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Blog senza nessuna periodicità, in cui appaiono pubblicazioni random, la maggior parte delle volte ripropongo ciò che già c'è in rete ma che non è stata data importanza. Anche diari di viaggi, musica e video e cose cattive.

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lunedì 23 aprile 2012

Ciao Savas.

Violenza è lavorare per 40 anni per delle briciole e chiedersi se si riuscirà a smettere
Violenza sono i titoli finanziari, i fondi assicurativi saccheggiati, la truffa in borsa.Violenza è essere costretti a stipulare un mutuo per una casa che si finisce per pagare come se fosse fatta d’oro.Violenza è il diritto del tuo capo di licenziare in qualsiasi momento voglia farlo.Violenza è la disoccupazione, la precarietà, sono i 700 euro al mese con o senza contributi previdenziali.Violenza sono gli “incidenti” sul lavoro, perché il padrone riduce i costi di gestione a scapito della sicurezza dei lavoratori.Violenza è prendere psicofarmaci e vitamine per far fronte agli orari di lavoroViolenza è essere una donna migrante , è vivere con la paura di essere cacciato dal paese in qualsiasi momento e vivere in una costante insicurezza.Violenza è l’essere casalinga, lavoratrice e madre allo stesso tempo.Violenza è quando ti prendono per il culo al lavoro dicendo: “dannazione, sorridi, è chiedere troppo?”Quello che abbiamo vissuto io lo chiamo rivolta.E proprio come ogni rivolta appare come una prova generale della Guerra Civile, ma puzza di fumo, gas lacrimogeni e sangue.Non può essere facilmente sfruttata o controllato. Accende le coscienze, si rivela e polarizza le contraddizioni, e promette, almeno, momenti di condivisione e di solidarietà. E traccia i percorsi verso l’emancipazione sociale.Signore e signori, benvenuti alle metropoli del caos! Installate porte sicure e sistemi di allarme alle vostre case, accendete il televisore e godetevi lo spettacolo. La prossima rivolta sarà ancora più agguerrita, mentre il marciume di questa società si approfondisce… Oppure, potete prendere le strade al fianco dei vostri figli, potete scioperare, potete osare di rivendicare la vita che vi stanno derubando, potete ricordarvi che una volta eravate giovani e volevate cambiare il mondo.

Savas Metoikidis
, scritto durante la rivolta del dicembre 2008, dopo la morte di Alexis Grigoropoulos per mano della sbirraglia maledetta.



Il
21 Aprile 2012 è avvenuto un suicidio di un compagno, di un militante, di un uomo di 45 anni, insegnante e da sempre impegnato politicamente.Si è impiccato come risposta finale alle imposizioni della troika.

Ciao Savas.



1 commento:

Cirano ha detto...

bello e drammatico!!!

Élisée Reclus

Élisée Reclus
« Non è una digressione menzionare gli orrori della guerra in connessione con il massacro delle bestie ed i banchetti di carne. La dieta degli individui è in stretta relazione con il loro modo di agire. Sangue chiama sangue. »

A caccia di cibo

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