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Blog senza nessuna periodicità, in cui appaiono pubblicazioni random, la maggior parte delle volte ripropongo ciò che già c'è in rete ma che non è stata data importanza. Anche diari di viaggi, musica e video e cose cattive.

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martedì 16 novembre 2010

Evoluzione e Rivoluzione

Tratto da: "L’Évolution, la Révolution et l’idéal anarchique (Stock, Parigi 1898)" di Elisèe Reclus

[...] Sebbene non vi sia sempre un parallelismo evidente negli avvenimenti parziali di cui si compone il complesso della vita delle società, in realtà, come l’evoluzione abbraccia l’insieme delle cose umane, così anche la rivoluzione deve comprenderlo. Tutti i progressi sono solidali; noi li desideriamo tutti in base alle nostre conoscenze e alle nostre forze: progressi sociali e politici, morali e materiali, scientifici, artistici o industriali. In ogni contesto noi non siamo solo per l’evoluzione, ma allo stesso modo per la rivoluzione, giacché ci rendiamo conto che la storia stessa non è che una serie di tappe raggiunte in seguito ad una serie analoga di fasi preparatorie. La grande evoluzione intellettuale che emancipa le menti ha come logica conseguenza l’emancipazione degli individui in tutte le relazioni con glialtri. Si può quindi affermare che l’evoluzione e la rivoluzione sono i due atti successivi di uno stesso fenomeno: l’evoluzione precede la rivoluzione e questa precede una nuova evoluzione, generatrice di rivoluzioni future. Può prodursi un cambiamento senza provocare improvvisi spostamenti di equilibrio nella vita? La rivoluzione non deve necessariamente seguire l’evoluzione, come l’atto segue la volontà di agire? L’una e l’altro differiscono solo per il momento del loro apparire. Se una frana sbarra un fiume, le acque a poco a poco si ammassano a monte dell’ostacolo, un lago si forma per una lenta evoluzione, poi all’improvviso si produrrà un’infiltrazione nella diga a valle e la caduta di un sasso determinerà il cataclisma: la diga sarà spazzata via violentemente e il lago svuotato ritornerà fiume. Così si verificherà una piccola rivoluzione terrestre. Se la rivoluzione è sempre in ritardo rispetto all’evoluzione, la causa risale alla resistenza degli elementi: l’acqua di una corrente fruscia tra le sponde perché queste rallentano il suo corso; il fulmine saetta nel cielo perché l’atmosfera ha contrastato la scintilla scaturita dalle nubi. Ogni trasformazione della materia, ogni realizzazione di un’idea, nel momento stesso del cambiamento, è ostacolata dall’inerzia dell’ambiente; il nuovo fenomeno non può realizzarsi se non attraverso uno sforzo tanto più violento o una fatica tanto più intensa quanto maggiore è la resistenza. Herder lo ha già detto, parlando della Rivoluzione francese: «Il seme penetra nella terra e per molto tempo sembra morto; poi improvvisamente butta fuori il suo germoglio, sposta la dura terra che lo ricopre, fa violenza alla nemica argilla: eccolo diventare pianta, fiorire e maturare il suo frutto». E il bambino, come nasce? Dopo essere rimasto nove mesi nelle tenebre del ventre materno, anch’egli riesce con violenza ad uscire, lacerando il suo involucro e, talvolta, uccidendo perfino la madre. Così sono le rivoluzioni: necessarie conseguenze delle evoluzioni che le hanno precedute. [...]

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Élisée Reclus

Élisée Reclus
« Non è una digressione menzionare gli orrori della guerra in connessione con il massacro delle bestie ed i banchetti di carne. La dieta degli individui è in stretta relazione con il loro modo di agire. Sangue chiama sangue. »

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