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Blog senza nessuna periodicità, in cui appaiono pubblicazioni random, la maggior parte delle volte ripropongo ciò che già c'è in rete ma che non è stata data importanza. Anche diari di viaggi, musica e video e cose cattive.

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martedì 13 settembre 2011

La sinistra e la sua dittat... democrazia


Dalla mailing list di un gruppo della mia zona che sto cercando di conoscere, copiano-incollano una mail che viene inoltrata ad uno di loro e chiedono un parare.


Si tratta di un iniziativa sociale nazionale portata avanti da certi promotori (qui le firme di questi), finalizzata a creare una nuova democrazia.

Da quel che ho capito, l'iniziativa parte dall' Assemblea nazionale indetta da Roma Bene comune il 10 settembre, la quale propone una nuova assemblea per 1° ottobre riguardante un appello: “dobbiamo fermarli”.

Ho esternato la mia prima impressione con una breve critica ai loro 5 punti fondamentali (cliccare il link precedente).


Analizziamo le 5 proposte:

1) Che significa non pagare il debito? In che modo? "Vanno nazionalizzate le principali banche, senza costi per i cittadini, vanno imposte tassazioni sui grandi patrimoni e sulle transazioni finanziarie." Si, e poi andiamo in corteo con fascisti e complottisti. Qui ancora crediamo nei valori dello Stato democratico. Bella storia! "Bisogna lottare a fondo contro l’evasione fiscale [...]" venite a dirlo a quell'operaio edile quale è mio padre. Non c'è più bisogno di riforme economiche, ma di rivoltare l'intera società. "Rigorosi vincoli pubblici devono essere posti alle scelte e alle strategie delle multinazionali." E chi glielo impone? Mago Merlino? Le multinazionali sono gli effettivi padroni, gli Stati sono dei semplici burattini.

2) Ottimo punto, ma quindi ogni altra spesa va bene e la lasciamo stare? No. Inoltre come facciamo a tagliare le spese e far ritirare ogni truppa? Bisognerebbe per forza di cose CHIEDERE ai rappresentanti nazionali di fare A NOI questo bellissimo piacere. E sinceramente dubito molto che questo avvenga. Non si pensa, tra l'altro, che le forze militare che rientreranno, dovranno pur sopravvivere e verrà mantenuto il loro stipendio (seppur misero, ma questo poco ci importa): sono, ad ogni modo, soldi buttati/regalati. Ragionando in senso riformista, sarebbe comunque più utile eliminare la classe delle truppe da guerra.
"Una nuova politica estera che favorisca democrazia e sviluppo civile e sociale." Io la vedo come una dichiarazione di guerra.

3) La giustizia si fa da se, non la fanno gli organi statali e capitalisti. I discorsi sui diritti poi non sarebbero neanche da fare: gli uomini sono legati prevalentemente da rapporti di sudditanza, creati grazie al concetto del diritto e dello Stato, questi ultimi sono cause estranee a noi individui e ci rendono schiavi. Bisogna distruggere i rapporti esistenti che conosciamo. Cito: "Il diritto, come volontà della società, regola i rapporti tra gli uomini in quanto volontà del dominatore; tramite la legge e quindi il diritto, lo stato, sotto la maschera di mediatore, imprime la sua stessa volontà, e il suo dominare è un tenere sotto controllo, per cui il suo nemico più pericoloso è la volontà personale"
Torno a riprendere dal testo: "Blocco delle delocalizzazioni e dei licenziamenti, intervento pubblico nelle aziende in crisi, anche per favorire esperienze di autogestione dei lavoratori." Che senso ha? Tanto vale autogestirsi ora! Il resto sono tutto un risultato di masturbazioni mentali fatte con la mano sinistra.

4) Ok, tutte cose bellissime, ma perchè non fare senza l'inutile istituzione di uno Stato democratico? ...

5) La corruzione esisterà finchè ci sarà un sistema economico che divide le persone e crea delle disuguaglianze sociali. "Tutti i beni provenienti dalla corruzione e dalla malavita dovranno essere incamerati dallo Stato e gestiti socialmente." Ma stiamo riesumando quale dittatore? "Dovranno essere abbattuti [..] alti burocrati." D'accordissimo. Iniziamo a distruggere lo Stato. Ecco la fregatura! "Si dovrà tornare a un sistema democratico proporzionale per l’elezione delle rappresentanze con la riduzione del numero dei parlamentari." Questi arrivano a proporre una sottospecie becera forma di democrazia diretta... "E’ indispensabile una legge sulla democrazia sindacale, in alternativa al modello prefigurato dall’accordo del 28 giugno, che garantisca ai lavoratori il diritto a una libera rappresentanza nei luoghi di lavoro e al voto sui contratti e sugli accordi." Così i lavoratori potranno scegliere come tornare a casa amamzzati, bhè, almeno c'è il diritto di voto! "Sviluppo dell’autorganizzazione democratica e popolare in ogni ambito della vita pubblica" BLABLABLA. Quante parole che in verità nascondo qualcosa di superfluo.
"La solidarietà con quel movimento si esercita lottando qui e ora, da noi, contro il comune avversario." Il loro comune avversario non è altro che un entità morale. E nulla di concreto.

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Élisée Reclus

Élisée Reclus
« Non è una digressione menzionare gli orrori della guerra in connessione con il massacro delle bestie ed i banchetti di carne. La dieta degli individui è in stretta relazione con il loro modo di agire. Sangue chiama sangue. »

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