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Blog senza nessuna periodicità, in cui appaiono pubblicazioni random, la maggior parte delle volte ripropongo ciò che già c'è in rete ma che non è stata data importanza. Anche diari di viaggi, musica e video e cose cattive.

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domenica 13 febbraio 2011

Che Fare?

Fonte: http://www.polyarchy.org/basta/sussurri/index.html

Nel 1863 comparve un testo letterario che fece notevole impressione sulla gioventù russa per l’originalità della vicenda e la lucidità delle idee esposte.

Il suo autore si chiamava Nikolai Chernysevsky e il romanzo si intitolava: Che Fare? Un racconto di persone nuove. Quando Lenin scrisse il suo pamphlet politico sul partito e sui compiti che esso doveva svolgere lo intitolò Che Fare? appropriandosi del titolo forse anche nella speranza di godere di parte della popolarità che il testo di Chernysevsky aveva avuto tra persone, soprattutto giovani donne, desiderose di cambiamento.

Che Fare? è una domanda che tutte le persone si pongono quando si trovano in una situazione nuova e, in presenza di opzioni plurime, devono prendere decisioni che si discostano dalla routine quotidiana.

Per una persona innovativa, desiderosa di sperimentare, l’affrontare nuovi problemi e cercare nuove soluzioni è parte integrante della sua vita e questo è estremamente positivo perché permette il progresso in tutti i campi. Molti altri invece rifuggono da nuove sfide e preferiscono seguire sentieri già battuti e adottare decisioni prese da altri. Comunque in quest’altro modo di agire non vi è nulla di riprovevole; anzi è necessario che vi siano anche persone che consolidano alcune scelte prese da altri al punto da farle diventare, nel caso esse siano estremamente valide e funzionali, protocolli generali di comportamento che entrano a far parte della generale routine.

Quello che invece non è assolutamente accettabile ed è quindi estremamente riprovevole è quando le persone innovative sono bloccate dallo sperimentare da altri individui o gruppi che, per una serie di motivi (ad es. ignoranza, paura o puri e semplici interessi di posizione) si oppongono ai cambiamenti e vogliono imporre a tutti un modo di vivere da taluni ritenuto inaccettabile. A quel punto la domanda Che Fare? diventa un imperativo urgente se non si vuole che la massa dei consuetudinari, interessati al mantenimento dello status quo, non trascini tutti in un degrado e in una decadenza senza fine.

Nelle società europee e, nello specifico, nel caso della società italiana, sembra proprio che siamo arrivati al punto in cui un numero crescente di persone si pone, apertamente o implicitamente, la domanda Che Fare? per uscire dall’impasse e dal conseguente scontento che li domina. Io sono convinto che nel corso di questo decennio o troviamo risposte pratiche intelligenti a questa domanda o tutti noi saremo condannati ad una insoddisfazione e a un disagio crescenti.

A questo punto è necessario però porre una pre-condizione per far sì che la libertà di sperimentazione voluta dagli uni non si risolva in situazioni di oppressione o di svantaggio per gli altri.

Questo vuol dire che coloro che sono desiderosi di sperimentazione devono proporre soluzioni che consentano ai timorosi desiderosi di conservazione di mantenere le loro convinzioni e i loro comportamenti senza che qualcuno si senta vincolato o svantaggiato (per non dire di peggio) dalle scelte effettuate da chicchessia. Per fare un riferimento concreto a fatti correnti, ciò significa che in Egitto i sostenitori del presidente Mubarak che vedono qualsiasi cambiamento come un salto nel buio, si tengono il loro presidente, se lo finanziano con i loro soldi e seguono le leggi che lui vorrà promulgare per i suoi seguaci, mentre coloro che non vogliono Mubarak sono liberissimi di ritirare il loro (forzato) appoggio, non sono più tenuti a mantenerlo attraverso le tasse (obbligatorie), e possono darsi altre leggi e altri sistemi di protezione. Il tutto chiaramente in un contesto di mutuo rispetto, di non ingerenza e di civile convivenza che non è difficile da immaginare una volta che le prepotenze siano cessate da tutte le parti.

A questo punto mi immagino già alcuni storcere la bocca e dichiarare tale proposta una totale assurdità. Un po' come fecero gli oppositori della tolleranza religiosa quando proclamavano del tutto ridicolo e assurdo che un protestante e un cattolico potessero vivere uno accanto all'altro senza doversi imporre le reciproche fedi religiose. La qual cosa invece si è poi pacificamente attuata e, a quel punto, anche i più lenti di comprendonio hanno capito che era proprio dalle persecuzioni e imposizioni religiose che nascevano le guerre di religione e l’odio reciproco. Allo stesso modo forse sarà chiaro a tutti, in un futuro spero abbastanza prossimo, che è dalle persecuzioni e imposizioni politiche che nascono la maggior parte dei conflitti che danno luogo poi a scontri più o meno violenti.

La proposta che qui si avanza è dunque quella di società parallele volontarie, organizzate in maniera autonoma dagli individui in base alle loro libere scelte, nel massimo rispetto reciproco. Questa è una idea che si sta facendo strada da un po' di tempo e che non tarderà a un certo punto ad apparire come la classica scoperta dell'acqua calda o dell’uovo di Colombo tale è la sua semplicità, funzionalità, razionalità. Come ebbe a dire Arthur Schopenhauer, la verità, prima di emergere, passa generalmente attraverso tre fasi: nella prima fase essa è ridicolizzata, poi è violentemente contrastata, e infine è accettata come un dato del tutto naturale.

Probabilmente tale è il destino anche di questa idea che si farà strada solo dopo che molti saranno passati attraverso esperienze assurde pur di non mettere in discussione i precetti in cui sono cresciuti (la democrazia maggioritaria, lo stato territoriale, l'identità nazionale e via dicendo) e che considerano dogmi indiscutibili da imporre a tutti, che lo vogliano o no. Alla fine anch’essi si renderanno conto che l’alternativa, ridotta nei suoi termini essenziali, è questa:

Società parallele volontarie o guerra (in)civile obbligata.

Per avvicinarci sempre più nei fatti all'attuazione delle società parallele volontarie il mio suggerimento sul Che Fare? si condensa in tre punti che elenco più che trattare:

Fuoriuscire culturalmente dallo statismo. Molti che pure parlano contro lo stato padre padrone non riescono a immaginare un futuro senza lo stato e continuano a usare parole e espressioni totalmente intrise di statismo e che richiamano situazioni del passato. Eppure senza una modifica profonda del proprio modo di pensare e del proprio linguaggio non sussiste neanche la possibilità di formulare proposte concrete alternative. Quando, ad esempio, un giornalista come Oscar Giannino confonde ancora diritto con legalità (come ha ben fatto notare Carmelo Miragliotta in un suo intervento recente su Facebook) vuol dire che siamo davvero in una brutta situazione di oscurantismo culturale e di confusione mentale.

Fuoriuscire materialmente dallo statismo. Quando un nuovo paradigma incomincia a emergere nel cervello delle persone, i vecchi vincoli mentali crollano e si ha la forza e la creatività non solo di formulare ma anche di attuare proposte concrete che solo fino a poco tempo prima potevano apparire pazzesche (ad es. dar vita a circuiti di produzione e di consumo che agiscono come clubs e utilizzano mezzi di pagamento alternativi alla moneta a corso forzoso imposta dallo stato).

Difendersi concretamente dallo statismo. Già fin d'ora occorrerebbe approntare strumenti di difesa dallo statismo, ad esempio mettendo a disposizione degli altri gratuitamente e spontaneamente le proprie conoscenze in materia giuridica, economica, informatica, etc.

Chiaramente ho solo sfiorato il tema ma ci sarà tempo per approfondirlo spero anche in base agli interventi precisi e mirati di molti altri. L'unica cosa che non dobbiamo assolutamente fare è lasciarci bloccare non solo dalle paure ma anche e soprattutto dalle illusioni e dai feticci del passato, cioè dalle parole magiche e dalle figure mitiche.

Come ha scritto Jacques Prèvert:
“Il se plaignait de ne pas avancer. (Si lamentava di non avanzare.)
Pourtant il suivait son idée. (Eppure seguiva la sua idea.)
C’était une idée fixe.” (Era un'idea fissa.)

Ecco cosa pensano alcuni celebri naturalisti

Fonte: AVA - Associazione Vegetariana Animalista, Onlus

Tratto da EVU News, N°2/1996

Prof. Luis Vallejo Rodriguez
Segretario dell’Associazione Vegetariana delle Isole Canarie.

Si ritiene attualmente che l’uomo debba mangiare carne per avere un regime equilibrato che contenga proteine di buona qualità. Lo affermano perfino eminenti Dottori come Francisco Grande Govian, recentemente scomparso, considerato la massima autorità in Spagna in fatto di nutrizione. A questo dobbiamo aggiungere che il Ministero della Sanità raccomanda di mangiare carne e che la maggior parte della popolazione ne mangia e la considera un buon nutrimento. Tuttavia, nonostante ciò, è sorprendente che i più celebri naturalisti dell’umanità siano stati vegetariani o quanto meno abbiano dichiarato uno dopo l’altro che l’uomo è per natura vegetariano.
Dobbiamo considerare che il termine “vegetariano” e “vegetarismo” comparvero verso il 1838; dunque, prima di questa data, non li troviamo in nessun testo, ed è per questo che i naturalisti parlano di nutrimento vegetale o di regime vegetale. La non esistenza di questi termini rende difficoltose le indagini.

Per di più, per sapere se un naturalista famoso era o no vegetariano, dobbiamo leggere le biografie di ognuno. Le biografie sono difficili se non impossibili da trovare, perché non tutte sono state scritte. Sono state scritte biografie su artisti celebri ma molto poche su uomini di scienza. A questa difficoltà se ne aggiunge un’altra: lo scarso interesse degli scrittori per le abitudini alimentari dei personaggi sui quali scrivevano. È così che Colin Spencer, ad esempio, nel suo libro The Heretics Feast si lamenta che fra sessanta biografie su Leonardo da Vinci soltanto due dicano che egli era vegetariano. Nonostante tutte queste difficoltà, le dichiarazioni dei più famosi naturalisti dell’umanità hanno espresso un messaggio molto chiaro e, a prova di ciò, leggete che cosa hanno detto:

John Ray (1628-1704) era considerato il padre della storia naturalista inglese e in suo onore fu fondata un’Associazione che porta il suo nome: “The Ray Society”. Di seguito John Ray:
Non c’è dubbio che l’uomo non è stato concepito per essere un animale carnivoro.
Inoltre egli dichiara:
A) Che invitante, piacevole ed innocente visione è lo spettacolo di una tavola così imbandita e che differenza con preparazioni a base di carne animale fumante, abbattuta e morta! In alcun modo l’uomo ha la costituzione di un carnivoro. Caccia e voracità non gli sono congeniali. L’uomo non ha né i denti aguzzi né le unghie per uccidere la sua preda. Al contrario le sue mani sono fatte per cogliere frutti, bacche, ortaggi, e i suoi denti sono adatti a masticarli.
B) Tutto quello di cui abbiamo bisogno per nutrirci, ristorarci e deliziarci è abbondantemente presente nel magazzino inesauribile della Natura. Che vista gradevole, invitante e innocente una tavola allestita in modo frugale, e che differenza con un pasto a base di carne animale fumante e uccisa. In sintesi, i nostri contadini offrono tutte le delizie immaginabili, mentre i mattatoi e le macellerie sono piene di sangue coagulato e di odore nauseabondo.

Un altro naturalista celebre è Carl Linnée (1707-1778), Dottore della Marina Svedese, Presidente dell’Accademia delle Scienze, e professore di Botanica a Stoccolma e all’Università di Upsala. Linnée ha creato il metodo di classificazione naturale delle piante e degli animali, utilizzato tutt’ora, sebbene siano trascorsi due secoli. Linnée ha scritto:
A) I frutti e le piante commestibili costituiscono il nutrimento più appropriato per l’uomo.
B) A partire dalla sua anatomia, l’uomo non è stato fisiologicamente progettato per mangiare carne.

C) I frutti sono il nutrimento più adatto all’uomo per via della conformazione dei suoi denti e del suo apparato digerente; ciò si evince da quel che è stato dimostrato attraverso la comparazione con i quadrupedi.


Il naturalista francese Georges Louis Leclerc, meglio conosciuto come Conte di Buffon (1707-1778) fu membro dell’Accademia delle Scienze, Amministratore del Giardino del Re e, con la collaborazione di molti altri, ha scritto: “Storia Naturale” in 36 volumi. Buffon ha stabilito che:
L’uomo potrebbe vivere soltanto di vegetali. Tuttavia la natura intera non basta a soddisfare la sua intemperanza e l’inconsistente varietà del suo appetito. L’uomo da solo consuma e divora più carne di tutti gli animali messi insieme, senza necessità, ma sotto forma di abuso.

Il dr. Louis d’Aubenton un collaboratore di Buffon, meglio noto come Daubenton già professore di Mineralogia presso il Giardino del Re e di Storia Naturale presso la Scuola di Medicina, afferma quanto segue:
Si può presumere che l’uomo, quando vive in modo naturale e in un clima temperato laddove la terra produce spontaneamente ogni sorta di frutti, se ne nutra e non mangi animali.

Georges Cuvier (1769-1832) naturalista francese, anatomista e geologo. Fu professore presso la Scuola e il Museo di Francia, Segretario dell’Accademia delle Scienze e Cancelliere dell’Università. Creò la teoria dell’Anatomia Comparata e la Paleontologia. Grazie ai suoi studi abbiamo potuto ricostruire specie per specie quelle scomparse. Cuvier ricevette i titoli di Barone, Grande Ufficiale della Legion d’Onore; fu onorato da Napoleone primo, Luigi XVIII e Luigi Filippo. Cuvier dichiarò nella sua opera Lezioni di Anatomia Comparata che:
L’Anatomia comparata ci insegna che in ogni dettaglio l’uomo somiglia agli animali frugivori e per niente ai carnivori … Solo camuffando la carne morta, resa più tenera da tecniche culinarie, è possibile per l’uomo masticarla e digerirla, solo così la vista di carni crude e sanguinolente non suscita orrore e disgusto.

Torniamo su alcune constatazioni fatte dal Cuvier:
A) La costituzione dei principali organi dell’uomo dimostra che la sua alimentazione non dovrebbe consistere in null’altro che dei vegetali.
B) Il cibo naturale dell’uomo, se consideriamo la sua struttura, dovrebbe consistere in frutta, radici, ortaggi (verdure).
C) L’intero corpo umano, fin nel più piccolo dettaglio, è destinato per natura ad un regime esclusivamente vegetale.
D) L’uomo sembra fatto per nutrirsi principalmente di frutta, radici e altre parti succulente (ricche d’acqua) dei vegetali. Le sue mani gli consentono facilmente di cogliere tutto ciò; d’altro canto, le sue mascelle corte e di forza media, i suoi canini uguali (di pari lunghezza) agli altri denti e i suoi molari a forma di tubero non gli permetterebbero né di brucare l’erba né di divorare la carne, a meno che egli non renda questi cibi commestibili attraverso la cottura.

Fonte: "Le règne animal" di Georges Cuvier (baron). Tome I - 1817 pag 86

Fonte: "Le règne animal" di Georges Cuvier (baron). Tome I - 1829 pag 73




Alexander von Humbold (1769-1859), Naturalista tedesco, esploratore e geografo. Fornì studi sul magnetismo e sostenne la teoria dell’origine eruttiva delle rocce. È considerato il fondatore della Climatologia, della morfologia terrestre, della geografia fisica degli oceani e della geografia dei pianeti. Scrisse un’opera in trenta volumi dal titolo Mondi e Viaggi nelle regioni equinoziali del Nuovo Mondo. Humbold dice questo:
Nutrirsi di animali non è lontano dall’antropofagia e dal cannibalismo. La stessa quantità di terra utilizzata per pascere e nutrire del bestiame potrebbe nutrire dieci persone; se poi la coltiviamo a lenticchie, fagioli o piselli, potrebbe nutrire un centinaio di persone…. Il Bacino dell’Orinoco può produrre una quantità di banane sufficiente a nutrire con ampio margine l’intera umanità.

Richard Owen (1804-1892) naturalista inglese, studiò Cuvier, catalogò la collezione della caccia al British Museum e allestì il Museo di Storia Naturale del Sud Kensington. Studiò anatomia e fisiologia comparate. Scrisse Corsi di Anatomia Comparata, Paleontologia e Fisiologia dei Vertebrati. Owen ha detto:
A) Gli antropoidi e tutti i quadrumani ricavano la loro alimentazione dai frutti, dai semi e da altre succose sostanze vegetali e la stretta analogia fra la struttura degli animali e quella dell’uomo dimostra palesemente il loro frugivorismo naturale.

B) Le scimmie, la cui dentizione è pressoché uguale a quella dell’uomo, vivono principalmente di frutta, noci ed altre varietà simili per consistenza, sapore e valore nutritivo elaborate dal mondo vegetale. La somiglianza profonda fra i denti dei quadrumani e quelli degli uomini dimostra che l’uomo era in origine adatto a mangiare i frutti degli alberi nel Paradiso.

Sicuramente il più celebre di tutti i naturalisti inglesi fu d’accordo con gli altri naturalisti. Mi riferisco a Charles Darwin (1800-1882) il quale all’età di 22 anni iniziò un viaggio per il mondo che durò 5 anni. Durante il viaggio Darwin raccolse del materiale che servì a pubblicare il più celebre dei suoi libri nel 1859: l’Origine delle Specie per mezzo della Selezione Naturale. Darwin fu membro della Royal Society di Londra e, dopo la sua morte, fu sepolto nell’Abbazia di Westminster con funerale solenne e la presenza diplomatica di grandi nazioni alle sue esequie. Darwin ha scritto:
La classificazione per forma, funzioni organiche e regime (alimentare) mostra in maniera inconfutabile che il nutrimento normale dell’uomo è vegetale come quello degli antropoidi e delle scimmie, che i nostri canini sono meno sviluppati dei loro e che noi non siamo destinati a competere con le bestie selvagge o gli animali carnivori.

Nel suo libro L'origine dell'uomo e la scelta in rapporto col sesso (1871. The descent of man, and selection in relation to sex. London: John Murray. 1st ed.) egli dice:
At the period and place, whenever and wherever it may have been, when man first lost his hairy covering, he probably inhabited a hot country; and this would have been favourable for a frugiferous diet, on which, judging from analogy, he subsisted.

In qualunque periodo e in qualunque luogo, quando e dove ciò possa essere seguìto, è probabile che l'uomo, allorchè cominciò a perdere la sua veste di peli, abitasse un paese caldo; e ciò doveva essere stato favorevole ad un regime frugivoro, del quale, giudicando dall'analogia, egli deve aver vissuto.

Thomas Henry Huxley (1825-1895), Dottore e Antropologo inglese, sostenne le teorie di Darwin e divenne presidente della Royal Society. Fra l’altro egli ha scritto Evidenze zoologiche del Posto dell’Uomo nella Natura e nell’Anatomia Comparata. Leggiamo alcune dichiarazioni di Huxley:
A) L’uomo venne prima della caccia e del fuoco, non poteva dunque essere onnivoro.

B) La lunghezza dell’apparato digerente dell’uomo è di 5-8 metri e la distanza fra la bocca e il coccige va dai 50 agli 80 centimetri, cosa che ci dà un rapporto di 10, come per gli altri animali frugivori, e non di 3 come per i carnivori o di 20 come per gli animali erbivori.

C) L’unico animale esistente con una morfologia onnivora è l’orso, il quale ha alcuni denti affilati e gli altri piatti.

Sir Arthur Keith (1866-1955) Celebre Anatomista ed Antropologo inglese.

Insieme ad Martin Flack, scoprì il ganglio sinoauricolare da cui hanno origine le contrazioni cardiache. Già Rettore dellUniversità di Aberdeen, scrisse: Istruzioni per lo Studio delle Scimmie Antropoidi, Vecchi Tipi di Uomo e Saggio sull’Evoluzione degli Umani. Questo Antropologo ci dice:
Gli Scimpanzé e i Gorilla hanno gli stessi meccanismi digestivi dell’uomo. È la prova dell’Anatomia Comparata in favore di un regime di crudità che permette alla fermentazione di produrre molte feci quotidiane, morbide e senza putrefazione.

Tutto ciò rappresenta le ricerche dei più celebri naturalisti che l’umanità abbia avuto. Dobbiamo osservare che i loro studi furono sostenuti e fecero riferimento al confronto dell’anatomia dell’uomo con quella di altri mammiferi, in particolare delle scimmie, e ci parlano della conformazione dei denti e degli apparati digerenti di questi mammiferi. A questo riguardo tutti i naturalisti celebri sono arrivati alla medesima sorprendente conclusione: l’uomo è vegetariano per natura e se la parola “vegetariano” non compare nei loro scritti è perché il termine non esisteva prima del 1838, e perché gli studi di questi naturalisti celebri furono scritti prima di questa data.
Potremmo argomentare contro il vegetarismo che le immagini dell’uomo preistorico sulle rocce delle caverne ce lo mostrano come cacciatore. Questo tuttavia non significa che la carne sia la forma ideale di nutrimento per l’uomo. Dobbiamo tener conto del fatto che l’antropologo Alan Walker, dell’Università di John HopKins, quando studiava le impronte fossili dei denti, trovò un assortimento di diversi alimenti. Egli ribadì che i nostri primi antenati non vissero principalmente di carne, né di semi, né di bacche, di foglie o di erba e nemmeno che fossero onnivori. Sembra che essi si sostenessero principalmente con un regime di frutta. Non ha trovato eccezioni. Ogni dente fu esaminato e quelli appartenenti ad ominidi di 12 milioni di anni fa ed ereditati in linea diretta dall’Homo Erectus, dimostrano che questi ominidi erano mangiatori di frutta.

Alan Walker (published in New York Times, May 15, 1979).
Preliminary studies of fossil teeth have led to the startling suggestion that our early human ancestors were not predominantly meat eaters or even eaters of seeds, shoots, leaves, or grassses. Nor were they omniverous. Instead, they appear to have subsisted chiefly on A DIET OF FRUIT. NO EXCEPTIONS HAVE BEEN FOUND. Every tooth examined from the hominids of the 12 million year period leading up to Homo-Erectus appeared to be that of a fruit eater.
The Best Of Health: The 100 Health Best Books, by Sheldon Zerden.

Per concludere voglio porre ai lettori questa domanda: l’uomo è vegetariano per natura? Attualmente la maggior parte dei Dottori ci dicono che non lo è ma i più celebri naturalisti hanno dedotto tutti che lo è.

Se fosse veramente così solo una piccola minoranza della popolazione dei paesi sviluppati, quelli che noi chiamiamo Vegetariani, mangerebbe correttamente, mentre la maggior parte della popolazione mangerebbe in modo scorretto,

Pr. Luis Vallejo Rodriguez

Segretario dell’Associazione Vegetariana delle Isole Canarie

Strada 3557, Las Palmas, Isole Canarie, Spagna

Il Prof Rodriguez ha pubblicato tre libri in spagnolo:

- Guarigione dal cancro attraverso la pulizia del colon (1990)
- Alimentazione e successo scolastico (1991)
- Il cancro e gli interessi correlati (e gli interessi che ne sono nati) (1993)

sabato 12 febbraio 2011

FAQ sull'Abolizione dello Sfruttamento Animale - di Walter Bond

Fonte: laverabestia.org/

Domande poste con maggiore frequenza sull'Abolizione dello sfruttamento animale, Liberazione Animale e Attivismo - di Walter Bond

Questa lista di indicazioni è ben lontana dal potersi dire completa. Potrebbe comporsi di una parte 1, parti 2, 3, 4, 5, etc. Prima o poi, comunque, le dedicherò molto probabilmente un intero capitolo nel libro che intendo pubblicare entro un paio d'anni. Tenete a mente che nessuna di queste domande è retorica. Tutte queste domande mi sono state poste, nel corso degli anni. Fate inoltre caso alla brevità ed incisività delle mie risposte: in molte delle conversazioni che ho avuto sugli argomenti in questione, il cuore del problema sta nei dettagli.

Questo perché, come dice ‘Screaming Wolf' nel manifesto ‘Dichiarazione di Guerra', “Separare I pensieri dai sentimenti fa parte del processo di alienazione che affligge l'umanità”. Ed infatti, molte persone apprezzano il sapore perverso delle carcasse di animali uccisi molto più di quanto abbiano a cuore la natura libera di quegli stessi animali. Ciò che loro realmente desiderano è che le istanze del veganismo e della Liberazione Animale risultino difficili da comprendere e quindi di scarso seguito.

Quindi, anziché dare corda a quest'idea di ristrettezza mentale, e sprecare tempo con questioni noiosamente prolisse, ho scelto di presentare affermazioni e risposte concrete. Facendo questo, considero la Morale un valore assoluto, rifiutandomi di recitare la parte di chi è accondiscendente per elemosinare comprensione ed attenzione. Rispedisco la palla al mittente, senza troppi problemi. Un altro aspetto importante è che alcune di queste domande troverebbero risposta solo da chi è già pratico delle istanze inerenti i diritti animali. Ciò è da porre in diretta correlazione alla mancanza di diffusione del materiale sulla filosofia abolizionista e/o alla strategia del movimento per i Diritti Animali. Ovviamente, non considero assolutamente queste mie risposte/opinioni come definitive. Alcuni di quelli che si definiscono ‘abolizionisti' potrebbero benissimo ritenere le mie risposte troppo o troppo poco estreme. Tutto ciò che posso dire è che queste sono le mie sincere considerazioni, frutto di un profondo amore per gli animali, della serietà dell'argomento e di un enorme impegno nell'attivismo; tramite volantinaggi, conversazioni e in alcuni casi sostituendomi alla legge dello Stato. Se ti trovi d'accordo con qualcuna delle mie risposte, sentiti liberissimo di utilizzarle a tua volta. In caso contrario, la vita continua.
Liberazione Animale, ad ogni costo!
Walter Bond

DOMANDE & RISPOSTE

- Perché promuovi solo il veganismo come stile alimentare?
Molte cose sono pesantemente soggettive, ma all'interno della zona grigia vi sono punti bianchi e neri. Lo sfruttamento degli animali è uno di quei punti neri. Esattamente come il razzismo è sbagliato sotto ogni aspetto, così la discriminazione operata sulla base dell'appartenenza di specie è radicalmente ingiusta. Perciò, o stai perpetrando scelte di consumo che appoggiano schiavitù, morte e sofferenza oppure non lo stai facendo, non esiste via di mezzo.

- Essere vegetariani non è forse un passo nella giusta direzione?
Ovviamente. Ad ogni modo, non è certo un punto di arrivo, bensì di partenza. E' positivo nei termini in cui rappresenta una tappa verso il veganismo, ed il veganismo è un momento di passaggio verso l'Azione Diretta.

- Ma molte persone guidano automobili e utilizzano i mezzi pubblici, queste tipologie di trasporto si appoggiano in qualche modo a prodotti di origine animale. Questo sinifica che non è possibile essere completamente vegan?
Il veganismo, come quasi tutto nella vita, non riguarda il raggiungimento della perfezione ma piuttosto consiste nel fare il massimo che ti è possibile e di conseguenza produrre il minor danno.

- Cosa faresti se ti trovassi a dover mangiare animali per sopravvivere?
Se mi trovassi su un aeroplano che si è schiantato nella tundra ghiacciata ed io fossi l'unico superstite, ed un animale mi passasse davanti agli occhi, sì lo mangerei. Fintanto che questa circostanza non si presenta, Go Vegan!

- Ma chiunque può aiutare gli animali, mica solo i vegani!
Certamente. Tuttavia, anche un pedofilo potrebbe salvare un bambino da una casa in fiamme. Questa singola azione non cancella una tendenza costante allo sfruttamento ed alla sopraffazione.

- Quindi essere un Attivista Abolizionista per la Liberazione Animale consiste nell'essere vegan?
No. Essere vegan è solo il primo passo. Noi Abolizionisti non ci opponiamo allo sfruttamento animale semplicemente nei nostri consumi quotidiani, ma anche nella realtà che ci circonda.

- In che modo lo fate?
In una miriade di modi. Protestiamo, informiamo, liberiamo animali da morte e sofferenza e ci impegniamo senza sosta per far cessare lo sfruttamento degli animali ad opera dell'industria e di quanti traggono profitto da questa perversione. Ad ogni costo.

- ”Ad ogni costo” sembra implichi l'illegalità o sbaglio?
Beh, gruppi clandestini come il Fronte di Liberazione Animale (ALF), la Milizia per i Diritti Animali (Animal Rights Militia) e il Dipartimento di Giustizia (Justice Department) operano in modo cosiddetto illegale per fermare lo sfruttamento animale. Anche loro sono Abolizionisti.

- Quindi per essere considerato un Attivista Abolizionista per la Liberazione Animale è necessario infrangere la legge?
No. La maggior parte degli abolizionisti opera ampiamente all'interno dei limiti della legge, ma non hanno paura di manifestare apertamente il proprio supporto alle azioni dei propri compagni della resistenza clandestina.

- Che altre caratteristiche deve avere un Abolizionista?
Quali che siano le tattiche, legali o illegali, noi combattiamo e/o ci pronunciamo in nome della Liberazione Animale Totale. Non ci interessa cambiare le modalità con cui gli animali vengono attualmente usati ed abusati. Noi lottiamo per eliminare completamente l'uso e l'abuso degli animali non umani da parte degli umani. Inoltre, noi non anteponiamo il falso valore della proprietà all'autentico valore della vita. Un'industria che necessita di generare profitto non scalfisce questa dinamica mortifera. Gli esseri senzienti hanno il diritto intrinseco a vivere liberi senza che l'uomo interferisca. Percepiamo inoltre il senso di urgenza che questo sfruttamento termini qui ed ora; non intendiamo mercanteggiare all'infinito un lievissimo cambiamento nello status quo per le decadi a venire.

- Ma stando a quanto dice Gary Francione, gli Abolizionisti non supportano l'azione illegale.
Prova ad immaginare, come sarebbe potuto essere possibile dirsi abolizionisti ai tempi della schiavitù dei neri e non supportare la Underground Railroad? Sarebbe stato chiaramente ridicolo. È doveroso riconoscere che non tutti gli abolizionisti erano parte dell'Underground Railroad ma certamente nessuno di loro era contro. In secondo luogo, Gary Francione non è un abolizionista. È sicuramente un promotore del veganismo, ma non un Abolizionista.

- Non credi che alcuni gruppi clandestini come l'Animal Rights Militia siano troppo estremisti?
Io penso che nulla che venga fatto con il fine della Liberazione Animale sia troppo estremista. Anche perché è un controsenso in termini. Qualunque cosa impedisca l'uccisione di animali e/o che contrasti i loro oppressori è meritevole di plauso. Qualunque azione contribuisca a concretizzare questo risultato non è stata vana.

- Ma la violenza non è sbagliata in ogni caso?
L'uso della forza in sé e le modalità con cui questa è impiegata fanno la differenza. Un uomo che stupra una donna in una valle isolata ed un buon Samaritano che interviene e colpisce con una bastonata in testa lo stupratore, è un esempio di violenza adoperata per un bene superiore. Nel caso di specie, per fermare lo stupratore. Purtroppo non viviamo in un mondo perfetto e qualche volta la forza è necessaria per fermare la violenza. La ragione per cui certi individui si indignano di fronte alla violenza esercitata per salvare animali deriva dal fatto che, nella loro mentalità miope, gli animali sono in qualche modo “inferiori”, ragion per cui non meritano che per far cessare la loro sofferenza vengano adoperati tutti i mezzi possibili.

- Quindi promuovi la violenza?
No. Promuovo la Liberazione Animale. Quali che siano i mezzi per ottenerla.

- Cos'è l'”Assistenzialismo” animalista?
L'area assisenzialista del movimento animalista è composta dalla maggior parte dei gruppi più conosciuti. Ad esempio la Humane Society e molti individui come Peter Singer. In comune con gli Abolizionisti, vi sono molti fattori su cui si basa tutto il movimento Animalista. Tuttavia, un fattore assolutamente inaccettabile è l'attitudine al compromesso con gli sfruttatori.

- Cosa caratterizza un assistenzialista?
In quanto organizzazioni, il loro obiettivo primario sembra essere l'accumulo di denaro, hanno questa premessa per espandere la loro base di sostenitori. Inoltre, si caratterizzano per essere portatori degli aspetti più effimeri e modaioli nella loro particolare versione dell'animalismo. Questo include: cagnolini, gattini, uova biologiche e allevamenti all'aperto, etc. Nient'altro che sterili luoghi comuni, che sicuramente li portano a raggiungere il loro scopo di raggranellare fondi, ma non contribuiscono minimamente a portare avanti la vera lotta per i diritti animali. Per certi versi, sono artisti della truffa che vendono qualcosa come un “animalismo leggero” alle loro masse adoranti convinte di star facendo qualcosa di utile. Sono principalmente degli snob che attaccano ferocemente l'operato dei veri gruppi animalisti, i gruppi di persone comuni, se vogliamo. In effetti, sostengono che dovremmo continuare ad usare gli animali, ma in modo più gentile. O nelle loro parole, “più umanamente”. Inganna l'immaginazione e alimenta l'ignoranza dire che sia possibile uccidere un animale“umanamente”. Ma il loro target di sostenitori si beve queste idiozie con entusiasmo. Usare e sfruttare animali per qualsiasi scopo è crudele e sbagliato. Non potremo mai dirci realmente civilizzati fintanto che questa barbarie socialmente approvata non cesserà per sempre.

- In quanto abolizionista sei contro il pacifismo?
No, non di per sé. Ogni persona ha una propria inclinazione, ed evidentemente alcuni di noi sono pacifici. Dobbiamo avere, comunque, uno sguardo più approfondito verso questa tematica, tanto per cominciare. Purtroppo, troppo spesso il pacifismo è una maschera che nasconde la vigliaccheria. Martin Luther King Jr. era un pacifista ma non ha mai smesso di avversare attivamente il Sistema. Non si è mai tirato indietro di fronte al pericolo, né lui né i suoi sostenitori. Non si è fermato finché non l'hanno ucciso. L'Azione Diretta è per il novanta percento del tempo non-violenta, ma richiede coraggio il cento per cento delle volte.

- Ma gli incendi come tattica? È violenza.
Devo dissentire. La violenza non può essere inflitta ad un mucchio di mattoni, la proprietà può solo essere distrutta. E' questo aspetto della “violenza verso la proprietà” il dettaglio rilevante. La violenza può essere osservata solo nei confronti di un essere senziente. Creature con un interesse a rimanere libere dal dolore e dalla sofferenza. Se tiri un pugno al muro, hai esercitato “violenza” verso la tua mano, non verso il muro. Al muro non importa nulla del fatto che tu l'abbia colpito.

- Ma tu mangi le piante, anche loro sono senzienti!
No, non lo sono. Se lo fossero, porteresti a passeggio nel parco una carota e non il tuo cane. Se le piante fossero senzienti, allora non vi sarebbe alcuna differenza tra il prendere a calci un mucchio di foglie ed un bambino umano. Chiaramente, se avessi davvero a cuore la vita delle piante, diventeresti vegan e la smetteresti di contribuire allo sfruttamento sfrenato di vite vegetali e della natura in generale, le cui più preziose risorse vanno a nutrire il “bestiame”. Lo stesso quantitativo di cereali impiegato nella produzione di 2.5 kg di carne basta a sfamare un vegano per un mese!

- Se gruppi come l'ALF stanno facendo davvero la cosa giusta, allora perché indossano maschere e diffondono i loro comunicati anonimamente?
Sebbene le azioni di gruppi come l'ALF siano moralmente giuste e giustificabili, le loro iniziative non sono riconosciute come legali dallo Stato. Pertanto, necessitano di agire nell'anonimato.

- Se tu fossi un imprenditore e qualcuno distruggesse la tua proprietà come ti sentiresti?
Certamente non lo apprezzerei. Ma io non sono un attivista nel nome della libera impresa. Io sono un Attivista per la Liberazione Animale.

- Credi davvero che gli animali provino dolore proprio come gli umani?
Più che sicuramente provano dolore. Sperimentano il terrore, la paura, l'amore, etc. Tutto lo spettro delle emozioni.

- Come lo sai?
Perché provo empatia. Se non ti è chiaro che un animale sta soffrendo, o menti a te stesso di fronte all'evidenza e rifiuti la realtà, oppure sei totalmente privo di emozioni e posseduto da un totale disinteresse per la sofferenza altrui.

- Non credi che convinceresti più persone se non tenessi un atteggiamento così accusatorio ed estremo?
Al di là di quale sia il tuo attegiamento o posizione riguardo un argomento, troverai sempre chi è d'accordo con te e chi non lo è. Il Movimento di Liberazione Animale è fin troppo pieno di “attivisti moderati”. Il nostro scopo in quanto Abolizionisti è di produrre un reale cambiamento, non di convincere chi è moralmente cieco. Ciò che accade agli animali è un olocausto così terribile e orripilante da superare gli incubi peggiori. Dal nostro punto di vista, la risposta a tutto questo deve essere naturale.

- Credi davvero che il cambiamento che auspichi avverrà entro la durata della tua vita?
Non conosco la risposta a questa domanda. Posso solo dire, e senza ombra di dubbio, che niente cambierà finché, in quanto società, continuiamo ad accettare lo status quo.

- La gente non ha il diritto di mangiare quello che vuole?
No. Hanno la capacità di mangiare quello che vogliono. La vera libertà consiste nel fare non ciò che vuoi, ma ciò che devi. Se i tuoi desideri venissero assecondati senza freno, allora la società stessa diventerebbe ingiustizia allo stato puro.

- In quanto vegano dove prendi tutte le proteine e i nutrienti necessari?
Mangio qualcosa di vegano, quindi aspetto tra le cinque e le sei ore, dopodiché mangio ancora qualcos'altro di vegano.

- Non ci vuole una grande forza di volontà per essere vegan?
No, se te ne frega davvero qualcosa degli animali, come tutti affermano. Devi inoltre riconoscere che è totalmente immorale l'utilizzo dei loro cadaveri martoriati per soddisfare il tuo palato.

- Quindi non pensi che l'allevamento “all'aperto” sia un po' meglio rispetto all'allevamento intensivo?
No, non lo è. Questo concetto di “all'aperto” o “biologico” si risolve comunque, in ultima analisi, con la morte degli animali al fine di utilizzarli. È solo una favoletta, l'idea che tu possa allevare un animale ed ucciderlo “umanamente”. (L'avevo già anticipato in una risposta precedente)

- Cosa mi dici della “macellazione umanitaria”?
Che è un ossimoro. Forse puoi spiegarmi tu come si possa “macellare umanamente” (ammazzare) un animale.

- Perché sei così fissato con gli animali?
Ci sono anche un sacco di persone bisognose di aiuto! Non ho nessun problema ad aiutare le persone. Tuttavia, gli animali vengono sfruttati in modo mille volte più cruento che qualunque gruppo umano. Da ciò deriva la mia “fissazione”.

- L'estremismo animalista non è forse l'ennesima forma di terrorismo?
No. Gli attivisti animalisti si impegnano per salvare delle vite innocenti. Il vero terrorismo consiste nel vessare ed ammazzare delle creature innocenti.

- Molti vivisettori e pellicciai temono per la propria incolumità a causa degli estremisti animalisti. Non è questo vessare qualcuno e, dunque, terrorismo?
No. Per denaro stroncano vite innocenti, sono loro i veri terroristi. L'ALF è l'equivalente della Difesa Nazionale per tutti i senzienti. Quelli che torturano, uccidono e sfruttano gli animai non umani non sono dei poveri innocenti, sono assassini che vanno fermati.


Walter Bond è un attivista abolizionista per la Liberazione Animale, arrestato il 23 luglio 2010 dopo essere stato tradito dal fratello nel corso di un'indagine portata avanti dall'FBI e dall'ATF, accusato dell'incendio di un'azienda produttrice di pellami a Denver. È inoltre sotto processo nello Utah per l'incendio della Tandy Leather Factory (altra azienda di pellami) e di Triburon (un ristorante che serve fois gras). Lavorando come muratore alla costruzione di un macello, all'età di 19 anni, Walter si è avvicinato al veganismo e ad un'esistenza votata alla lotta contro la cultura umana del sopruso e dello sfruttamento verso gli altri animali e la natura. Come prigioniero di guerra, Walter continua a stimolare e motivare gli altri attivisti attraverso i suoi saggi e le sue lettere, i cui aggiornamenti si diramano velocemente tramite internet. Walter ha recentemente accettato il ruolo di addetto all'Ufficio Stampa per la Liberazione Animale Nordamericano (NAALPO). La sua filosofia ed il suo programma di azione si possono riassumere in queste cinque, semplici parole: “Liberazione Animale, Ad Ogni Costo!”

per scrivere una lettera di supporto al prigioniero Write Bond: Walter Bond # P01051760 PO Box 16700 Golden, CO 80402-6700
Contatti: (818) 227-5022 Animal Liberation Press Office 6320 Canoga Avenue #1500 Woodland Hills, CA 91367
www.animalliberationpressoffice.org - press@animalliberationpressoffice.org

Élisée Reclus

Élisée Reclus
« Non è una digressione menzionare gli orrori della guerra in connessione con il massacro delle bestie ed i banchetti di carne. La dieta degli individui è in stretta relazione con il loro modo di agire. Sangue chiama sangue. »

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