR-Parnas. 
Arrestato il 18 Ottobre. Prima di ciò si è sempre pronunciato in solidarietà ai precedenti prigionieri della causa del 6 Maggio.

Konstantin Lebedev
Nato il 25 Giugno 1979, Attivo nel Movimento Socialista Russo. È stato chiamato per un'interrogazione il 5 Ottobre 2012 dopo la proiezione del film «The Anatomy of the Protests» e quindi arrestato il 17 Ottobre. 

Maxim Luzyanin
Nato il 1976. Uomo d'affari. Arrestato il 28 Maggio.

Denis Lutskevich
Nato il 1992. A student and a ex soldato di fanteria di marina. Arrestato il 9 Giugno. 

Alexander Margolin
Nato il 1971. Laureato all'Università Statale di Arti Stampate di Mosca dove ha lavorato come vice direttore del Mediacentre-ART Publishers. Sposato, con due figlie. Arrestato il 21 Febbraio. 

Alexey Polikhovich
Nato il 1990. Studente Università Statale Russa Sociale di Mosca e dipendente di una compagnia di assicurazioni, è stato anche in marina, attivista anarchico. Arrestato il 26 Luglio. 

Leonid Razvozzhaev
Nato il 1973, uomo d'affari, presidente dell'Unione dei Lavoratori Commercianti. Sposato e con due figli di 8 e 16 anni, con a carico la sua madre che vive in Siberia. Attivista politico dal 1998, membro del ‘Left Front’ e assistente del presidente Ilya Ponomarev della Duma di Stato (Congresso). Il 21 Ottobre è stato eletto alla Coordinazione del Comitato dell'Opposizione. Scappò per richiedere asilo politico all'ufficio della Commissione per i Diritti Umani dell'UN a Kiev ma il 19 Ott.  rapito vicino all'ufficio dell'UNHCR e transportato in Russia. È stato torturato per due giorni.

Artem Savelov
Nato il 1979. Il 6 Maggio, andò alla manifestazione per la prima volta e si trovò al primo cordone. L'avvocato Farid Murtazin afferma che Savelov soffre di problemi di cuore ed ha bisogno di consultazione medica che è impossibile la detenzione nelle condizione della prigione. 

Rikhard Sobolev
Nato il 1990. Elettricista. Rilasciato il 9 Agosto con il divieto di lasciare la sua città.

Anastasia Rybachenko
Nata il 1991, attivista del movimento “Solidarietà”. In estate è andata in Estonia dove da allora vive. Dall'11 Settembre è ricercata dalle autorità federali. 



Complessivamente, nel corso delle indagini degli eventi in piazza Bolotnaya il 6 maggio 12 persone sono state arrestate (tutti maschi), 3 sono stati posti sotto l'obbligo di firma, uno è stato posto agli arresti domiciliari ed una è ricercata.

Più di 1300 (milletrecento) persone sono state interrogate come testimoni, la stragrande maggioranza di loro sono agenti di polizia. Oltre 50 sono le vittime, il caso è esclusivamente penale. Le autorità hanno cercato nelle case dei capi dell'opposizione Alexey Navalny, Sergey Udaltsov, Kseniya Sobchak, Boris Nemtsov, Ilya Yashin and Pyotr Verzilov.

Più di 200 investigatori stanno lavorando sul caso. In accordo col “New Newspaper”, molti di loro chiamano il caso come  “politico” nelle discussioni private.
Per aiutare gli arrestati, è stata creata un'organizzazione chiamata Comitato del 6 Maggio.

(NdT : non ho voluto tradurre le particolarità dei singoli casi, in quanto, in breve, molte delle condanne sono fondate su prove insufficienti ed inesistenti, e si augura la libertà dalle prigioni a tutt*, che siano compagn* o cittadini non schierati a idee politiche radicali)

Foto della manifestazione del 6/5/2012



Foto del 1° Maggio a Mosca


Qui i contatti della Croce Nera Anarchica russa-moscovita

Twitter:
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avtonom.org/Prisoners_in_former_Soviet_Union Lista dei prigionieri nei paesi dell'ex Unione Sovietica.




venerdì 3 maggio 2013

Ucraina, anarchico seriamente ferito in un attacco nazi

tradotto da: informa-azione.info
fonte: http://325.nostate.net/?p=7660


Ukraina, anarchico seriamente ferito in un attacco nazi


Nella sera del 14 aprile, l'attivista sociale V.N. è stato gravemente ferito a Kiev. E' stato aggredito da 5 nazi nell'area della stazione metro Dorozhichi. I giovani patrioti hanno usato i coltelli e hanno reciso tre arterie nelle gambe dell'attivista. V.N. ha anche perso dei denti e soffre di una commozione cerebrale.

Gli assalitori non intendevano uccidere, ma hanno cercato quantomeno di menomare permanentemente un attivista che prende parte attiva ad azioni contro il governo, contro il capitalismo e per i diritti animali. V.N. ha perso molto sangue, ma visto che è stato operato in tempo, la sua vita non è più in pericolo.

Al momento c'è bisogno di fondi per coprire le sue spese mediche.

Paypal di ABC-Mosca per donazioni: abc-msk@riseup.net

Per favore scrivete via e-mail quanto avete donato, poiché lo stesso account è usato per varie campagne.

Oltre a paypal, è possibile fare un versamento bancario o Western Union.

Per dettagli, scrivete a: abc-msk@riseup.net

domenica 28 aprile 2013

Anarcho-Punk Compilation - Vol 2: Anti-Capitalism



N° - Artist - Title 

01 Conflict - Mighty And Superior 
02 Living Legends - Island Wars 
03 Crass - What Do You Want? 
04 Atomic Filth - Atomic Filth 
05 Anarka And Poppy - If It Dies We Die 
06 D&V - Wake Up 
07 Cold War - The Machinist 
08 Legion Of Parasites - Massacre 
09 Epileptics - What Have You Got To Smile About? 
10 Rudimentary Peni - Teenage Time Killer 
11 Tears Of Destruction - Death Of A Nation 
12 Danbert Nobacon - A Million Wat Tylers 
13 Kulturkampf - We Need No More 
14 Dominant Patri - Death Of Thomas 
15 Cravats - Xmp 
16 Slaughter Of The Innocent - A New Dark Age 
17 Freeborn - I Want My Life To Begin 
18 Culture Shock - Ten Per Cent Off 
19 Anathema - Your Ulster 
20 Committee - Ring The Bell 21 Nic Toczek - Road Crash 
22 Hex - Decide 
23 Antisect - Heresy 

Download!

Diffondi la Musica 
Diffondi l'Anarchia 

Spread Music 
Spread Anarchy

lunedì 15 aprile 2013

L'Ucraina inizia l'esplorazione e lo sviluppo di shale gas

Fonte: Anarcho-News - Eco Line
Tradotto da Crossover

Rivoluzione da argilla. Che cosa comporta? L'indipendenza energetica dei singoli paesi? O problemi ambientali? Per quanto riguarda le controversie politiche e ambientali sul gas da argille (o shale gas ), gli attivisti organizzano proteste. L'Ucraina inizia l'esplorazione di giacimenti di petrolio e sviluppi di estrazione. Gli imprenditori prevedono di investire centinaia di milioni di dollari.

Il processo tecnologico di esplorazione e produzione di shale gas è il seguente. Prima di tutto bisogna effettuare una perforazione verticale per raggiungere lo strato di rocce quindi posizionare il tubo in cemento. Viene poi provocata una fratturazione idraulica (fracking ), in cui viene pressato un fluido (soluzione di acqua, sabbia e prodotti chimici) per creare e poi propagare una frattura in uno strato roccioso. Successivamente il gas viene espulso dalla roccia.

Questa è una cosa simile a micro-terremoti. Un fatto importante è che l'area in cui si stanno per eseguire i lavori, era sismicamente stabile, dicono gli esperti.

Ma la maggior parte di tutti gli ambientalisti sono preoccupati - che le sostanze chimiche possono penetrare nel terreno a causa di tubi di povera tenuta o addirittura difettosi.

 Sergej Denisenko, presidente del "Movimento ecologico di Donetsk":
Ogni pozzo consuma enormi quantità di acqua, fino a 10 mila metri cubi. Pertanto, la rimozione di questa quantità di acqua porterà a enormi deficit in quella zona. Ciò che è più costoso, è il deterioramento della qualità dell'acqua. E per creare un fluido viene iniettato in acqua un numero molto elevato di sostanze chimiche di ogni genere.
In Polonia tali attività sono regolate da un quadro normativo già adottato e monitorato da una dozzina di ispezioni. In Ucraina, tutto questo non esiste.

 

Altri articoli:
Scassare la Terra per estrarre gas. Fracking in Bulgaria, la gente protesta in piazza
La protesta fa effetto. La Bulgaria ritira il permesso alla Chevron per il fracking

venerdì 29 marzo 2013

No Walls! Compilation Against The Wall


No Walls! is a benefit project to support Anarchists Against the Wall (AATW): direct action group that was established in 2003 in response to the construction of the wall Israel is building on Palestinian land in the Occupied West Bank. The group works in cooperation with Palestinians in a joint popular struggle against the occupation. 
We are searching for bands of every music genre that support the resistance of palestinian and israeli civilans to the apartheid.

Please, download the digital album "Compilation Against The Wall" by donating what do you want. Click "Buy Now" and name your price. 
The file contains an AAtW zine in english about all the org and teh situation in Palestin. 

Money will be donated to www.awalls.org 
Direct infos: geeno-bruce@live.it 

Thank you very much for this. 

Org site: awalls.org - info@awalls.org 
Activist YouTube channel: www.youtube.com/user/yisraelpnm 
Activist YouTube channel: www.youtube.com/user/davidreeb 
Facebook page: www.facebook.com/pages/Anarchists-Against-The-Wall/184879698210917?fref=ts

facebook.com/pages/Anarchists-Against-The-Wall


bruce-crossover.blogspot.it/anarchists-against-wall

No Walls! è un progetto benefico a supporto di Anarchists Against the Wall (AATW): gruppo di azione diretta nato nel 2003 in risposta alla costruzione di un muro costruito da Israele su territori Palestinesi nella Cisgiordania (Occupied West Bank). Il gruppo lavora in cooperazione con Palestinesi in una lotta popolare unita contro l'occupazione.
Stiamo cercando bands di ogni genere musicale che supportano la resistenza dei civili palestinesi e israeliani all'apartheid.


Vi preghiamo di scaricare l'album "Compilation Against The Wall" e di donare quello che volete. Fare clic su "Acquista ora" e decidete voi il prezzo.
Il file contiene una zine "Anarchici Contro il Muro" in inglese su tutta la situazione in Palestina.

Il denaro sarà devoluto a www.awalls.org
Informazioni dirette: geeno-bruce@live.it

Vi ringrazio pe ril supporto.

Sito: awalls.org - info@awalls.org
Attivista canale YouTube: www.youtube.com/user/yisraelpnm
Attivista canale YouTube: www.youtube.com/user/davidreeb
Facebook Page: :www.facebook.com/pages/Anarchists-Against-The-Wall







venerdì 22 marzo 2013

L'arte dei rumori - Luigi Russolo


1 Marzo 1913.

Caro Balilla Pratella, grande musicista futurista,

A Roma, nel Teatro Costanzi affollatissimo, mentre coi miei amici futuristi Marinetti, Boccioni, Carrà, Balla, Soffici, Papini, Cavacchioli, ascoltavo 
l’esecuzioneorchestrale della tua travolgente MUSICA FUTURISTA, mi apparve alla mente una nuova arte che tu solo puoi creare: l’Arte dei Rumori, logica conseguenza delle tue meravigliose innovazioni.
La vita antica fu tutta silenzio. Nel diciannovesimo secolo, coll’invenzione delle macchine, nacque il Rumore. Oggi, il Rumore trionfa e domina sovrano sulla sensibilità degli uomini. Per molti secoli la vita si svolse in silenzio, o, per lo più, in sordina. I rumori più forti che interrompevano questo silenzio non erano nè intensi, nè prolungati, nè variati. Poichè se trascuriamo gli eccezionali movimenti tellurici, gli uragani, le tempeste, le valanghe e le cascate, la natura è silenziosa.
In questa scarsità di rumori , i primi suoni  che l’uomo poté trarre da una canna forata o da una corda tesa, stupirono come cose nuove e mirabili. Il suono  fu dai popoli primitivi attribuito agli dèi, considerato come sacro e riservato ai sacerdoti, che se ne servirono per arricchire di mistero i loro riti. Nacque così la concezione del suono come cosa a sé, diversa e indipendente dalla vita, e ne risultò la musica, mondo fantastico sovrapposto al reale, mondo inviolabile e sacro. Si comprende facilmente come una simile concezione della musica dovesse necessariamente rallentarne il progresso, a paragone delle altre arti. I Greci stessi, con la loro teoria musicale matematicamente sistemata da Pitagora, e in base alla quale era ammesso soltanto l’uso di pochi intervalli consonanti, hanno molto limitato il campo della musica, rendendo così impossibile l’armonia, che ignoravano.
Il Medio Evo, con gli sviluppi e le modificazioni del sistema greco del tetracordo, col canto gregoriano e coi canti popolari, arricchì l’arte musicale, ma continuò a considerare il suono nel suo svolgersi nel tempo , concezione ristretta che durò per parecchi secoli e che ritroviamo ancora nelle più complicate polifonie dei contrappuntisti fiamminghi. Non esisteva l’accordo ; lo sviluppo delle parti diverse non era subordinato all’accordo che queste parti potevano produrre nel loro insieme; la concezione infine, di queste parti era orizzontale, non verticale. Il desiderio, la ricerca e il gusto per l’unione simultanea dei diversi suoni, cioè per l’accordo  (suono complesso) si manifestarono gradatamente, passando dall’accordo perfetto assonante e con poche dissonanze di passaggio, alle complicate, e persistenti dissonanze che caratterizzano la musica contemporanea.
L’arte musicale ricercò ed ottenne dapprima la purezza la limpidezza e la dolcezza del suono, indi amalgamò suoni diversi, preoccupandosi però di accarezzare l’orecchio con soavi armonie. Oggi l’arte musicale, complicandosi sempre più, ricerca gli amalgami di suoni più dissonanti, più strani e più aspri per l’orecchio. Ci avviciniamo così sempre più al suono-rumore .
QUESTA EVOLUZIONE DELLA MUSICA È PARALLELA AL MOLTIPLICARSI DELLE MACCHINE, che collaborano dovunque coll’uomo. Non soltanto nelle atmosfere fragorose delle grandi città, ma anche nelle campagne, che furono fino a ieri normalmente 
silenziose, la macchina ha creato oggi tanta varietà e concorrenza di rumori, che il suono puro, nella sua esiguità e monotonia, non suscita più emozione.
Per eccitare ed esaltare la nostra sensibilità, la musica andò sviluppandosi verso la più complessa polifonia e verso la maggior varietà di timbri o coloriti strumentali, ricercando le più complicate successioni di accordi dissonanti e preparando vagamente la creazione del RUMORE MUSICALE. Questa evoluzione verso il «suono-rumore» non era possibile prima d’ora. L’orecchio di un uomo del settecento non avrebbe potuto sopportare l’intensità disarmonica di certi accordi prodotti dalle nostre orchestre (triplicate nel numero degli esecutori rispetto a quelle di allora). Il nostro orecchio invece se ne compiace, poichè fu già educato dalla vita moderna, così prodiga di rumori svariati. Il nostro orecchio però non se ne accontenta, e reclama più ampie emozioni acustiche.
D’altra parte, il suono musicale è troppo limitato nella varietà qualitativa dei timbri. Le più complicate orchestre si riducono a quattro o cinque classi di strumenti, differenti nel timbro del suono: strumenti ad arco, a pizzico, a fiato in metallo, a fiato in legno, a percussione. Cosicchè la musica moderna si dibatte in questo piccolo cerchio, sforzandosi vanamente di creare nuove varietà di timbri.
BISOGNA ROMPERE QUESTO CERCHIO RISTRETTO DI SUONI PURI E CONQUISTARE LA VARIETÀ INFINITA DEI «SUONI-RUMORI».

Ognuno riconoscerà d’altronde che ogni suono porta con sè un viluppo di sensazioni già note e sciupate, che predispongono l’ascoltatore alla noia, malgrado gli sforzi di tutti i musicisti novatori. Noi futuristi abbiamo tutti profondamente amato e gustato le armonie dei grandi maestri. Beethoven e Wagner ci hanno squassato i nervi e il cuore per molti anni. Ora ne siamo sazi e GODIAMO MOLTO PIÙ NEL COMBINARE IDEALMENTE DEI RUMORI DI TRAM DI MOTORI A SCOPPIO, DI CARROZZE E DI FOLLE VOCIANTI, CHE NEL RIUDIRE, PER ESEMPIO, L’«EROICA» O LA «PASTORALE».
Non possiamo vedere quell’enorme apparato di forze che rappresenta un’orchestra moderna senza provare la più profonda delusione davanti ai suoi meschini risultati acustici. Conoscete voi spettacolo più ridicolo di venti uomini che s’accaniscono a 
raddoppiareil miagolìo di un violino? Tutto ciò farà naturalmente strillare i musicomani e risveglierà forse l’atmosfera assonnata delle sale di concerti. Entriamo insieme, da futuristi, in uno di questi ospedali di suoni anemici. Ecco: la prima battuta vi reca subito all’orecchio la noia del già udito e vi fa pregustare la noia della battuta che seguirà. Centelliniamo così, di battuta in battuta, due o tre qualità di noie schiette aspettando sempre la sensazione 
straordinariache non viene mai. Intanto si opera una miscela ripugnante formata dalla monotonia delle sensazioni e dalla cretinesca commozione religiosa degli ascoltatori buddisticamente ebbri di ripetere per la millesima volta la loro estasi più o meno snobistica ed imparata. Via! Usciamo, poichè non potremmo a lungo frenare in noi il desiderio di creare finalmente una nuova realtà musicale, con un’ampia distribuzione di ceffoni sonori, saltando a piè pari violini, pianoforti, contrabbassi ed organi gemebondi. Usciamo!

Non si potrà obiettare che il rumore sia soltanto forte e sgradevole all’orecchio. Mi sembra inutile enumerare tutti i rumori tenui e delicati, che danno sensazioni acustiche piacevoli.
Per convincersi poi della varietà sorprendente dei rumori, basta pensare al rombo del tuono, ai sibili del vento, allo scrosciare di una cascata, al gorgogliare d’un ruscello, ai fruscii delle foglie, al trotto d’un cavallo che s’allontana, ai sussulti traballanti di un carro sul selciato e alla respirazione ampia, solenne e bianca di una città notturna, a tutti i rumori che fanno le belve e gli animali domestici e a tutti quelli che può fare la bocca dell’uomo senza parlare o cantare.
Attraversiamo una grande capitale moderna, con le orecchie più attente che gli occhi, e godremo nel distinguere i risucchi d’acqua, d’aria o di gas nei tubi metallici, il borbottìo dei motori che fiatano e pulsano con una indiscutibile animalità, il palpitare delle valvole, l’andirivieni degli stantuffi, gli stridori delle seghe meccaniche, i balzi dei tram sulle rotaie, lo schioccar delle fruste, il garrire delle tende e delle bandiere. Ci divertiremo ad orchestrare idealmente insieme il fragore delle saracinesche dei negozi, le porte sbatacchianti, il brusìo e lo scalpiccìo delle folle, i diversi frastuoni delle stazioni delle ferriere, delle filande, delle tipografie, delle centrali elettriche e delle ferrovie sotterranee.
Nè bisogna dimenticare i rumori nuovissimi della guerra moderna. Recentemente il poeta Marinetti, in una sua lettera dalle trincee bulgare di Adrianopoli, mi descriveva con mirabili parole in libertà l’orchestra di una grande battaglia:
«ogni 5 secondi cannoni da assedio sventrare spazio con un accordo TAM-TUUUMB ammutinamento di 500 echi per azzannarlo sminuzzarlo sparpagliarlo all’infinito Nel centro di quei TAM-TUUUMBspiaccicati ampiezza 50 chilometri quadrati balzare scoppi tagli pugni batterie a tiro rapido Violenza ferocia regolarità questo basso grave scandere gli strani folli agitatissimi acuti della battaglia Furia affanno orecchie occhi narici aperti! attenti! forza! che gioia vedere udire fiutare tutto tutto taratatatata delle mitragliatrici strillare a perdifiato sotto morsi schiaffi traak-traak frustate pic-pac-pum-tumb bizzarrie salti altezza 200 metri della fucileria Giù giù in fondo all’orchestra stagni diguazzare buoi buffali pungoli carri pluff plaff impennarsi di cavalli flic flac zing zing sciaaack ilari nitriti iiiiiiii.... scalpiccii tintinnii 3 battaglioni bulgari in marcia croooc-craaac (lento due tempi) Sciumi Maritza o Karvavena croooc-craaac grida degli ufficiali sbatacchiare come piatti d’ottone pan di qua paack di là cing BUUUM cing ciak (presto) ciaciacia ciaciaak su giù là là intorno in alto attenzione sulla testa ciaack bello! Vampe vampe vampe vampe vampe                   vampe ribalta dei forti laggiù dietro quel fumo Sciukri Pascià comunica telefonicamente con 27 forti in turco in tedesco allò! Ibraim! Rudolf! allò! allò! attori ruoli echi suggeritori scenari di fumo foreste applausi odore di fieno fango sterco non sento più i miei piedi gelati odore di salnitro odore di marcio Timpani flauti clarini dovunque basso alto uccelli cinguettare beatitudine ombrie cip-cip-cip brezza verde mandre don-dan-don-din bèèèè Orchestra                   i pazzi bastonano i professori d’orchestra questi bastonatissimi suonare suonare Grandi fragori non cancellare precisare ritagliandoli rumori più piccoli minutissimi rottami di echi nel teatro ampiezza 300 chilometri quadrati Fiumi Maritza Tungia sdraiati Monti Ròdopi ritti alture palchi loggione 2000 shrapnels sbracciarsi esplodere fazzoletti bianchissimi pieni d’oro TUM-TUMB2000 granate protese strappare con schianti capigliature nerissime ZANG-TUMB-TUMB-ZANG-TUMB-TUUUMB l’orchestra dei rumori di guerra gonfiarsi sotto una nota di silenzio tenuta nell’alto cielo pallone sferico dorato che sorveglia i tiri».
NOI VOGLIAMO INTONARE E REGOLARE ARMONICAMENTE E RITMICAMENTE QUESTI SVARIATISSIMI RUMORI. Intonare i rumori non vuol dire togliere ad essi tutti i movimenti e le vibrazioni irregolari di tempo e d’intensità, ma bensì dare un grado o tono alla più forte e predominante di queste vibrazioni. Il rumore infatti si differenzia dal suono solo in quanto le vibrazioni che lo producono sono confuse ed irregolari, sia nel tempo che nella intensità. OGNI RUMORE HA UN TONO, TALORA ANCHE UN ACCORDO CHE PREDOMINA NELL’INSIEME DELLE SUE VIBRAZIONI IRREGOLARI. Ora, da questo caratteristico tono predominante deriva la possibilità pratica di intonarlo, di dare cioè ad un dato rumore non un solo tono ma una certa varietà di toni, senza perdere la sua caratteristica, voglio dire il timbro che lo distingue. Così alcuni rumori ottenuti con un movimento rotativo possono offrire un’intera scala cromatica ascendente o discendente, se si aumenta o diminuisce la velocità del movimento.
Ogni manifestazione della nostra vita è accompagnata dal rumore. Il rumore è quindi famigliare al nostro orecchio, ed ha il potere di richiamarci immediatamente alla vita stessa. Mentre il suono, estraneo alla vita, sempre musicale, cosa a sè, elemento occasionale non necessario, è divenuto ormai per il nostro orecchio quello che all’occhio è un viso troppo noto, il rumore invece, giungendoci confuso e irregolare dalla confusione irregolare della vita, non si rivela mai interamente a noi e ci serba innumerevoli sorprese. Siamo certi dunque che scegliendo, coordinando e dominando tutti i rumori, noi arricchiremo gli uomini di una nuova voluttà insospettata. Benchè la caratteristica del rumore sia di richiamarci brutalmente alla vita, L’ARTE DEI RUMORI NON DEVE LIMITARSI AD UNA RIPRODUZIONE IMITATIVA. Essa attingerà la sua maggiore facoltà di emozione nel godimento acustico in sè stesso, che l’ispirazione dell’artista saprà trarre dai rumori combinati.
Ecco le 6 famiglie di rumori dell’orchestra futurista che attueremo presto, meccanicamente:
123456
Rombi
Tuoni
Scoppii
Scrosci
Tonfi
Boati
Fischi
Sibili
Sbuffi
Bisbigli
Mormorii
Borbottii
Brusii
Gorgoglii
Stridori
Scricchiolii
Fruscii
Ronzii
Crepitii
Stropiccii
Rumori ottenuti a percussione sui metalli, legni, pelli, pietre, terrecotte, ecc.Voci di animali e di uomini: Gridi, Strilli, Gemiti, Urla, Ululati, Risate, Rantoli, Singhiozzi.
In questo elenco abbiamo racchiuso i più caratteristici fra i rumori fondamentali; gli altri non sono che le associazioni e le combinazioni di questi. I MOVIMENTI RITMICI DI UN RUMORE SONO INFINITI. ESISTE SEMPRE COME PER IL TONO, UN RITMO PREDOMINANTE, ma attorno a questo altri numerosi ritmi secondari sono pure sensibili.

CONCLUSIONI:

1. — I musicisti futuristi devono allargare ed arricchire sempre più il campo dei suoni. Ciò risponde a un bisogno della nostra sensibilità. Notiamo infatti nei compositori geniali d’oggi una tendenza verso le più complicate dissonanze. Essi, allontanandosi sempre più dal suono puro, giungono quasi al suono-rumore. Questo bisogno e questa tendenza non potranno essere soddisfatti che coll’aggiunta e la sostituzione dei rumori ai suoni.
2. — I musicisti futuristi devono sostituire alla limitata varietà dei timbri degl’istrumenti che l’orchestra possiede oggi, l’infinita varietà di timbri dei rumori, riprodotti con appositi meccanismi.
3. — Bisogna che la sensibilità del musicista, liberandosi dal ritmo facile e tradizionale, trovi nei rumori il modo di ampliarsi e rinnovarsi, dato che ogni  rumore offre l’unione dei ritmi più diversi, oltre a quello predominante.
4. — Ogni rumore avendo nelle sue vibrazioni irregolari UN TONO GENERALE PREDOMINANTE, si otterrà facilmente nella costruzione degli strumenti che lo imitano una varietà sufficientemente estesa di toni, semitoni e quarti di toni. Questa varietà di toni non toglierà a ogni singolo rumore le caratteristiche del suo timbro, ma ne amplierà solo la tessitura o estensione.
5. — Le difficoltà pratiche per la costruzione di questi strumenti non sono gravi. Trovato il principio meccanico che dà un rumore, si potrà mutarne il tono regolandosi sulle stesse leggi generali dell’acustica. Si procederà per esempio con la diminuzione o l’aumento della velocità, se lo strumento avrà un movimento rotativo, e con una varietà di grandezza o di tensione delle parti sonore, se lo strumento non avrà movimento rotativo.
6. — Non sarà mediante una successione di rumori imitativi della vita, bensì mediante una fantastica associazione di questi timbri varî e di questi ritmi varî, che la nuova orchestra otterrà le più complesse e nuove emozioni sonore. Perciò ogni strumento dovrà offrire la possibilità di mutare tono, e dovrà avere una più o meno grande estensione.
7. — La varietà dei rumori è infinita. Se oggi, mentre noi possediamo forse mille macchine diverse, possiamo distinguere mille rumori diversi, domani, col moltiplicarsi di nuove macchine, potremo distinguere dieci, venti, o TRENTAMILA RUMORI DIVERSI, NON DA IMITARE SEMPLICEMENTE MA DA COMBINARE SECONDO LA NOSTRA FANTASIA.
8. — Invitiamo dunque i giovani musicisti geniali e audaci ad osservare con attenzione continua tutti i rumori, per comprendere i varî ritmi che li compongono, il loro tono principale e quelli secondari. Paragonando poi i timbri varî dei rumori ai timbri dei suoni, si convinceranno di quanto i primi sono più numerosi dei secondi. Questo ci darà non solo la comprensione ma anche il gusto e la passione dei rumori. La nostra sensibilità moltiplicata, dopo essersi conquistati degli occhi futuristi avrà finalmente delle orecchie futuriste. Così i motori e le macchine delle nostre città industriali potranno un giorno essere sapientemente intonati, in modo da fare di ogni officina una inebbriante orchestra di rumori.
Caro Pratella, io sottopongo al tuo genio futurista queste mie constatazioni, invitandoti alla discussione. Non sono musicista; non ho dunque predilezioni acustiche, nè opere da difendere. Sono un pittore futurista che proietta fuori di sè in un’arte molto amata la sua volontà di rinnovare tutto. Perciò più temerario di quanto potrebbe esserlo un musicista di professione, non preoccupandomi della mia apparente incompetenza e convinto che l’audacia abbia tutti i diritti e tutte le possibilità, ho potuto intuire il grande rinnovamento della musica mediante l’Arte dei Rumori.

Élisée Reclus

Élisée Reclus
« Non è una digressione menzionare gli orrori della guerra in connessione con il massacro delle bestie ed i banchetti di carne. La dieta degli individui è in stretta relazione con il loro modo di agire. Sangue chiama sangue. »

A caccia di cibo

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L'uomo moderno come si procura il cibo?

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