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martedì 3 gennaio 2012

Qualche chiarimento sulla rivoluzione in Egitto

Tratto da Liberar Las Mentes e tradotto da NexusCo

La sinistra egiziana è sempre sotto attacco da parte di una nuova allenza tra i militari al potere e alcuni soggetti dei vari movimenti islamici. Citiamo un documento del movimento socialista libertario egiziano

Adesso basta! Per settimane gli attacchi su Internet e sulle pagine di Facebook che sono gestite dai Fratelli Musulmani, attaccano, sia ufficialmente o attraverso i singoli membri, gli anarchici e i socialisti rivoluzionari in Egitto al fine di isolarli e bollarli come istigatori delle violenze in quanto sostenitori della distruzione della propaganda di Stato. Oggi, un membro dei Fratelli Musulmani ha intentato una causa contro tre socialisti, uno dei quali è il compagno Yaser Abdel Kawy, un noto anarchico e membro del movimento socialista libertario egiziano. Il procuratore ha inviato la denuncia alla Procura sulla sicurezza dello Stato, come un caso speciale della magistratura che esiste solo in uno Stato di emergenza.
Questo è quanto previsto, senza dubbio. Anche se sono poco numerosi, gli anarchici egiziani durante la rivoluzione del 25 Gennaio, hanno partecipato e giocato un ruolo importante in tale evento. Gli anarchici hanno riempito i siti internet di documentazione su quello che succedeva in Egitto così come hanno visto e partecipato in prima fila nelle strade nell'opporsi allo Stato.

La difficile ma forte alleanza tra la Fratellanza e la giunta militare era evidente fin dall'inizio. La Fratellanza è stata l'unica forza politica con un rappresentante nell'Unione del comitato legislativo, che per il referendum del 19 marzo ha confermato le modifiche alla Costituzione del 1971, di cui è stata responsabile ai tempi. La Fratellanza si è rifiutata di partecipare a quasi tutte le proteste contro il Consiglio Supremo delle Forze Armate e in molti casi, cercava di contenere e attaccare coloro che invocavano il nome della Fratellanza stessa. La Fratellanza si è anche convertita in maniera aggressiva contro le continua lotta dei lavoratori chè scioperavano e andavano contro i loro datori di lavoro, i quali erano sostenuti dalla giunta militare. Le proteste, i sit-in e le occupazioni fatte dai lavoratori sono sempre stati condannati sempre, così come la lotta dei lavoratori per i loro diritti; tutto bollato come contro-rivoluzionario, come opera di sostenitori del regime di Mubarak.

Le elezioni parlamentari, hanno visto la vittoria della giunta con i musulmani salafiti più radicali: la Fratellanza è all'opposizione e tenta di sbarazzarsi dei socialisti. Le ragioni non sono difficili da capire, se si guardano le politiche seguite dai loro omologhi in Tunisia, in quanto si sentono sicuri nelle loro nuove poltrone in parlamento. Più chiaramente queste ragioni, se ascoltiamo le dichiarazioni dei suoi leader più in vista (soprattutto commercianti) ai media, sono date a un proseguimento alla poltica neo-liberista iniziata con Mubarak: ciò significa un proseguimento di corruzione e clientelismo a cui è associato il capitalismo.

Siamo sicuri che questi ultimi attacchi sono solo la parte iniziale fatte dai militari e dai loro alleati islamici. Una nuova fase della rivoluzione egiziana sta prendendo forma. Questa volta, le linee di rottura sono evidenti a tutti e non come in precedenza quando non erano chiari a tutti. La rivoluzione egiziana mostra il suo vero colore -come una guerra di classe tra noi, il proletariato contro i governanti, la giunta militare e gli islamici conservatore fascisti.

Movimento socialista libertario egiziano

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Élisée Reclus

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« Non è una digressione menzionare gli orrori della guerra in connessione con il massacro delle bestie ed i banchetti di carne. La dieta degli individui è in stretta relazione con il loro modo di agire. Sangue chiama sangue. »

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