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Blog senza nessuna periodicità, in cui appaiono pubblicazioni random, la maggior parte delle volte ripropongo ciò che già c'è in rete ma che non è stata data importanza. Anche diari di viaggi, musica e video e cose cattive.

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venerdì 17 giugno 2011

L'unico e i fantasmi

Fonte: jadawin.info/stirner.htm

Uno dei motivi di fondo della filosofia - o della non-filosofia, della negazione della filosofia - di Stirner è quello del primato della dimensione etica, del comportamento, della prassi, della scelta morale e politica. Alla luce del primato della dimensione etica, appunto, va letto l'Unico, a partire dal troppo famoso "io ho posto la mia causa su nulla". Innanzitutto il "nulla" di Stirner ha un significato puramente negativo: Stirner rifiuta, infatti, di fondare - cioè di cercare una giustificazione assoluta - le proprie scelte di comportamento, morali e politiche. Fino a oggi - si legge nell'Unico - gli uomini hanno cercato di porre (fondare) la propria causa (il "principio" e il "fine" della propria vita) su entità a loro estranee e superiori: dio, l'umanità, l'altruismo ecc. Ora è tempo di rifiutare questa dipendenza e questa alienazione. "Io ho posto la mia causa su nulla" significa dunque: io non ho fondato la mia causa. Ogni tentativo di trasformare "nulla" in "il nulla", dandogli un senso positivo (nuovamente metafisico e religioso) è esplicitamente escluso dallo stesso Stirner in polemica con Feuerbach. Ciò che Stirner va sostenendo è l'autonomia, cioè l'autonormativa degli uomini, affrancati sia dal cielo della tradizione religiosa sia dalla nuova religione dell'uomo di Feuerbach.
Lo stesso programma, in un certo senso, è anche di Marx, che però privilegia nella propria analisi il sistema di dipendenza materiale degli uomini e delle classi. Se Marx individua nel proletariato il soggetto storico in grado di abbattere tale dipendenza Stirner individua un tale soggetto direttamente nel singolo, nell'io, inteso come ogni io, dunque non come categoria generale e astratta.
Il nome che Stirner dà all'Io, soggetto storico di questa "rivoluzione", è unico. Ciò significa che l'unico non è, neppure esso, una categoria generale e assoluta: è appunto solo un nome. Stirner dà all'io e all'unico, per quanto caduco, un'esistenza totalmente astratta dalle relazioni con gli "altri", fondando così il pericolo di una sfrenato individualismo.
Al di là di questo pericolo, storicamente realizzatosi nell'anarchismo individualista, il programma di Stirner resta chiaro: affrancare gli uomini dalla "gerarchia" morale e politica oltre che, in genere, culturale. In questo senso va interpretata un'altra troppo famosa frase di Stirner: "a me appartiene il mondo". Ben lontana dall'essere la farneticazione di un paranoico questa asserzione sta per: "ciò che non può diventare proprio dell'unico, non esiste". In altri termini ciò che sfugge al diretto controllo dell'individuo, ciò che pretende di essergli superiore, ciò che asserisce di abitare un "mondo dietro il mondo" o di stare nascosto in qualche vaga "essenza" o "natura", questo non esiste. In linguaggio stirneriano: è un fantasma.
Un fantasma è lo Stato, inteso come "sacralità dello Stato" (propria di Hegel e anche della "sinistra"). Un fantasma è la proprietà privata dei liberali. Fantasmi sono, ancora, la società (anch'essa intesa - al pari dello stato - come "sacralità), la famiglia, il diritto, la morale. Comune a tutte queste entità è la pretesa di stare al di sopra degli individui quando ne sono, invece, al di sotto, come loro prodotti.
Tutti questi fantasmi sono ossessioni, idee fisse. Cos'è un'idea fissa? Essa è un pensiero, una convinzione che non ammette di essere messa in discussione. L'idea fissa è, in sostanza, l'ideologia, colta nella sua pretesa di essere autoevidente e sottratta al dubbio. Stirner non indaga le condizioni materiali della nascita di un'ideologia: si accontenta di mostrarne la natura e gli effetti sul pensiero.
Ne segue forse che tutta la dimensione etico-politica deve essere "ridotta" a quella della religione e, in quanto tale, confutata?

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Élisée Reclus

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« Non è una digressione menzionare gli orrori della guerra in connessione con il massacro delle bestie ed i banchetti di carne. La dieta degli individui è in stretta relazione con il loro modo di agire. Sangue chiama sangue. »

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