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Blog senza nessuna periodicità, in cui appaiono pubblicazioni random, la maggior parte delle volte ripropongo ciò che già c'è in rete ma che non è stata data importanza. Anche diari di viaggi, musica e video e cose cattive.

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domenica 30 maggio 2010

Vizio e Potere

Scritto da Gianfranco "Avenge" (per motivi personali è semianonimo)

C'è un rapporto tra vizio e potere? Questa è una delle domande che alcuni filosofi e scrittori si sono posti nel corso dei secoli e la cui risposta può essere preziosissima per gli Anarchisti ai fini di inquadrare meglio il problema del Potere e la soluzione.
Una ipotesi a riguardo è per me molto interessante e credo di poterla ritenere, a fronte dell'analisi che segue, esatta.
Sciascia nel suo libro "Il Contesto" ebbe una brillante intuizione: solo i virtuosi possono fare la rivoluzione perchè è l'unica opposizione alla promozione del vizio effettuata dal potere.
Perchè il potere dovrebbe addirittura promuovere il vizio? E' semplice: perchè solo mantenendo questo diffusione del libetinaggio può giustificare la proprio ma sopratutto perchè se si realizzasse realmente un mondo di virtuosi finirebbe la sua natura di esistere.
In un mondo dove l'uomo regola con misura il proprio rapporto con gli altri, con sè stesso e col mondo che lo circonda (e questo può accadere come vedremo solo passando per l'abbandono dei vizi) che ruolo avrebbe piu' il Potere?
La gestione del territorio si snoderebbe limpida grazie all'assenza di interessi personalistici, le risorse sarebbero piu' che sufficenti per tutti gli esseri umani, la criminalità tenderebbe verso lo zero.
Solo così ci si spiega come mai tutto ruoti sempre piu' nel potere moderno attorno alla corruzione, che via via che accumula precedenti svela le fila del suo gioco, la corruzione sia incentivata e in America (paese del capitale) è addirittura sistemica e legale con le Lobby.
pensiamo a cosa potrebbero scatenare gli uomini golosi, che per inclinazione non si accontentano di quanto gli occorre per vivere ma consumano inutilmente risorse e di conseguenza aspirano al privilegio di mangiare più degli altri (togliendoglielo di bocca per forza di cose visto il numero finito di risorse per l'umanità).
Pensiamo a chi desidera la gloria e che di conseguenza cercherebbe di prendere l'ammirazione del mondo a discapito dell'equilibrio che si forma in una società bene organizzata dove si sà effettuare il proprio compito senza eccessi e per un fine comune.
Pensiamo ai lussuriosi che sconvolgono l'equilibrio riproduttivo e squalificano la persona umana come semplice oggetto di consumo nonchè possono sviluppare a lungo andare vere e proprie dipendenze o ossessioni portatrici dei piu' orrendi crimini. Per non parlare poi degli avari, che trovano piacere nell'avere più beni degli altri e per farlo sarebbero pronti a rubare o a mantenere il sistema iniquo in cui viviamo.
Citerei i sadici, o per dirla come Dante, i Violenti che godono dell'infliggere sofferenze agli innocenti e che tanto hanno rimpito le file di eserciti, nobili, re, regine, presidenti e chi più ne ha più ne metta. Gli iracondi invece generano conflitto ed è noto che dove esiste conflitto c'è la possibilità di istituire un Potere in forma di Autorità a scopo di "pacificazione" ma che in realtà si limita a effettuare un "taglione" secondo il proprio interesse.
Ma ci sono anche vizi meno chiaramente dannosi per la collettività come ad esempio il fumo, che facendo ammalare il fumatore infligge un peso per la sua cura sulla società e molte altre abitudini lesive per sè e gli altri.
Qualcuno potrebbe pensare che io stia dando di matto e che mi sia schierato con i fascisti che vogliono rigirare le cure dei fumatori per intero alla famiglia.
Non mi sognerei mai di dire questo per due precisi motivi che mi portano al prossimo punto: il fatto che attualmente molti di questi vizi distruttivi/autodistruttivi sono generati dall'infelicità, dal malcontento e quindi è la società responsabile di queste "malattie indotte". Ma ancora piu' importante è che ad ogni vizio corrisponde sistematica e simmetricamente uno svago innoquo.
Ma come differire col buonsenso da quelli che sono gli svaghi dell'uomo dai vizi? E' possibile la società annulli i vizi ma non abbandoni l'aspetto ricreativo che c'è dietro molti vizi e che perciò li rendono appetibili?
Anche in questo basta osservare la realtà per avere una risposta: la discrimina è l'eccesso, e la misura dell'eccesso è il danno che si sviluppa per la società.
Nessuno ovviamente fra i libertari, me compreso, vuole vietare di bere alcool, di fumare uno spinello, di sperimentare i piaceri del sesso a scopo ricreativo in maniera matura e consenzientemente.
Sono questi, dando ragione alla borghesia, vizi che perciò andrebbero sradicati?
Assolutamente no perchè, con la moderazione, queste abitudini non sono dannose nè per sè nè per gli altri ma è il loro abuso che porta le tristi conseguenze che deprechiamo.
Tengo a sottolineare che l'Aborto, sempre a differenza di quanto la borghesia afferma con i suoi ideali autoritari, non può essere ascritto ad una pratica lesiva per l'equilibrio riproduttivo per un semplice motivo: è da imputarsi al fallimento di una contraccezione e quindi alla base c'è già un rifiuto di maternità che renderebbe fallimentare quella esperienza familiare generando malcontento e distorcendo l'idea stessa di felicità familiare mettendola alla stregua di un "sacrificio", di fatto quindi sfavorendola.
La legittimità invece della contraccezione collima con quella del sesso non a scopo procreativo invece dove però in una società giusta e bene organizzata i motivi per non affrontarla affatto non ci sarebbero e quindi, con buon senso,nel rispetto della libertà di scelta e tenendo conto della capienza del pianeta si realizzerebbero condizioni perfette per la continuazione della specie ed il problema quindi non sussiste.
Oltretutto procreare è un bisogno umano per la propria realizzazione di individui e comunità che non si è estinto in circostanze sfavorevoli, figuriamoci in quelle favorevoli.
E' del tutto insussistente il problema di estinzione con abbandonanza e redistribuzione equa di risorse specie analizzandolo al fronte del fatto che questo problema non si è verificato in millenni di sofferenza ed ingiustizia umana.
Il Potere sarebbe solo la cima della montagna, il picco dove chi cerca di procurarsi il massimo della soddisfazione per sè stesso anche a scapito degli altri si realizza a pieno ma i suoi semi vengono messi dal potere stesso nella società dove senza una adeguata "pulizia etica" non può germogliare il fiore dell'Anarchia.
Anche senza potere resta quindi il corpus delle vergogne umane che costruiscono le classi, i privilegi, le disuguaglianze e che solo spianando la "cima" di questa montagna resterebbero più o meno come quando il movimento Anarchista, nella sua ingenua giovinezza, non capiva che uccidendo un Presidente ma lasciando governo, ministri e gerarchie di tutti i tipi ecc. al loro posto li faceva pronti e felici di sfruttare l'occasione per salire più in alto ed avere quindi più possibiltà di ascendere.
Le scalate più vertigionose infatti sono state spesso fatte dagli uomini più orrendi,dalle belve più scaltre e feroci che, per concepire lo sforzo di una salita dalla base alla punta, dovevano avere un appetito formidabile.
Ecco perchè proprio gli uomini più ignobili erano con reciproca soddifazione scelti da chi stava sopra per ascendere:solo con questa categoria potevano essere sicuri che il fine comune per loro fosse lo stesso e di vedere eseguiti con zelo i compiti infami che chi si incammina per quell'ascensione deve svolgere.
Sono quegli stessi uomini vergognosi che non vorrebbero mai che questo sistema mutasse ma, anzi, lo promuovono con forza.
A fronte di questa analisi mi si è offerto un importante dato per rispondere anche ad un altro grande quesito sulla cui soluzione ancora si dividono Anarchisti detti "comunisti" e "individualisti": E' possibile che il popolo sia pronto all'anarchia prima dell'abbattimento del potere, della Rivoluzione?
Ebbene il popolo deve essere necessariamente e, almeno in parte, preparato prima perchè come abbiamo visto se abbattiamo la "testa del mostro", se si scatena una rivoluzione che abbatta l'establishment ma lasciamo la società viziosa a quel punto per soddisfare questi bisogni distorti la società ricreerà automaticamente il potere e il capitale (fonti di soddisfazione per il vizio), conquistando magari prima gli apparati rivoluzionari dal suo interno (poichè questi apparati sono formati da esseri umani) come si è visto nella rivoluzione russa.
Tanto più vorremo sconfiggere i mali del mondo e tanto più il consesso anarchista sarà luogo di azioni e pensieri sempre più efficaci.

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Élisée Reclus

Élisée Reclus
« Non è una digressione menzionare gli orrori della guerra in connessione con il massacro delle bestie ed i banchetti di carne. La dieta degli individui è in stretta relazione con il loro modo di agire. Sangue chiama sangue. »

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