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Blog senza nessuna periodicità, in cui appaiono pubblicazioni random, la maggior parte delle volte ripropongo ciò che già c'è in rete ma che non è stata data importanza. Anche diari di viaggi, musica e video e cose cattive.

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martedì 24 agosto 2010

“Legge e Ordine” di Alexander Berkman

Da Now and After: The ABC of Communist Anarchism (New York:Vanguard Press), edizione italiana Che cos’è l’anarcocomunismo (Milano, 1977).


Come vive l’uomo comune oggigiorno? Quasi tutto il tuo tempo è speso per guadagnarsi da vivere. Sei così impegnato nel costruirti una vita che difficilmente ti rimane del tempo per vivere, per godere della vita. Non si ha né il tempo, né il denaro. Puoi ritenerti fortunato se hai qualche forma di sostentamento, un qualche lavoro. Ogni tanto si presenta un periodo di inattività: c’è disoccupazione e in migliaia vengono cacciati via dal lavoro, ogni anno, in ogni paese.
Quel periodo significa nessun guadagno, nessun salario. Si traduce in preoccupazione e privazione, in malattia, disperazione, e suicidio. Parla la lingua della povertà e del crimine. Per alleviare questa povertà costruiamo case di carità per i poveri, ospedali gratuiti, tutto ciò grazie alle tue tasse. Per prevenire il crimine e punire i criminali ancora una volta sei tu che sovvenzioni polizia, investigatori, forze di Stato, giudici, avvocati, prigioni, guardiani. Riesci a immaginare qualcosa di più assurdo e impraticabile? La legislatura produce le leggi, i giudici le interpretano, i vari pubblici ufficiali la applicano, la polizia ricerca e arresta i criminali, e finalmente la guardia carceraria li prende in custodia. Numerose persone e istituzioni sono impegnate a contenere la persona disoccupata dal rubare e lo punisce se ci prova. Di lì poi viene fornita degli scopi per esistere, la mancanza dei quali le hanno fatto inizialmente infrangere la legge. Dopo un periodo più o meno breve viene fatta diventare una persona fallita. Se fallisce nel procurarsi un lavoro comincia ancora una volta lo stesso giro di furti, arresti, processi e incarcerazioni.
Questa è una grezza ma tipica illustrazione dello stupido carattere del nostro sistema.
Non è singolare che la maggior parte delle persone immaginino indispensabile un governo, quando nei fatti la nostra vita reale non ha mai nessuna connessione con esso, non ne ha il bisogno, e vi interferisce solo quando la legge e il governo si infiltrano?
“Ma la sicurezza e l’ordine pubblico” obbietterete, “li possiamo avere senza un governo e una legge? Chi ci proteggerà contro i criminali?”
La verità è che ciò che chiamiamo “legge e ordine” è in realtà il peggior disordine, come abbiamo visto nei capitoli precedenti. Quel poco di ordine e pace che abbiamo lo dobbiamo al buon senso comune e all’iniziativa dati dal popolo, quasi tutto nonostante il governo. Avete bisogno del governo che vi dica di non camminare incontro a un’ automobile? Ne avete bisogno per ordinarvi di non saltare giù dal ponte di Brooklyn o dalla torre Eiffel?
L’uomo è un essere sociale: non può esistere da solo; vive in comunità o società. Il bisogno reciproco e gli interessi comuni sono prodotti in particolari modi per assicurarci sicurezza e benessere. Tale cooperazione è libera, volontaria; non necessita d’alcuna coercizione da parte di nessun governo. Aderisci a un club sportivo o a una società canora poiché le tue inclinazioni seguono quella strada, e cooperi con gli altri membri senza nessuno che ti costringa. L’uomo di scienza, lo scrittore, l’artista e l’inventore ricercano il proprio modo per ispirarsi e lavorare mutualmente. I loro impulsi e bisogni sono le loro migliori urgenze: l’interferenza di un qualche governo o di una qualche autorità può solo intralciare i loro sforzi.
Durante tutta la tua vita troverai che i bisogni e le inclinazioni delle persone avvengono per associazioni, per reciproca protezione e aiuto. Questa è la differenza tra l’amministrazione delle cose e il governo sugli uomini; tra fare qualcosa per libera scelta e esserne costretti. È la differenza tra libertà e costrizione, tra Anarchia e governo, perché l’Anarchismo significa cooperazione volontaria invece della partecipazione forzata. Significa armonia e ordine al posto di interferenza e disordine.
“Ma chi ci proteggerà dal crimine e dai criminali?” chiederete.
Chiedetevi piuttosto quale governo ci protegge veramente da loro. Non è lo stesso governo a crearli e a disporre le condizioni che permettono il crimine? Non sono le invasioni e le violenze sulle quali tutti i governi poggiano che coltivano lo spirito dell’intolleranza e della persecuzione, dell’odio e della crescita della violenza? Non è il crimine che aumenta in ordine dell’aumento della povertà e dell’ingiustizia favorite dal governo? Non è il governo stesso a essere la più grande ingiustizia e il più grande crimine?
Il crimine è il risultato delle condizioni economiche, delle ineguaglianze sociali, degli errori e malefatte dei quali il governo e il monopolio sono parenti. Il governo e la legge possono solo punire i criminali. Non curano né prevengono il crimine. L’unica vera cura per il crimine è abolirne le cause, e questo il governo non potrà mai farlo poiché esiste per preservare quelle vere cause. Il crimine può essere eliminato solo eliminando le condizioni che lo creano. Il governo non può farlo.
L’Anarchismo significa eliminare quelle condizioni. I crimini determinati dal governo, dalla sua ingiustizia e dalla sua oppressione, dalla diseguaglianza e dalla povertà, scompariranno con l’Anarchia. Questi fattori costituiscono di gran lunga la maggior percentuale di crimini.
Alcuni altri tipi di crimine persisteranno per qualche tempo, come quelli prodotti dalla gelosia, dalla passione, e dallo spirito di coercizione e violenza che dominano oggigiorno il mondo. Ma anche questi, i prodotti dell’autorità e del possesso, scompariranno gradualmente, sotto salutari condizioni, col passaggio dell’atmosfera che le coltivò.
L’Anarchia non sarà nemmeno fonte di crimine né offrirà alcun terreno per la sua fioritura.
Occasionali atti anti-sociali saranno considerati come residui delle precedenti condizioni e attitudini malate, e verranno trattati più come un insalubre stato mentale piuttosto che come un crimine.
L’Anarchia comincerebbe col sfamare il “criminale” e assicurandogli un lavoro invece di controllarlo, arrestarlo, processarlo e imprigionarlo, terminando poi con la fine dell’approvvigionamento suo e di tutti coloro che devono controllarlo e nutrirlo. Sicuramente anche questo esempio dimostra quanto più sensibile e semplice sarebbe la vita sotto l’Anarchismo di quanto non lo è oggi.

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Élisée Reclus

Élisée Reclus
« Non è una digressione menzionare gli orrori della guerra in connessione con il massacro delle bestie ed i banchetti di carne. La dieta degli individui è in stretta relazione con il loro modo di agire. Sangue chiama sangue. »

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